Monte Tamer Grande 2547 m

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 025

Punto di partenza Sulla strada per il Passo Duran, raggiungibile da Agordo in Val Cordevole o da Dont in Val Zoldana, si lascia l’auto poco prima del passo stesso (per chi proviene da Agordo) nei pressi di un grande curvone (ampio spazio per parcheggiare, 1500 m circa).
Descrizione Dalla piazzola di parcheggio, tabelle con indicazioni per Tamer e San Sebastiano invitano a scendere verso il greto del torrente, ma una volta raggiunta l’acqua i segni e le tracce misteriosamente svaniscono, probabilmente perché, alla data del sopralluogo, il rio era vistosamente ingrossato dalle recenti piogge. Meglio allora, seguire per pochi metri la ben visibile traccia del sentiero n° 543 fino a che una tabella segnaletica invita a deviare a sinistra verso un bel boschetto. Una volta attraversatolo, se ne esce e si è in breve in vista del torrente; questo scorre in una valletta molto ripida che occorre risalire con percorso faticoso e che a tratti costringe a superare brevi saltini di rocce (facili - I° grado). Mentre si guadagna velocemente quota, alle nostre spalle il panorama si allarga sempre di più regalando una fantastica vista su numerosi "giganti" dolomiti, primi fra tutti Moiazza e Civetta, ma anche le Pale di San Martino colla guglia dell’Agner in primo piano. Più oltre, nei pressi di una bella cascatella, si attraversa una prima volta il torrente e lo si risale sulla sinistra per belle placconate rocciose; tratti di sentiero, comodo ma sempre ripido, si alternato a piccoli salti di roccia che costringono ad usare le mani. Traversato altre due volte il rio, si esce dopo circa h 1,00 nell’ampio vallone ghiaioso del Van di Caleda; lo si rimonta fino a portarsi all’inizio della grande colata di ghiaie e si devia a destra sulla traccia segnata trascurando la traccetta che prosegue diritta verso la fronteggiante Forcella di San Sebastiano. Si risale un costone erboso e si percorre la cresta di un panoramico dosso detritico fino a che tabelle, poste sotto le pareti della cresta sud del San Sebastiano, invitano a deviare decisamente a destra. Per traccia abbastanza ben marcata e non eccessivamente ripida, ci si dirige in direzione della Forcella la Porta (2326 m - h 0,45 circa). Da qui occorre tralasciare la traccia segnata che scende nel sottostante Vant de le Forzele e seguire i bolli rossi che guidano lungo l’ampia Banca del Tamer, comodo cengione che taglia la parete ovest della montagna. Oltre una rientranza e dopo avere doppiato un ampio spallone, il percorso di cengia continua fino a sbucare entro al canalone che divide la cima del Tamer Grande da quella del Tamer Piccolo (in realtà più alto di ben 3 metri!). Per tracce fra ghiaie e sfasciumi, lo si risale brevemente fino ad una paretina fessurata di pochi metri (II-) ove sono ben visibili i bolli rossi del sentiero. Piuttosto che la paretina, conviene invece salire dalla parte opposta (ometti), superando qualche breve salto tra grossi massi per poi traversare su ghiaie instabili fino a ricongiungersi alla traccia segnata. Da qui occorre risalire ancora alcuni risalti ghiaiosi e un breve saltino fino a giungere ad una forcelletta tra un’anticima e la bella placca inclinata della cima principale (2547 m - h 0,45 dalla Forcella la Porta). Dalla cima (ometto) il panorama è completo e circolare e consente di abbracciare collo sguardo un incredibile numero di picchi e cime. Per la discesa occorre ripercorrere l’itinerario di salita facendo attenzione alla friabilità della roccia; può essere utile uno spezzone di corda, anche se vi sono scarse possibilità per un buon ancoraggio della stessa.
Tempo totale h 4,00 - 5,00
Difficoltà EE
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2008
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Itinerario non troppo lungo ma abbastanza faticoso, che si svolge in un ambiente di grande bellezza e che, sebbene sia abbastanza frequentato, ha conservato intatti fascino e severità.