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CARTINA CONSIGLIATA
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Fraternali
scala 1:25.000 – Foglio 19
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CATEGORIA/ZONA
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ALPINISMO
- ALPI
LIGURI
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SCHEDA
N. 65 |
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STORIA
ALPINISTICA
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Il Mongioie (
2630 m
) è la cima più significativa della lunga costiera che, originatasi
dalla Punta Marguareis, costituisce la fiancata sinistra
idrografica dell'alta Val Tanaro. Nel tratto sopra l'abitato di Viozene
detta costiera assume un aspetto prettamente dolomitico, presentando
imponenti placconate rocciose orlate da arditi campanili, fra cui si
insinuano numerosi canali che, se innevati, risultano molto interessanti
dal punto di vista alpinistico.
Dal Pian Rosso,
presso il Rifugio Mongioie, la cima vera e propria non è
individuabile, in quanto l'imponente bastionata della Rocca Garba
(
2460 m
), a cui si appoggiano a sinistra i tre arditi pinnacoli chiamati Bricchi
Neri (
2296 m
), la nasconde con prepotenza. Verso Nord, sulla testata di Valle
Ellero, presenta un caratteristico versante a placche e erba di
aspetto carsico, con numerose doline, mentre ad Est scende sul Bocchino
dell'Aseo (
2292 m
) con un uniforme pendio detritico o nevoso, logica via normale di
salita. Ma
il
versante più spettacolare è senza dubbio quello Nord-Est, rivolto
all'alta Valle Corsaglia, che è costituito da una triangolare
parete rocciosa alta circa
500 m
che domina il piccolo Lago della Raschera. La cresta
Sud-Ovest, che costituisce lo spartiacque fra i bacini dell’Ellero
e del Tanaro, è molto frequentata dagli escursionisti, grazie ad
una marcata traccia di sentiero segnalata che raggiunge la vetta
partendo dal Bocchino delle Scaglie (2325 m).
La cresta Nord-Ovest,
a cavallo fra Ellero e Corsaglia, al contrario risulta
assai solitaria e quasi sconosciuta, a causa dell’assenza di tracce e
di una maggiore lontananza dagli itinerari di traversata segnalati della
zona. Inoltre, un breve tratto di roccette nella parte alta rende questo
itinerario non per tutti, sebbene comunque facile e abbastanza sicuro.
Ho valutato a lungo se considerare questa salita un itinerario già
alpinistico o solo per esperti escursionisti, ma alla fine ho deciso di
classificarlo F, in quanto al tratto di roccette già menzionato
vanno aggiunti anche l’assenza di tracce lungo la cresta ed una
significativa esposizione sulla parete Nord-Est nell’ultimo tratto.
Primi salitori sconosciuti.
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PUNTO
DI PARTENZA
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Rifugio
Mondovì (
1761 m
), raggiungibile dalla Porta di
Pian Marchisio (Valle Ellero), in h
0,45. Per i particolari sull’accesso, vedi itinerario Al
Pis dell’Ellero.
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AVVICINAMENTO
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Dal rifugio si segue la
carrareccia che, aggirato il dosso dove sorge
la Sella
Piscio
, si va ad innestare in dolce discesa sulla
sterrata di fondovalle. Ci si dirige verso la testata del
vallone, si guada una prima volta il rio, si passa nei pressi del Gias
Pra Canton (
1764 m
) e si supera nuovamente il corso d’acqua. Raggiunto uno
sbarramento roccioso che sembra chiudere la valle, una serie
di tornanti scavati nella roccia permettono di superarlo, giungendo così
ad un ripiano con
bella vista su Mongioie e Cima delle Saline,
dove stacca a destra la mulattiera per il Passo delle Saline
(vedi anche itinerario Traversata
del Mongioie, paline). Trascurata la mulattiera, si procede
sulla carrareccia principale, che traversa alta sul letto del rio poi, fra
spettacolari rocce carsiche, raggiunge un ponticello che
immette nel vasto ripiano pascolivo sede del ristrutturato Gias
Gruppetti (1863 m, h 1,20),
ai piedi dello spettacolare circo carsico-glaciale che caratterizza il
versante ovest del Mongioie.
