Traversata delle Parvo

Home Appennino Ligure Alpi Liguri Alpi Marittime Alpi Cozie Valle d'Aosta Dolomiti Altre zone Su e giù per la Riviera Ligure Mailing List

 

CARTINA CONSIGLIATA

FRATERNALI scala 1:25.000 – Foglio 14

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - ALPI COZIE

SCHEDA N. 19

 

FOTO NOTEVOLI

FOTOPERCORSO VIRTUALE

LA DOLOMITICA PARETE NORD-EST DELLA ROCCA PARVO DAI PRESSI DEL PONT FORNIROLA

DALLA ROCCA PARVO, BUONA PARTE DEL PERCORSO DELL’ANELLO EFFETTUATO

ROCCE E NUVOLE …

IL TRACCIATO DELLA VIA NORMALE ALLA ROCCA PARVO DALLA VETTA DEL PARVETTO

LA VIA NORMALE AL PARVETTO VISTA DAI PRESSI DELL’OMONIMO COLLETTO

IL PERCORSO DI DISCESA LUNGO LA CRESTA EST DI PUNTA PARVO RIPRESA DAL PASSO PARVO

IL RIPIDO CANALE DA PERCORRERE DURANTE LA DISCESA DAL PASSO PARVO

AUTUNNO IN ALTA VALLE GRANA

IL COMPLESSO DEL PARVO DAI PRESSI DEL SANTUARIO DI SAN MAGNO

 

PUNTO DI PARTENZA

Da Mondovì (uscita della A6 Torino-Savona) si raggiungono Cuneo e Caraglio, da dove si risale la breve Valle Grana. Superato Campomolino (sede del comune di Castelmagno), si prosegue fino al Santuario di San Magno ( 1750 m , 66 km da Mondovì).

Da qui si prosegue per circa 2 km lungo la rotabile asfaltata che risale la testata della Valle Grana in direzione del Colle dei Morti (o Fauniera): subito dopo un ampio tornante verso destra, presso il ponte che supera il Rio Passè, evidenti paline indicano lo stacco del sentiero (località Pont Fornirola, 1995 m , parcheggio poco più a valle, subito a monte del tornante).

 

ITINERARIO

Dal Pont Fornirola si seguono gli evidenti segni rossi, che invitano a risalire una ripida costa erbosa sulla sinistra idrografica del Valloncello del Rio Passè. Sovrastato dalle scure e verticali placconate rocciose della Rocca Parvo il sentiero, che si fa più evidente, supera un modesto rio, quindi raggiunge con alcune svolte un ampio ripiano adibito, in estate, alla stabulazione degli animali. Si prosegue a destra, in una specie di ampio canalone erboso ai piedi degli appicchi sud-orientali della rocca, quindi per pendii più aperti ed infine seguendo una più marcata traccia, si traversa all’ampio Colletto Parvo ( 2345 m , h 0,30, paline), inciso sullo spartiacque fra i valloncelli Passè e Parvo.

Di qui, volgendo a destra (indicazioni), si prosegue lungo un’evidente traccia che aggira sul lato Est un primo gendarme roccioso quindi, raggiunta la crestina erbosa, la segue superando una seconda modesta elevazione fino al colletto ai piedi del pendio terminale. Traversando pochi metri a destra, si attacca il ripido ma facile pendio, dapprima detritico e poi nuovamente erboso, che con faticosa ma breve salita consente, lasciando a sinistra una rocciosa anticima, di toccare la panoramica sommità della Rocca Parvo ( 2394 m , h 0,25 dal colletto, piccola croce di granito). Buon panorama sulla testata della Val Grana e sulla conca di Castelmagno.

Ritornati al Colletto Parvo, si prosegue lungo il sentiero segnalato che, oltre l’insellatura, sul versante del Valloncello Parvo, prosegue per un tratto a mezzacosta lungo le rocciose pendici del Parvetto, quindi prende a risalire con numerosi erti tornanti il pendio, costituito da detriti e magra erba, fino ad una selletta su un costone secondario del Parvetto, denominata Col dal Nais ( 2420 m , h 0,30 dalla Rocca Parvo, paline): qui si incontrano i segnavia bianco-rossi della “Curnis Auta”, lungo percorso di crinale che effettua il periplo di tutta la testata della Valle Grana.

Seguendo gli evidenti segnavia, si rimonta verso sinistra un breve pendio detritico fino a sbucare sull’ampio ed erboso Colletto del Parvetto ( 2440 m circa), ai piedi del castello roccioso sommitale dello stesso Parvetto. Dal colletto si segue una traccia pianeggiante verso sinistra che, fra grossi massi, conduce alla base dell’evidente canalone detritico che separa il Parvetto (a destra) dalla sua anticima Ovest. Si risale il canalone per roccette e detriti, con un paio passaggi di elementare arrampicata ( grado), fino all’ampia forcella superiore. Seguendo l’aerea cresta di grossi blocchi verso destra, si aggira sul lato sud un breve risalto e, per gli ultimi massi accatastati ( grado alcuni brevissimi passaggi), si raggiunge la cima del Parvetto ( 2486 m , h 0,20 dal Col dal Nais, croce di ferro e libro di vetta). Dalla cima si gode di bellissima vista sulla conca di Castelmagno, su una porzione di Alpi Marittime e sull’ardita Rocca la Meja .

