Forcella della Vallaccia 2468 m - Canale N

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

FOTOPERCORSO

Storia Alpinistica La zona dei Monzoni e della Vallaccia costituisce l'estrema propaggine sud-occidentale del vasto Gruppo della Marmolada. Nonostante venga normalmente trattata come un unico sottogruppo, al suo interno si evidenziano profonde diversità geologiche e paesaggistiche. La cresta dei Monzoni, infatti, è di chiare origini vulcaniche (rocce porfiriche), mentre il più raccolto complesso della Vallaccia presenta le caratteristiche tipiche dolomitiche, con slanciate guglie e altissime pareti di grigio calcare: tra queste strutture rocciose, disposte a ferro di cavallo, è racchiuso un profondo e selvaggio vallone, la Vallaccia, che dalla bassa Vallle di San Nicolò, poco sopra Pozza di Fassa, si insinua fra le possenti fiancate del Sasso delle Undici (2501 m) e del Sasso delle Dodici (2446 m) fino al nascosto circo terminale, dominato dalla severa Punta della Vallaccia (2637 m), la cima più alta della zona. Nonostante le quote non elevatissime, l'ambiente risulta molto solitario e caratteristico: risalendo la Vallaccia, si rimane quasi soggiogati dalla potenza delle placconate e degli strapiombi che ci sovrastano, e già la semplice gita fino al Bivacco Zeni, o quella leggermente più impegnativa della Ferrata Gadotti, meritano attenzione. La Vallaccia consente però anche una splendida traversata di versante che, ad inizio stagione, risulta particolarmente attraente per via del bel canale che sale alla Forcella della Vallaccia: in piena estate questo canale, percorso da tracce di sentiero segnalate, risulta detritico e poco accattivante, ma con neve diventa una via di salita altamente remunerativa per l'ambiente selvaggio e le curiose formazioni rocciose. Completando poi la traversata con la facile salita alla sommità del Sasso delle Undici, si ottiene una gita non eccessivamente difficile o faticosa, ma molto panoramica e soddisfacente.
Punto di partenza Pozza di Fassa (1319 m), raggiungibile da Trento (uscita Egna - Ora della A22) per le valli di Fiemme e Fassa, oppure da Bolzano per la Val d'Ega ed il Passo di Costalunga. Dalla frazione Meida, si risale la pittoresca Valle di San Nicolò fino all'altezza della Malga al Crocifisso (1522 m): qui si abbandona la strada principale e si prende la diramazione di destra che si inoltra nella Valle dei Monzoni, fino al piccolo parcheggio presso il quale partono i taxi-pulmini diretti alla Malga Monzoni.
Avvicinamento Superata la sbarra, ci si incammina sulla strada, a tratti asfaltata, che percorre la pittoresca Val dei Monzoni; dopo qualche tornante, si prosegue con pendenza più moderata costeggiando una bella forra del torrente, mentre sullo sfondo appare la scura cresta vulcanica dei Monzoni. Lasciato sulla sinistra il sentiero 640 (h 0,25), che attraversa un ponticello diretto al Lagusèl (vedi itinerario Il Lagusèl), si continua sulla strada principale, fino a raggiungere una zona prativa dove, in alto sulla destra, sorge la Baita Monzoni (1792 m), che si raggiunge con breve salita (h 0,40). Vista ampliata sulla cresta dei Rizzoni (2646 m), che sbarra la valle. Si prende a questo punto una stradetta che stacca proprio sul lato destro della costruzione (indicazione "Sentiero De Luca") e che si inoltra pianeggiante nella fitta abetaia. Dopo un po', si prende sulla sinistra il sentiero 635 (tabelle), che taglia in quota tutto il pendio discendente dall'ardito Sasso delle Undici (2501 m) finchè, giunti ormai in vista dell'angusto solco della Vallaccia, scende con qualche tornante e traversa a sinistra, sotto il vertiginoso spigolo della Torre della Vallaccia (2514 m), fino a congiungersi con il sentiero 615 che percorre sul fondo tutta la Vallaccia (h 1,40). Trascurata la prosecuzione del "Sentiero De Luca" (diretto a San Giovanni di Fassa), si continua a risalire la valle tra quinte di roccia incombenti fino ad una strozzatura. Si attacca allora a destra una placca rocciosa inclinata, che si supera da sinistra a destra grazie alla corda metallica (facile); appare alla vista, su un poggio erboso, la rossa sagoma del Bivacco Zeni, che si raggiunge con un'ultima breve salita (2100 m, h 2,00). Bella veduta sulla testata della Vallaccia, con la Punta della Vallaccia (2630 m), alla cui sinistra sale l'evidente canale, la Mezza Luna (2623 m) e il Sass de Stengia (2546 m); sul versante della valle opposto al bivacco, è il poderoso paretone del Sasso delle Undici (2550 m), mentre verso lo sbocco della Vallaccia appaiono il Catinaccio ed il Sassolungo. Trascurato a destra il sentierino che sale alla Ferrata Gadotti ed al Sasso delle Dodici, si prosegue per una traccia (tabella) che taglia alcuni dossi erbosi (o nevosi a seconda della stagione) e che poi rimonta un pendio, dalla cui sommità ci si affaccia sulla comba terminale della Vallaccia. Scendendo lungo il filo di un dosso erboso, le tracce conducono verso il fondo dell'avvallamento: a questo punto si abbandona il sentiero estivo, che effettua un largo giro prima di inserirsi nel canale della forcella, e si raggiunge l'ampio conoide, generalmente nevoso, che scende dall'evidente canalone (h 0,30 dal bivacco, attacco).
Descrizione della via Si attacca il conoide, all'inizio non eccessivamente ripido (35°), puntando ad alcuni isolotti detritici che solitamente emergono dalla neve: da qui si entra nel canale vero e proprio, che si insinua a sinistra di un poderoso torrione, avancorpo della Punta della Vallaccia. Lasciata a sinistra una diramazione che subito si fa rocciosa e va a morire alla base di erte pareti, si segue il ben marcato solco principale che man mano si fa più ripido fino a raggiungere una pendenza di 40° circa. A circa metà sviluppo, sulla destra si può notare una profonda caverna che si apre nella parete calcarea. L'ultimo tratto di canale si impenna ulteriormente (45°) fino ad uscire sull'ampia Forcella della Vallaccia (2468 m, h 1,00 dall'attacco).