Raggiunta la bella
costruzione del gias, si prosegue lungo la traccia che, abbandonato il
fondovalle, risale con lunga diagonale i dossi erbosi discendenti dalla Cima
della Brignola (paletti segnavia e segni rossi sulle rare pietre
affioranti): in alternativa, con percorso più diretto, è possibile risalire
direttamente gli arrotondati dossi erbosi con facile percorso
fino ad un
più marcato costone, dove in ogni caso si ritrovano i
segnavia. Dalla sommità del costone si
scende brevemente in un’ampia conca erbosa, da dove si
riprende la salita (tracce marcate) in direzione del piede di una fascia
rocciosa strapiombante. Con alcuni ripidi tornanti si giunge alla base
delle rocce, che si costeggiano poi alla base con insistente salita,
sfruttando nella prima parte un’ampia cengia erbosa. Si giunge così all’inizio
di un’allungata valletta carsica (2180 m circa), sovrastata
sulla sinistra dalla Cima della Brignola e, sulla destra, dai
contrafforti rocciosi del Mongioie. Lasciata a sinistra una
traccia segnalata diretta al Colletto Brignola-Seirasso (paline),
si continua sul fondo della valletta, tendendo leggermente a destra, fra
erba e rari massi, in ambiente carsico sempre più spettacolare: giunti alla
base del ripido pendio erboso che, verso sinistra sale alla sella 2392 m,
al piede della cresta Nord-Ovest del Mongioie, si abbandona la
traccia segnalata (diretta al Bocchino delle Scaglie, che
seguiremo al ritorno) e si attacca direttamente il ripido pendio di erba
e lingue di fini detriti. In assenza di tracce, ma del tutto facilmente,
si guadagna quota seguendo il percorso giudicato più consono: la giusta
attenzione va comunque prestata, specie tagliando ripide lingue
detritiche, alle pietre mobili (EE). Con un po’ di fatica, ma
del tutto facilmente, si guadagna infine la sella 2392 m (h
1,30 dal Gias Gruppetti), dove si incontrano i segnavia
bianco-rossi del “Sentiero Tonino Vigna”, proveniente dalla Cima
della Brignola e diretto al Mongioie per il versante
Nord-Nord-Est. Appare, sull’opposto versante, l’ampia
testata pascoliva della Valle Corsaglia, con i pascoli
dell’Alpe Raschera dominati dalla Punta del Zucco. Alle
nostre spalle, domina il paesaggio il
massiccio della Cima delle Saline, che non riesce a
nascondere la lontana Serra dell’Argentera. Attacco.
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DESCRIZIONE
DELLA VIA
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Dalla sella si sale per
il filo di cresta, ampio
ed erboso ma ripido, fino al successivo dosso (ometto su
alcuni lastroni rocciosi), da
dove appare evidente tutto il prosieguo dell’itinerario.
Trascurando la dirittura degli ometti (che indicano il “Sentiero
Tonino Vigna”, che taglia i dossi erbosi verso Ovest, alla base
delle placconate sommitali della parete Nord del Mongioie), si
devia gradualmente verso sinistra, risalendo
in diagonale i ripidi pendii erbosi in direzione di un
evidente colletto alla base di un marcato rilievo sul filo di cresta.
