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N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 025 |
| Punto
di partenza |
Sulla strada per
il Passo Duran, raggiungibile da Agordo in Val Cordevole
o da Dont in Val Zoldana, si lascia l’auto poco prima del
passo stesso (per chi proviene da Agordo) nei pressi di un grande
curvone (ampio spazio per parcheggiare, 1500 m circa). |
| Descrizione |
Dalla piazzola di
parcheggio, tabelle con indicazioni per Tamer e San Sebastiano
invitano a scendere verso il greto del torrente, ma una volta raggiunta l’acqua
i segni e le tracce misteriosamente svaniscono, probabilmente perché,
alla data del sopralluogo, il rio era vistosamente ingrossato dalle
recenti piogge. Meglio allora, seguire per pochi metri la ben visibile
traccia del sentiero n° 543
fino a che una tabella segnaletica invita a deviare a sinistra verso un
bel boschetto. Una volta attraversatolo, se ne esce e si è in breve in
vista del torrente; questo scorre in una valletta molto ripida che occorre
risalire con percorso faticoso e che a tratti costringe a superare brevi saltini
di rocce (facili - I° grado). Mentre si guadagna velocemente
quota, alle nostre spalle il panorama si allarga sempre di più regalando
una fantastica vista su numerosi "giganti" dolomiti, primi fra
tutti Moiazza
e Civetta, ma anche le Pale
di San Martino colla guglia dell’Agner in primo
piano. Più oltre, nei pressi di una bella cascatella,
si attraversa una prima volta il torrente e lo si risale sulla sinistra
per belle placconate
rocciose; tratti di sentiero, comodo ma sempre ripido, si
alternato a piccoli salti di roccia che costringono ad usare le mani.
Traversato altre due volte il rio, si esce dopo circa h
1,00 nell’ampio vallone
ghiaioso del Van di Caleda; lo si rimonta fino a portarsi
all’inizio della grande colata di ghiaie e si devia a destra sulla
traccia segnata trascurando la traccetta che prosegue diritta verso la
fronteggiante Forcella di San Sebastiano. Si risale un costone
erboso e si percorre la cresta di un panoramico
dosso detritico fino a che tabelle, poste sotto le pareti della cresta
sud del San Sebastiano, invitano a deviare decisamente a destra.
Per traccia abbastanza ben marcata e non eccessivamente ripida, ci si
dirige in direzione della Forcella
la Porta (2326 m - h 0,45
circa). Da qui occorre tralasciare la traccia segnata che scende nel
sottostante Vant de le Forzele e seguire i bolli rossi che guidano
lungo l’ampia Banca
del Tamer, comodo cengione
che taglia la parete
ovest della montagna. Oltre una rientranza e dopo avere doppiato
un ampio spallone, il percorso
di cengia continua fino a sbucare entro al canalone che divide la
cima del Tamer Grande da quella del Tamer Piccolo (in
realtà più alto di ben 3 metri!). Per tracce fra ghiaie e sfasciumi, lo
si risale brevemente fino ad una paretina
fessurata di pochi metri (II-) ove sono ben visibili i bolli rossi
del sentiero. Piuttosto che la paretina, conviene invece salire dalla
parte opposta (ometti), superando qualche breve salto tra grossi massi per
poi traversare su ghiaie instabili fino a ricongiungersi alla traccia
segnata. Da qui occorre risalire ancora alcuni risalti ghiaiosi e un breve
saltino fino a giungere ad una forcelletta tra un’anticima e la bella placca
inclinata della cima principale (2547 m - h
0,45 dalla Forcella la Porta). Dalla cima (ometto)
il panorama è completo
e circolare e consente di abbracciare collo sguardo un incredibile
numero di picchi e cime. Per la discesa occorre ripercorrere l’itinerario
di salita facendo attenzione alla friabilità della roccia; può
essere utile uno spezzone di corda, anche se vi sono scarse possibilità
per un buon ancoraggio della stessa. |
| Tempo totale |
h
4,00 - 5,00 |
| Difficoltà |
EE |
| Dislivello |
1000
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2008 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: giugno - ottobre
Itinerario non troppo lungo ma abbastanza
faticoso, che si svolge in un ambiente di grande bellezza e che, sebbene
sia abbastanza frequentato, ha conservato intatti fascino e severità. |
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