Da Crest al villaggio di Cunéaz

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CARTINA CONSIGLIATA

I.G.C. scala 1:25.000 – Foglio 108

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - VAL D'AOSTA

SCHEDA N. 23

 

FOTO NOTEVOLI

FOTOPERCORSO VIRTUALE

CARTA TOPOGRAFICA DELLA GITA

IL GRAND E IL PETIT TOURNALIN, CON GLI EDIFICI DEL CREST, DALLA MULATTIERA PER CUNÉAZ

BAITA RISTRUTTURATA E CROCE DI LEGNO SALENDO A CUNÉAZ

GATTO ALLA FINESTRA A CUNÉAZ

LA MASSICCIA E IMPONENTE TESTA GRIGIA SALENDO ALLE CASE DI CUNÉAZ

 

PUNTO DI PARTENZA

Da Verres (uscita della A5 Torino-Aosta) si risale interamente la lunga Val d’Ayas, superando i paesi di Challand St. Victor, Challand St. Anselme e Brusson fino a Champoluc (1568 m, 27 km da Verres), in una splendida conca prativa.

Oltre la chiesa, si prosegue la strada asfaltata per circa 2 km, fino alla stazione di partenza delle telecabine per il Crest (ampio parcheggio poco oltre, nella Piazza del Mercato).

Con il primo tronco dell’impianto si sale velocemente al Crest (1980 m), tipico villaggio Walser. Qui, presso la stazione a monte, sorge il Ristorante Bar del Crest, che effettua solo servizio bar e ristorante. Scendendo invece per la carrareccia di servizio, si può raggiungere in circa 5 minuti il nucleo storico di Crest, dove sorge il caratteristico Rifugio Vieux Crest. 

Volendo è possibile raggiungere Crest a piedi da Champoluc partendo dalla piazza della chiesa (segnavia 13) in h 1,30 circa di comoda mulattiera nel bosco.

 

ITINERARIO

Dalla stazione di arrivo delle telecabine (paline) si segue la stradetta cementata verso sinistra, seguendo le indicazioni per Cunéaz (segnavia 13). Questa, con un ampio tornante in discesa, perde quota verso il fondovalle, passando a valle del Bar Ristorante del Crest (laghetto). Divenuta sterrata, la carrareccia prosegue la non ripida discesa fra i pascoli in direzione di un gruppo di larici: ad un bivio si prosegue a sinistra, in piano, lasciando a destra la prosecuzione della carrareccia diretta a Frantze. Con percorso ora in falsopiano, la larga mulattiera attraversa una fresca zona alberata, lascia a destra il sentiero che scende a superare il rio su un ponte e diretto a Mascognaz, quindi giunge ad un’ampia radura erbosa in lieve salita, dove sorgono alcune belle baite ristrutturate. Con un breve tratto in salita un po’ più marcata (bella vista, alle nostre spalle, sull’imponente Grand Tournalin) si giunge ad una nuova area boscosa, dove si supera un piccolo rio su un ponticello di legno (curiose formazioni di muschio sui parapetti del ponte).

Con un tratto in lieve salita si esce definitivamente dal bosco, raggiungendo aperti pendii erbosi da cui si avvistano, abbarbicate al costone, le case di Cunéaz: con un’ultima breve ma più insistente salita fra i prati si giunge in breve alla chiesetta, che precede le altre case della borgata di Cunéaz (2049 m, h 0,45 da Crest).

 

Citato nei documenti storici come alpeggio nel 1323, il villaggio di Cunéaz (Quenéa in patois) risulta abitato in permanenza intorno al 1376. Trovandosi all’imbocco del vallone omonimo, sulla mulattiera di collegamento fra la Val d’Ayas e la Valle di Gressoney attraverso il Colle Pinter, il piccolo insediamento originario si accrebbe nel XIV° secolo durante la migrazione dal Vallese di popolazioni walser che si stabilirono nella valle. A conferma storica della loro presenza sono ancora oggi alcuni toponimi di origine germanica.

Nel XVIII° secolo Cunéaz era un grande centro densamente popolato, che arrivò a contare oltre 100 abitanti, distribuiti in 16 famiglie che vivevano tutto l’anno ad una quota così alta. Il villaggio, completamente autosufficiente, era organizzato in tre quartieri: la Véla (dal latino villa, casa di campagna), che era il centro vero e proprio, la Cazà, in basso, e l’Oberdò (termine di origine germanica Ober Dorf, villaggio superiore) in alto. Aveva un mulino e tre forni, di cui due privati e uno collettivo (restaurato nel 1990).

È inoltre documentata l’esistenza di una scuola mista già nel 1783, retribuita in buona parte dall’antica Cappella di San Lorenzo (XVII° secolo).

Accanto alle più recenti case in muratura di pietra (XVIII°-XIV° secolo) si ergono ancora numerosi gli antichi rascard, di cui uno risalente addirittura al XV° secolo, prezioso patrimonio storico e architettonico oggi tutelato da sapienti operazioni di recupero e ristrutturazione.

(notizie tratte da tabellone in loco)

 

Salendo fra le antiche caratteristiche case, è possibile raggiungere la piazzetta dove si può osservare il vecchio forno comunitario ristrutturato (fontana) ed eventualmente salire alla parte superiore del villaggio, oppure, volgendo a sinistra, salire al grande antico edificio che ospita il Rifugio l’Aroula, in bella posizione panoramica (fontana).

 

Girellando per il villaggio, saltano agli occhi i rascard (rahĉart in patois): costruiti in tronchi assemblati con tecniche costruttive diverse nei secoli, erano edifici adibiti al deposito e alla trebbiatura dei cereali (segale, orzo, frumento). La loro caratteristica peculiare è quella di essere “sollevati” da terra tramite pilastrini di pietra a forma di fungo, con lo scopo di impedire l’accesso all’interno ai roditori: un sistema tanto ingegnoso quanto efficace!

 

Ritorno per la stessa via in h 0,40. Volendo, è anche possibile tornare a Crest seguendo la sterrata di servizio agli impianti di risalita, che passa pochi metri sopra il Rifugio l’Aroula (in questo caso h 0,20, ma percorso più assolato e meno pittoresco).

 

TEMPO TOTALE

h 1,30 circa 

DISLIVELLO

100 m circa 

DIFFICOLTA’

E

ULTIMO SOPRALLUOGO

12 agosto 2025

PERIODO CONSIGLIATO

maggio - ottobre

COMMENTI

Itinerario facilissimo, agevole e adatto a tutti. Il percorso di svolge sempre su carrareccia o ampia mulattiera ben segnalata. Abbastanza panoramico. Molto interessante la visita dell’antico villaggio, Ottimo punto d’appoggio con il rifugio.