Cima del Chiapous 2805 m

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 112

FOTOPERCORSO
"CURIOSI" STAMBECCHI AL LAGO DELLA ROVINA
COMBATTIMENTO FRA GIOVANI STAMBECCHI POCO SOTTO LA CIMA
I LAGHI DEL CHIOTAS E BROCAN SALENDO AL COLLE DEL CHIAPOUS
Punto di partenza Lago della Rovina (1535 m), raggiungibile da Mondovì (uscita della A6 Torino - Savona) attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso: giunti a Valdieri, si prende la strada per Entracque e San Giacomo finchè, all'altezza del grande bacino idroelettrico della Piastra, si incontra il bivio per il Vallone della Rovina. La strada, sempre asfaltata, giunge al lago, dove è stato ricavato un parcheggio (a pagamento) e un'area picnic.
Descrizione Dal Lago della Rovina, su cui incombe l'impressionante diga del Chiotàs, ci si dirige verso la vecchia strada di servizio dell'ENEL che sale alla grande diga sulla destra idrografica del vallone, ma si imbocca quasi subito un sentierino (indicazione per Rifugio Genova) che si innalza ripido sulla pietraia. Con una fitta serie di tornanti, il sentiero porta verso un tratto attrezzato (facilissimo), che permette di montare sul costoncino roccioso sulla destra, dopo di che continua a salire sul pendio ricco di arbusti. Con begli scorci aerei sul sottostante lago, si superano successivi passi attrezzati con scalini e corde fisse, sempre poco più che elementari: un ultimo strappo porta ad incrociare la vecchia strada di servizio ad una quota di circa 1900 m (h 0,50), nei pressi di una fonte. Seguendo verso destra la strada, si raggiunge in breve il Colletto di Laura, nel punto dove una diga minore (Diga di Colle Laura) sbarra il bacino artificiale, e dove giunge anche la nuova strada di servizio agli impianti, che parte anch'essa dai pressi del Lago della Rovina ma che sfrutta il versante sinistro idrografico. Seguita per un breve tratto la strada asfaltata, si lascia a sinistra lo stacco della strada sterrata diretta al Rifugio Genova e si prosegue lungo la strada asfaltata: superata una breve galleria (sottopasso del canale scolmatore del sovrastante invaso), si passa alla base della minore Diga di Colle Laura poi, tagliando a mezza costa i ripidissimi pendii detritici, si raggiunge l’inizio dell’imponente Diga del Chiotàs. Magnifiche le vedute sul selvaggio Circo del Brocan da una parte, e sull’impressionante forra rocciosa, tagliata più in basso dalla strada di servizio ENEL, che sbocca nei pressi del Lago della Rovina dall’altra. Attraversata tutta la diga, si prende dall’altra parte una vecchia strada di cantiere parzialmente inerbita che va a ricongiungersi con l’antica mulattiera di caccia, proveniente dal vecchio Rifugio Genova oramai sommerso dalle acque del lago. La mulattiera inizia ad inerpicarsi con infinita serie di tornanti poco pendenti sulle falde prative della Rocca Barbis (2755 m), poi entra più decisamente nel ripido solco detritico del Vallone del Chiapous, che risale con altri tornanti fra erbe e pietraie: via via che si sale, si amplia il panorama sulla conca del Chiotàs e sulle cime che le fanno corona. Molto più in alto, la mulattiera taglia il vallone e si porta alle falde degli scuri dirupi rocciosi che sostengono il sovrastante Altipiano del Baus. Risalito un erto pendio erboso con altri tornanti, si raggiunge la testata del vallone, costituita da una gigantesca pietraia dominata dalla parete del Monte Stella (3262 m, a sinistra) e dalla più modesta Cima del Chiapous (2805 m, a destra): oramai in piano, si trascura a sinistra la labile traccia per il Passaggio del Porco (cartello e freccia rossa su un masso) e con ampio semicerchio si tocca l’ampia insellatura del Colle del Chiapous (2526 m, h 1,30 dal punto in cui si intercetta la vecchia strada). Dal diruto ricovero sul colle si taglia ora in piano la vasta pietraia che costituisce la testata del Vallone del Chiapous fino a raggiungerne il fondo: non ci sono tracce e si incontra solo qualche raro  ometto, ma il percorso è più che evidente. Superata una pozza spesso asciutta, si risale una piccola bastionata morenica per raggiungere un più vasto laghetto (h 0,30), che occhieggia nella conca racchiusa fra il pendii terminali della Cima del Chiapous e della Rocca Barbis. Risalendo la pietraia con lenta diagonale verso sinistra, si supera ancora una modesta fascia di roccette miste ad erba e si raggiunge così il ripido pendio erboso finale (bella veduta sulla cresta della vicina Rocca Barbis), che si risale con fatica ma facilmente fino alle ultime roccette che sostengono la vetta: aggirandole sulla sinistra, si tocca il grande ometto sommitale (h 1,00 dal colle). Meraviglioso panorama sul vicino Monte Stella, sul Vallone di Lourousa verso il Matto, sul Gruppo dell'Asta e sulla Cima dell'Oriol. Alle spalle, oltre il Vallone della Rovina, magnifica veduta sul Gelàs. Ritorno per la stessa via in h 2,15.
Tempo totale h 6,00 circa 
Difficoltà EE
Dislivello 1300 m circa
Ultimo sopralluogo luglio 2011
Commenti Periodo consigliato: luglio - ottobre

Facile salita ad un punto panoramico di prim'ordine su tutte le Alpi Marittime. Salita non troppo faticosa, grazie alla mulattiera che sale in maniera graduale, fino al Colle del Chiapous: poi segue un ultimo tratto su faticosi detriti che richiede comunque attenzione ed un po' di esperienza. Consigliata!