Raggiunto il colletto, si
rimonta la cresta del rilievo per magra erba e qualche banale
roccetta (EE), giungendo così al piede dell’ultimo tratto
roccioso della cresta, che precipita verso Nord-Est con una vertiginosa
parete. Si
sale poco a destra del filo, per facili rocce gradinate (I°
grado, F), fino alla base di una breve placca rocciosa piuttosto
liscia. Ci si porta nei pressi del filo (un po’ esposto), dove una
rampa inclinata verso destra consente di superare la
breve fascia superiore, leggermente strapiombante (I°
grado, F) e di raggiungere le
rocce gradinate (I° grado, esposto) che, in breve,
conducono all’aerea spalla dove sorge la monumentale statua bronzea
della Madonna, alta circa tre metri, rivolta
verso la Valle Corsaglia. Si prosegue lungo filo, scendendo
ad uno strettissimo intaglio grazie ad alcuni gradini
scalpellati (I° grado, esposto!), da dove un inquietante canale
precipita verso la parete Nord-Est. Proseguendo più facilmente, si
continua lungo l’aerea cresta fino ad incrociare i segnavia della via
normale, provenienti dal Bocchino dell’Aseo: seguendo
l’ormai facile cresta rocciosa poco inclinata (in comune
con la via normale), si guadagna in breve la
vetta del Mongioie (2630 m, h
1,00 dalla sella 2392 m, grande croce). Panorama veramente
spettacolare a giro d’orizzonte, dalle Alpi Liguri alle Marittime,
al Monviso e alla pianura. Verso Sud appare il Mar Ligure
e, nelle giornate più limpide, il profilo della Corsica.
Discesa:
Si segue il marcato sentierino segnalato che percorre, in discesa,
l’ampia cresta Sud-Ovest. Lasciata a sinistra l’arrotondata
sommità della Rocca Garba, si perde quota per gli
ampi pendii di detriti e magra erba e, con alcuni ampi tornanti, si
tocca l’allungata depressione erbosa del Bocchino
delle Scaglie (2325 m, h 0,30 dalla vetta, paline).
Trascurata la traccia
che, attraverso il Canale delle Scaglie, scende verso Sud in
direzione del Rifugio
Mongioie e quella che prosegue lungo l’arrotondata
cresta erbosa verso il Passo delle Saline (vedi anche itinerario Traversata
del Mongioie in senso inverso), si seguono le labili tracce
che, verso Nord, percorrono una
serie di valloncelli carsici caratterizzati da doline, pozzi
e inghiottitoi, in ambiente assai caratteristico. Tendendo gradualmente
verso destra, le tracce (labili ma segnalate) giungono sul ciglio di un
ripido pendio sovrastante un’enorme dolina dal fondo erboso,
localmente nota come Ngoro Ngoro (scherzoso accostamento con
l’omonima monumentale caldera in Tanzania). Con numerose svolte, il
sentierino perde quota per erba e massi e giunge sul fondo
pianeggiante della grande dolina: se ne esce all’estremità
opposta, proseguendo in discesa diagonale per una serie di valloncelli
carsici fino al punto in cui si era abbandonata la traccia per risalire
il pendio verso la sella 2392 m. Seguendo quindi il percorso già
seguito in salita, si ritorna al Rifugio
Mondovì (h
1,40 dal Bocchino delle Scaglie) ed eventualmente alla Porta
di Pian Marchisio (h 0,40
dal rifugio).
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TEMPO
TOTALE
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h 6,00 circa (h 0,30 circa di facile arrampicata,
esclusi avvicinamento e discesa dal rifugio)
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DISLIVELLO
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1000 m circa (esclusi avvicinamento e discesa dal
rifugio)
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DIFFICOLTA’
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F (brevi passi di I° grado leggermente esposti,
concentrati nell’ultimo tratto di cresta)
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MATERIALE
UTILE
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casco
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ULTIMO
SOPRALLUOGO
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22 agosto 2025
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PERIODO
CONSIGLIATO
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giugno e settembre
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COMMENTI
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Facile salita, piuttosto
lunga ma non eccessivamente faticosa, in ambiente carsico fra i più
spettacolari del cuneese. Le difficoltà (comunque assai modeste) sono
concentrate nel breve tratto finale della cresta, dove non manca anche
una certa esposizione. Assai poco frequentato, difficilmente si
incontrerà qualcuno finchè non si esce in vetta, dove invece
l’affollamento sarà quasi garantito. Molto bello anche il ritorno dal
Bocchino delle Scaglie e il Ngoro Ngoro, anche qui poco frequentato e in
ambiente naturale pregevole (attenzione all’orientamento in caso di
nebbia!). Consigliatissimo!
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