Al Lago Malivern

Home Appennino Ligure Alpi Liguri Alpi Marittime Alpi Cozie Valle d'Aosta Dolomiti Altre zone Su e giù per la Riviera Ligure Mailing List

 

CARTINA CONSIGLIATA

FRATERNALI scala 1:25.000 – Foglio 14

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - ALPI MARITTIME

SCHEDA N. 85

 

FOTO NOTEVOLI

FOTOPERCORSO VIRTUALE

SCORCI DEI PITTORESCO RIO FREDDO, RISALENDO L’OMONIMO VALLONE

LA CONCA DEL LAGO MALINVERN ED IL COLLETTO DI VALSCURA

LA MASSICCIA TESTA DEL MALINVERN DALLE SPONDE DELL’OMONIMO LAGO

LE CIME SUD E CENTRALE DI VALROSSA DAL LAGO MALINVERN

 

PUNTO DI PARTENZA

Da Mondovì (uscita della A6 Torino-Savona) si raggiungono Cuneo e Borgo San Dalmazzo e si risale la Valle Stura. Oltre Demonte (capoluogo della valle), si supera anche Vinadio ( 904 m , 63 km da Mondovì): circa 1 km oltre il paese si svolta a sinistra in direzione del Colle della Lombarda. Superata la borgata Pratolungo ( 926 m ), con numerosa serie di tornanti la rotabile si inserisce nel selvaggio Vallone di Sant’Anna. Trascurando la prosecuzione verso Sant’Anna di Vinadio ed il Colle della Lombarda, si imbocca una diramazione a sinistra per il Vallone di Rio Freddo: si risale interamente lo stretto vallone, superando diversi gruppi di caratteristici forèst, per lasciare l’auto in un ampio parcheggio presso una grossa malga ristrutturata, da dove la strada risulta chiusa al traffico ( 1500 m circa, fontana, 11 km circa da Vinadio).

 

ITINERARIO

Si prosegue a piedi lungo l’ampia rotabile, chiusa al traffico, che dopo breve tratto diviene sterrata e che sale lungo la sinistra idrografica del vallone: sullo sfondo, troneggia grandiosamente la massiccia mole della Testa del Malinvern. Con piacevole marcia nel lariceto si giunge ad un ponte in cemento, gettato sulle acque del rio che scende dal soprastante Lago Martèl: subito dopo il ponte, una palina indica lo stacco, sulla destra, del sentiero per il lago ( 1568 m , vedi anche itinerario Giro dei Laghi nel Vallone di Rio Freddo). Si continua lungo la rotabile che s’innalza in diagonale nel bosco, mantenendosi sempre sul lato sinistro idrografico del vallone. Si attraversa su un nuovo ponte il rio che scende dal Vallone dell'Avér (quota 1640) e subito dopo si lascia a destra il sentiero per i laghi omonimi (paline, vedi anche itinerario Giro dei Laghi nel Vallone di Rio Freddo in senso inverso). La strada continua a salire nel bosco per circa un chilometro, quindi esce nella stretta conca pascoliva del Gias la Grotta (1707 m, h 0,50 dal parcheggio, vedi anche itinerario Rocca di Pan Perdù – Via normale), con bellissima veduta sull’imponente mole della Testa del Malinvern che domina la testata del vallone.

Proseguendo in falsopiano per la comodissima carrareccia sterrata, si prosegue lungo il fondovalle fino all’aperta conca pascoliva sede del Gias della Paur: in alto, all’estremità di un costone ricoperto di larici, si intravede la sagoma del Rifugio Malinvern. Trascurato a sinistra un sentiero che scende al centro della conca e che permetterebbe di evitare la salita al rifugio collegandosi direttamente con la traccia per il lago (ma ciò richiederebbe un avventuroso guado del Rio Freddo, non sempre agevole), si prosegue sulla carrareccia, che ora diviene ripida e parzialmente asfaltata. Con un tratto rettilineo in erta salita ed una successiva diagonale verso sinistra nel bosco si giunge ai piedi del dosso alberato sul quale sorge il nuovo Rifugio Città di Ceva al Malinvern (1836 m, h 1,20 dal parcheggio, fontana), dominato dalla poderosa Testa del Malinvern.