Ritornati al Colletto del Parvetto, si prosegue lungo il tracciato pianeggiante della “Curnis Auta” in direzione del piede dell’evidente cresta settentrionale della Punta Parvo: quando il sentiero inizia a traversare lungo il versante Nord-Est della stessa, diretto al Passo Parvo, lo si abbandona per seguire una comoda traccia che risale interamente la ripida ma breve ed elementare cresta erbosa fino alle roccette sommitali della Punta Parvo ( 2523 m , h 0,30 dal Parvetto, croce di ferro e libro di vetta). Dalla cima, la più elevata del piccolo gruppo e di conseguenza la più panoramica, si gode di ampio e spettacolare panorama sulle testate della valle Grana e del Vallone dell’Arma, sulla catena delle Alpi Marittime e su una buona porzione di Alpi Cozie, fino al Monviso.

Proseguendo lungo il filo del crinale, si scende dall’altra parte lungo la ripida cresta Ovest: dopo un primo tratto su erba, l’inclinazione aumenta ancora ed il terreno si fa detritico. Senza grosse difficoltà (ma comunque con attenzione), si scende con qualche serpentina (vaghe tracce) fino a toccare i vastissimi prati del Passo Parvo ( 2400 m , h 0,15 dalla vetta). All’inizio della lunghissima ed ondulata insellatura, aperta fra la Punta Parvo ed il Monte Viridìo, si incontrano nuovamente i segnavia della “Curnis Auta”, che traversano in quota dal Colletto del Parvetto e che proseguono poi verso il Passo Viridio.

Trascurando i segnavia, comunque, si segue il bordo meridionale dell’insellatura verso Est per qualche decina di metri, fino ad un punto in cui tra la cotica erbosa emergono terra e detrito fine: a questo punto si scende a sinistra, seguendo una traccia di sentiero piuttosto marcata che traversa in diagonale sul ripido pendio, in direzione di una sottostante ampia conca pascoliva. Quando la pendenza diminuisce, la traccia scompare: si scende allora direttamente, con tutta facilità, fin sul fondo dell’ampia conca prativa. Qui si può giungere, per tracce un po’ più marcate, anche scendendo direttamente dal Colletto del Parvetto.

Attraversata la conca, si risale brevemente ad un ampio colletto erboso che si apre sul costone che il Parvetto protende verso Est, fra la vetta vera e propria ed un testone roccioso secondario. Si scende dall’altra parte per un ripidissimo canalone detritico, con qualche passo iniziale su roccette erbose e terreno friabile (meglio inizialmente sulla destra orografica, attenzione!): più sotto la discesa, pur mantenendosi ripida, diviene via via più facile e, portandosi a ridosso delle rocce del Parvetto, si raggiunge piuttosto velocemente una piccola conca detritica compresa fra il versante Sud-Est del Parvetto ed un costone erboso secondario (h 0,40 dal Passo Parvo).

Attraversata la conca detritica, si risalgono per erba e cespugli i pendii sul versante opposto, fino ad intercettare una marcata traccia proveniente dal Colletto Parvo. Si segue la traccia verso destra, in leggera discesa, fino ad un colletto situato presso lo sbocco inferiore della conca detritica precedentemente attraversata, da dove ci si affaccia nuovamente sul Valloncello del Rio Passè e dove si trovano resti di tralicci metallici. Con breve salita in diagonale verso sinistra si raggiunge la stazione a monte di un’antica teleferica, un tempo utilizzata per trasportare a valle i blocchi di pietra estratti dalla vicina cava. Proseguendo a mezza costa per una larga mulattiera inerbita si raggiungono i depositi delle scorie di lavorazione della cava stessa: continuando a traversare, si percorre un ampio ripiano pascolivo e si va ad intercettare nuovamente, ormai ai piedi del versante Sud-Est della Rocca Parvo, il sentiero segnalato in rosso già percorso in salita. Seguendolo in discesa verso destra, si ritorna velocemente al Pont Forniròla (h 0,40 dalla conca detritica).

 

TEMPO TOTALE

h 4,00 circa 

DISLIVELLO

700 m circa 

DIFFICOLTA’

EE (qualche passo di I° grado salendo al Parvetto e terreno delicato nella prima parte del canale che scende dal colletto erboso alla piccola conca detritica)

ULTIMO SOPRALLUOGO

27 ottobre 2013 

PERIODO CONSIGLIATO

giugno e settembre - ottobre

COMMENTI

Breve escursione che consente di toccare, senza troppa fatica né particolare impegno, alcune delle cime più “scenografiche” e rappresentative fra quelle che dominano dall’alto la conca di Castelmagno. Volendo, è possibile evitare la precaria discesa “diretta” per il canale detritico ritornando per la stessa via percorsa in salita. Vista la quota non particolarmente elevata ed il facile orientamento, l’itinerario è indicato soprattutto in una limpida e fresca giornata autunnale.