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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06 |
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FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
La zona dei Monzoni
e della Vallaccia costituisce l'estrema propaggine sud-occidentale
del vasto Gruppo della Marmolada. Nonostante venga normalmente
trattata come un unico sottogruppo, al suo interno si evidenziano profonde
diversità geologiche e paesaggistiche. La cresta dei Monzoni,
infatti, è di chiare origini vulcaniche (rocce porfiriche), mentre il
più raccolto complesso della Vallaccia presenta le caratteristiche
tipiche dolomitiche, con slanciate guglie e altissime pareti di grigio
calcare: tra queste strutture rocciose, disposte a ferro di cavallo, è
racchiuso un profondo e selvaggio vallone, la Vallaccia, che dalla
bassa Vallle di San Nicolò, poco sopra Pozza di Fassa, si
insinua fra le possenti fiancate del Sasso delle Undici (2501 m) e
del Sasso delle Dodici (2446 m) fino al nascosto circo terminale,
dominato dalla severa Punta della Vallaccia (2637 m), la cima più
alta della zona. Nonostante le quote non elevatissime, l'ambiente risulta
molto solitario e caratteristico: risalendo la Vallaccia, si rimane
quasi soggiogati dalla potenza delle placconate e degli strapiombi che ci
sovrastano, e già la semplice gita fino al Bivacco Zeni, o quella
leggermente più impegnativa della Ferrata
Gadotti, meritano attenzione. La Vallaccia consente però anche
una splendida traversata di versante che, ad inizio stagione, risulta
particolarmente attraente per via del bel canale che sale alla Forcella
della Vallaccia: in piena estate questo canale, percorso da tracce di
sentiero segnalate, risulta detritico e poco accattivante, ma con neve
diventa una via di salita altamente remunerativa per l'ambiente selvaggio
e le curiose formazioni rocciose. Completando poi la traversata con la
facile salita alla sommità del Sasso delle Undici, si ottiene una
gita non eccessivamente difficile o faticosa, ma molto panoramica e
soddisfacente. |
| Punto di partenza |
Pozza di Fassa
(1319 m), raggiungibile da Trento (uscita Egna - Ora della A22)
per le valli di Fiemme e Fassa, oppure da Bolzano per
la Val d'Ega ed il Passo di Costalunga. Dalla frazione Meida,
si risale la pittoresca Valle di San Nicolò fino all'altezza della
Malga al Crocifisso (1522 m): qui si abbandona la strada principale
e si prende la diramazione di destra che si inoltra nella Valle dei
Monzoni, fino al piccolo parcheggio presso il quale partono i
taxi-pulmini diretti alla Malga Monzoni. |
| Avvicinamento |
Superata la
sbarra, ci si incammina sulla strada, a tratti asfaltata, che percorre la
pittoresca Val dei Monzoni; dopo qualche tornante, si prosegue con
pendenza più moderata costeggiando una bella forra del torrente, mentre
sullo sfondo appare la scura cresta vulcanica dei Monzoni. Lasciato
sulla sinistra il sentiero 640
(h 0,25), che attraversa un ponticello
diretto al Lagusèl (vedi itinerario Il
Lagusèl), si continua sulla strada principale, fino a raggiungere una
zona prativa dove, in alto sulla destra, sorge la Baita
Monzoni (1792 m), che si raggiunge con breve salita (h
0,40). Vista
ampliata sulla cresta dei Rizzoni (2646 m), che sbarra la
valle. Si prende a questo punto una stradetta che stacca proprio sul lato
destro della costruzione (indicazione "Sentiero De Luca") e che
si inoltra pianeggiante nella fitta abetaia. Dopo un po', si prende sulla
sinistra il sentiero 635
(tabelle), che taglia in quota tutto il pendio discendente dall'ardito Sasso
delle Undici (2501 m) finchè, giunti ormai in vista dell'angusto
solco della Vallaccia, scende con qualche tornante e traversa a
sinistra, sotto il vertiginoso spigolo della Torre della Vallaccia
(2514 m), fino a congiungersi con il sentiero 615
che percorre sul fondo tutta la Vallaccia (h
1,40). Trascurata la prosecuzione del "Sentiero De Luca"
(diretto a San Giovanni di Fassa), si continua a risalire la valle
tra quinte di roccia incombenti fino ad una strozzatura. Si attacca allora
a destra una
placca rocciosa inclinata, che si supera da sinistra a destra grazie
alla corda metallica (facile); appare alla vista, su un poggio erboso, la
rossa sagoma del Bivacco
Zeni, che si
raggiunge con un'ultima breve salita (2100 m, h
2,00). Bella
veduta sulla testata della Vallaccia, con la Punta della