 

Il primo rifugio Malinvern venne costruito fra il giugno e l'ottobre 1940: era una costruzione in muratura di un piano più il sottotetto, rivestimento interno in masonite e copertura in lamiera zincata. Dotato di stufe per il riscaldamento ed acqua corrente, aveva capienza di diciotto posti. Venne saccheggiato ed incendiato da vandali dopo i fatti dell'8 settembre 1943. L'edificio odierno venne costruito negli anni ‘90 ed è stato inaugurato il 15 settembre 2002 per iniziativa della sezione CAI di Ceva, che ne mantiene la gestione. Oggi è costituito da una struttura a due piani in muratura, con un'ampia vetrata sul lato della facciata. I posti letto sono disposti ai piani superiori, suddivisi fra camere e camerate. Ogni piano è dotato di acqua calda, servizi igienici e docce. Svolge servizio di alberghetto nella stagione estiva.

 

Dal piazzale antistante il rifugio (paline), si scende lungo un’evidente traccia che perde quota nel bosco e poi conduce, verso sinistra, ad un ponticello di legno che consente di superare l’impetuoso Rio Freddo. Dall’altra parte si torna indietro per breve tratto, prendendo poi a risalire in diagonale il ripido pendio sulla destra idrografica del vallone. Lasciato a sinistra lo stacco del sentiero proveniente direttamente dal Gias della Paur, inizia una lunga serie di tornanti che fanno guadagnare velocemente quota, con belle vedute sul fronteggiante poggio roccioso su cui sorge il rifugio. Costeggiando alla base una serie di verticali paretine rocciose, il sentiero guadagna quota fra radi alberi, quindi taglia in diagonale una ripida pietraia e si porta presso un costone con radi larici. Con altra serie di erti tornanti si esce definitivamente dal bosco e, con un ultimo tratto fra massi e magra erba, si giunge ad un ampio colletto che immette in una vasta conca erbosa, dominata dalla Testa del Malinvern e dalle Cime di Valrossa. Lasciata a sinistra la traccia segnalata per i Laghi della Paur (scritta e freccia rossa su un masso), si scende brevemente nella conca sul cui fondo, ai piedi del ripido pendio detritico che sale all’evidente Colletto di Valscura, giace l’ampio e bellissimo Lago Malinvern (2122 m, h 1,15 dal rifugio).  

 

È un ampio specchio d’acqua (51.700 mq) situato in una profonda conca di origine glaciale, fra rocce montonate e grandi accumuli di detriti, dominato dalla grande mole della Testa del Malinvern. È alimentato dalla fusione della neve, dal contributo dei numerosi laghi situati più in alto e dai percolamenti. L’acqua è limpida e dai colori scuri o cangianti. Nei suoi pressi vegetano annosi larici abbarbicati alle rocce scoscese.

(info tratte da G.C. Soldati, “I laghi alpini della provincia di Cuneo”, vol. I)

 

Ritorno per la stessa via in h 2,00.

 

TEMPO TOTALE

h 4,40 circa 

DISLIVELLO

800 m circa

DIFFICOLTA’

E

ULTIMO SOPRALLUOGO

10 luglio 2026

PERIODO CONSIGLIATO

giugno - ottobre

COMMENTI

Itinerario molto interessante, in una zona un po’ snobbata dalle masse di escursionisti ma in realtà molto pittoresca e piacevole. Fino al rifugio (molto comodo e confortevole) si tratta di una passeggiata agevole, poco ripida ed adatta a tutti. La prosecuzione al lago, seppur sempre facile e assolutamente consigliata, è un poco più impegnativa per via del sentiero più dissestato e di alcuni tratti (brevi) più ripidi e faticosi. L’ambiente naturale intorno al lago, comunque valgono certamente la fatica. Molto consigliata!