Da qui ampio panorama sul versante opposto, con la cresta dei Monzoni in primo piano e il massiccio della Marmolada sullo sfondo. Dalla forcella, volendo, è possibile scendere per una ripida traccia fino a ricongiungersi al sentiero  624, proveniente dalla Costella e diretto al Rifugio Vallaccia. E' comunque consigliabile l'ascensione del vicino Sasso delle Undici. In questo caso, si segue l'aerea crestina erbosa di sinistra, lungo labili tracce di passaggio: mentre a destra ripidi prati scendono verso la conca di Gardeccia, a sinistra impressionanti salti rocciosi precipitano sul fondo della Vallaccia (all'inizio alcuni begli scorci sul canalone appena risalito). Cercando di mantenersi il più possibile in quota, si traversano al meglio i ripidi pendii prativi puntando infine ad intercettare una delle numerose ed evidenti tracce che salgono verso la cima. Traversando lungamente nord, si risale infine con alcuni tornanti il ripido pendio prativo sommitale fino alla colonna con madonnina posta sulla vetta più alta (2501 m, h 0,45 dalla forcella). Eccezionale panorama su tutti i gruppi dolomiti fassani: Latemar, Catinaccio, Sassolungo e Sella, Marmolada. Interessantissime anche le vedute ravvicinate sulle cime che rinserrano la profondissima Vallaccia

Discesa: per evidenti tracce fra i prati si scende per terrazzi erbosi fino ad incrociare il comodo sentiero 624 proveniente dalla Costella: seguendolo verso sinistra si discendono gli splendidi prati di Gardeccia, con bella vista sulla Val delle Selle, fino alla costruzione del Rifugio Vallaccia (2275 m, h 0,30 dal Sasso delle Undici). Continuando a scendere, con bella veduta dell'impervia parete della Cima Malinverno (2626 m, Monzoni) e della triangolare parete Est della Punta della Vallaccia, si entra nel bosco e si giunge sul fondovalle dei Monzoni all'altezza della Malga Monzoni (1862 m, h 0,40 dal rifugio). Seguendo ora la carrareccia della Val dei Monzoni, si arriva in breve alla Baita Monzoni e, per il percorso già seguito in salita, al parcheggio (h 0,30 dalla Malga Monzoni).

Tempo totale h 5,30 - circa
Difficoltà PD-
Dislivello 1000 m circa, 300 m circa il canale
Attrezzatura piccozza, ramponi, casco
Ultimo sopralluogo giugno 2010
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Periodo consigliato: metà maggio - metà giugno

Itinerario in ambiente roccioso altamente spettacolare, piuttosto comodo e non eccessivamente faticoso. Molto consigliata, dalla forcella, la prosecuzione fino alla sommità del Sasso delle Undici, da cui si gode di uno spettacolare panorama su tutta la Valle di Fassa.