Si prosegue a piedi lungo
l’ampia rotabile, chiusa al traffico, che dopo breve tratto
diviene sterrata e che sale lungo la sinistra idrografica del vallone:
sullo sfondo, troneggia grandiosamente la
massiccia mole della Testa del Malinvern. Con
piacevole marcia nel lariceto si giunge ad un ponte in cemento, gettato
sulle acque del rio che scende dal soprastante Lago Martèl:
subito dopo il ponte, una
palina indica lo stacco, sulla destra, del sentiero per il
lago (
1568 m
, vedi anche itinerario Giro
dei Laghi nel Vallone di Rio Freddo). Si continua lungo la
rotabile che s’innalza in diagonale nel bosco, mantenendosi sempre sul
lato sinistro idrografico del vallone. Si attraversa su un nuovo ponte
il rio che scende dal Vallone dell'Avér (quota 1640) e subito
dopo si lascia a destra il sentiero per i laghi omonimi (paline,
vedi anche itinerario Giro
dei Laghi nel Vallone di Rio Freddo in senso inverso). La
strada continua a salire nel
bosco per circa un chilometro, quindi esce nella stretta
conca pascoliva del Gias
la Grotta (1707 m, h
0,50 dal parcheggio, vedi anche itinerario Rocca
di Pan Perdù – Via normale), con bellissima veduta sull’imponente
mole della Testa del Malinvern che domina la testata
del vallone.
Proseguendo in
falsopiano per la
comodissima carrareccia sterrata, si prosegue lungo il
fondovalle fino all’aperta
conca pascoliva sede del Gias della Paur: in alto,
all’estremità di un costone ricoperto di larici, si
intravede la sagoma del Rifugio Malinvern. Trascurato
a sinistra un sentiero che scende al centro della conca e che
permetterebbe di evitare la salita al rifugio collegandosi direttamente
con la traccia per il lago (ma ciò richiederebbe un avventuroso guado
del Rio Freddo, non sempre agevole), si prosegue sulla
carrareccia, che ora diviene ripida e parzialmente asfaltata. Con un
tratto rettilineo in erta salita ed una successiva diagonale verso
sinistra nel bosco si giunge ai
piedi del dosso alberato sul quale sorge il nuovo Rifugio
Città di Ceva al Malinvern (1836 m, h
1,20 dal parcheggio, fontana), dominato dalla
poderosa Testa del Malinvern.
Il primo rifugio
Malinvern venne costruito fra il giugno e l'ottobre 1940: era una
costruzione in muratura di un piano più il sottotetto, rivestimento
interno in masonite e copertura in lamiera zincata. Dotato di stufe per
il riscaldamento ed acqua corrente, aveva capienza di diciotto posti.
Venne saccheggiato ed incendiato da vandali dopo i fatti dell'8
settembre 1943.
L'edificio odierno venne
costruito negli anni ‘90 ed è stato inaugurato il 15 settembre 2002
per iniziativa della sezione CAI di Ceva, che ne mantiene la gestione.
Oggi è costituito da una struttura a due piani in muratura, con
un'ampia vetrata sul lato della facciata. I posti letto sono disposti ai
piani superiori, suddivisi fra camere e camerate. Ogni piano è dotato
di acqua calda, servizi igienici e docce. Svolge servizio di alberghetto
nella stagione estiva.
Dal piazzale antistante
il rifugio (paline), si scende lungo un’evidente traccia che perde
quota nel bosco e poi conduce, verso sinistra, ad un
ponticello di legno che consente di superare l’impetuoso Rio
Freddo. Dall’altra parte si torna indietro per breve tratto,
prendendo poi a risalire in diagonale il ripido pendio sulla destra
idrografica del vallone. Lasciato a sinistra lo stacco del sentiero
proveniente direttamente dal Gias della Paur, inizia
una lunga serie di tornanti che fanno guadagnare velocemente
quota, con belle vedute sul
fronteggiante poggio roccioso su cui sorge il rifugio.
Costeggiando alla base una serie di verticali paretine rocciose, il
sentiero guadagna
quota fra radi alberi, quindi taglia in diagonale una ripida
pietraia e si porta presso un costone con radi larici. Con altra serie
di erti tornanti si esce definitivamente dal bosco e, con
un ultimo tratto fra massi e magra erba, si giunge ad un
ampio colletto che immette in una vasta conca erbosa, dominata dalla Testa
del Malinvern e dalle Cime di Valrossa. Lasciata a sinistra
la traccia segnalata per i Laghi della Paur (scritta
e freccia rossa su un masso), si scende
brevemente nella conca sul cui fondo, ai piedi del ripido
pendio detritico che sale all’evidente Colletto di Valscura,
giace l’ampio
e bellissimo Lago Malinvern (2122 m, h
1,15 dal rifugio).
È un ampio specchio
d’acqua (51.700 mq) situato in una profonda conca di origine glaciale,
fra rocce montonate e grandi accumuli di detriti, dominato dalla grande
mole della Testa del Malinvern.
È alimentato dalla
fusione della neve, dal contributo dei numerosi laghi situati più in
alto e dai percolamenti. L’acqua è limpida e dai colori scuri o
cangianti. Nei suoi pressi vegetano annosi larici abbarbicati alle rocce
scoscese.
(info tratte da G.C.
Soldati, “I laghi alpini della provincia di Cuneo”, vol. I)
Ritorno per la stessa
via in h 2,00.