Vallaccia (2630 m), alla cui sinistra sale l'evidente canale, la Mezza
Luna (2623 m) e il Sass de Stengia (2546 m); sul versante della
valle opposto al bivacco, è il poderoso paretone del Sasso delle
Undici (2550 m), mentre verso lo sbocco della Vallaccia appaiono
il Catinaccio ed il Sassolungo. Trascurato a destra il
sentierino che sale alla Ferrata
Gadotti ed al Sasso delle Dodici, si prosegue per una traccia
(tabella) che taglia alcuni dossi erbosi (o nevosi a seconda della
stagione) e che poi rimonta un pendio, dalla cui sommità ci si affaccia
sulla comba terminale della Vallaccia. Scendendo lungo il filo di
un dosso erboso, le tracce conducono verso il fondo dell'avvallamento: a
questo punto si abbandona il sentiero estivo, che effettua un largo giro
prima di inserirsi nel canale della forcella, e si raggiunge l'ampio
conoide, generalmente nevoso, che scende dall'evidente canalone (h
0,30 dal bivacco, attacco). |
| Descrizione
della via |
Si attacca il
conoide, all'inizio non eccessivamente ripido (35°), puntando ad
alcuni isolotti detritici che solitamente emergono dalla neve: da qui
si entra nel canale vero e proprio, che si insinua a sinistra di un
poderoso torrione, avancorpo della Punta della Vallaccia. Lasciata
a sinistra una diramazione che subito si fa rocciosa e va a morire alla
base di erte pareti, si
segue il ben marcato solco principale che man mano si fa più ripido
fino a raggiungere una pendenza di 40° circa. A circa metà
sviluppo, sulla destra si può notare una profonda caverna che si apre
nella parete calcarea. L'ultimo tratto di canale si impenna ulteriormente
(45°) fino
ad uscire sull'ampia Forcella della Vallaccia (2468 m, h
1,00 dall'attacco).
Da qui ampio
panorama sul versante opposto, con la cresta dei Monzoni in
primo piano e il massiccio della Marmolada sullo sfondo. Dalla
forcella, volendo, è possibile scendere per una ripida traccia fino a
ricongiungersi al sentiero 624,
proveniente dalla Costella e diretto al Rifugio Vallaccia.
E' comunque consigliabile l'ascensione del vicino Sasso delle Undici.
In questo caso, si segue l'aerea
crestina erbosa di sinistra, lungo labili tracce di passaggio: mentre
a destra ripidi prati scendono verso la conca di Gardeccia, a
sinistra impressionanti salti rocciosi precipitano sul fondo della Vallaccia
(all'inizio alcuni begli scorci sul canalone appena risalito). Cercando di
mantenersi il più possibile in quota, si traversano al meglio i ripidi
pendii prativi puntando infine ad intercettare una delle numerose ed
evidenti tracce che salgono verso la cima. Traversando lungamente nord, si
risale infine con alcuni tornanti il ripido pendio prativo sommitale fino
alla colonna con madonnina posta sulla vetta più alta (2501 m, h
0,45 dalla forcella). Eccezionale panorama su tutti i gruppi
dolomiti fassani: Latemar, Catinaccio,
Sassolungo e Sella, Marmolada.
Interessantissime anche le vedute ravvicinate sulle
cime che rinserrano la profondissima Vallaccia.
Discesa: per evidenti tracce fra i prati si scende per
terrazzi erbosi fino ad incrociare il comodo sentiero 624
proveniente dalla Costella: seguendolo verso sinistra si discendono
gli splendidi prati di Gardeccia, con bella vista sulla Val
delle Selle, fino
alla costruzione del Rifugio
Vallaccia (2275 m, h 0,30 dal Sasso
delle Undici). Continuando a scendere, con bella veduta dell'impervia
parete della Cima Malinverno (2626 m, Monzoni) e della
triangolare parete Est della Punta della Vallaccia, si entra nel
bosco e si giunge sul fondovalle dei Monzoni all'altezza della Malga
Monzoni (1862 m, h 0,40 dal
rifugio). Seguendo ora la carrareccia della Val dei Monzoni, si
arriva in breve alla Baita Monzoni e, per il percorso già seguito
in salita, al parcheggio (h 0,30 dalla
Malga Monzoni). |
| Tempo totale |
h
5,30 - circa |
| Difficoltà |
PD- |
| Dislivello |
1000
m circa, 300 m circa il canale |
| Attrezzatura |
piccozza,
ramponi, casco |
| Ultimo sopralluogo |
giugno
2010 |
| Commenti |
Periodo consigliato: metà maggio
- metà giugno
Itinerario in ambiente roccioso
altamente spettacolare, piuttosto comodo e non eccessivamente faticoso.
Molto consigliata, dalla forcella, la prosecuzione fino alla sommità del
Sasso delle Undici, da cui si gode di uno spettacolare panorama su tutta
la Valle di Fassa.
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