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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113 |
| Punto di partenza |
Le Boréon
(1473 m), raggiungibile da Ventimiglia attraverso Nizza e la
Valle del Var. Raggiunto Plan du Var (143 m) si prende la
deviazione a destra che risale la pittoresca Valle della Vésubìe,
prima attraverso strette gorge rocciose, poi in ambiente aperto e
panoramico. Superati Roquebilliére (596 m) e Saint Martin
Vésubìe (975 m), la strada risale la testata del vallone fino alla
piccola diga che chiude il bacino artificiale presso il quale sorgono le
poche case di Le Boréon (102 km da Nizza, bar, alberghi e
Gite d'Etape). Dall'abitato si prende la strada di sinistra, che sale a
mezzacosta in uno splendido bosco di conifere fino ad un ampio parcheggio
all'inizio del Vallon de Salése (1678 m, 4 km). |
| Descrizione |
Si segue l'ampia
carrozzabile, inizialmente asfaltata, diretta al Col de Salése, si
lascia presso il primo tornante la mulattiera diretta alla Vacherie de
Salése (vedi itinerario Traversata
della Cima di Fremamorta) e si prosegue lungo la carrozzabile, che
traversa a destra per compiere poi un nuovo tornante presso lo sbocco
dell'incassato Vallon de Naucettes. Presso questo tornante si
abbandona la strada per seguire, verso destra, una labile traccia che
rimonta un breve prato ed entra poi nel ripidissimo bosco. Il sentiero,
non segnato ma comunque abbastanza evidente, si inoltra nella forra basale
del Vallon de Naucettes, più in alto sbarrato da impercorribili
salti rocciosi. Si costeggia per un tratto il piccolo rio poi, superato un
rivolo secondario, si attraversa il corso d'acqua principale e si rimonta
la sponda opposta (sinistra idrografica), sempre in un lussureggiante
bosco di conifere. In questo tratto, vista la particolare conformazione
del vallone, risultano evidenti i danni provocati dalle rovinose valanghe
invernali. La traccia risale con numerosi ripidi tornanti il pendio
boscoso, in ambiente solitario e pittoresco. Attraversata una breve
radura, con altri tornanti si guadagna velocemente quota su una ripida
costa, per uscire presso una pietraia, al limite degli alberi. Tagliata la
pietraia, si traversa in salita verso sinistra, alla base di una fascia di
rocce scure, fino a raggiungere il margine di una grande frana al sommo
del pendio che si chiude poi a gola e costituisce la forra basale del
vallone. Si aggira dall'alto la frana, con un po' di attenzione per via
del terreno leggermente esposto, e si ritrova la traccia di sentiero, che
prosegue a traversare verso sinistra immettendosi nel tratto mediano del Vallon
de Naucettes (h 1,00). Si scende
brevemente a guadare il piccolo rio sul fondo del vallone, che qui si apre
in una serie di magnifiche
conche erbose punteggiate di larici e rododendri, e si sale poi per
dossi erbosi, seguendo tracce non sempre evidentissime. Si raggiunge la
sommità di un dosso alberato, da dove appare
in basso a sinistra l'ampia radura dove probabilmente un tempo sorgeva la Vacherie
de Naucettes (2031 m) e dove le tracce sembrano perdersi: bisogna
scendere un po' verso sinistra, sul fondo di una conca pianeggiante, dove
fra una colata di detriti si
ritrovano gli ometti. Si rimonta con alcuni tornanti una scarpata
sassosa e si giunge sulla sommità di un nuovo dosso, dal quale appare tutta
la parte superiore dell'ampio vallone (h 1,45):
di fronte domina il versante sud della Cima Ovest di Pagarì di Salése
(2675 m), al cui piede si nota la stretta breccia del Colle di Pagarì
di Salése (2539 m), poi la Cima Est di Pagarì di Salése e la
massiccia Cima di Naucetàs (2706 m), che precede l'allungata Cima
della Leccia (2673 m). Tutte queste cime possono essere raggiunte con
un bellissimo percorso di cresta, facile ed altamente consigliabile (vedi
itinerario Cresta
di Pagarì di Salése). Si prosegue traversando in moderata salita alla
base di giallastri torrioni rocciosi, sulla destra orografica del
vallone. Si giunge così, dapprima per pendii erbosi e poi per vaste
pietraie, la testata del vallone: la traccia devia a sinistra, verso
l'ampio pendio delimitato dalla Cime de Roguè (a sinistra) e dalla
Cima Ovest di Pagarì di Salése (a destra). Con numerosi
ripidi tornanti, dapprima per erba e poi per fini detriti, si risale
il faticoso pendio fino ad uscire sull'ampia insellatura detritica della Baisse
de Roguè (2581 m, h 2,45). La
vista si apre sul vicino Colle di Fremamorta e sull'ampio vallone
sede dei Lacs Clapeirets. Da qui, volendo, si può raggiungere in
un quarto d'ora la Cima Ovest di Pagarì di Salése, per la linea
di cresta costituita da grossi blocchi accatastati. Non rimane a questo
punto che volgere a sinistra e rimontare, per evidenti tracce di
passaggio, l'ampio dorso detritico della Cime de Roguè fino alla
bifida sommità (2705 m, h 0,20 dalla Baisse
de Roguè, muretti a secco sulla prima cima). Magnifico panorama su
tutte le montagne della Valle Vesubie e dell'alta Valle Gesso.
Ritornati alla Baisse de Roguè, si può tornare per l'itinerario
di salita (h 1,45 fino al parcheggio),
oppure si può anche calare sul versante opposto per tracce di sentiero
sui ghiaioni fino ad andare ad intercettare l'ampia mulattiera proveniente
dal Colle di Fremamorta e, seguendola in discesa, raggiungere il Col
de Salése e di qui il parcheggio (h 2,30
dalla Baisse, vedi anche itinerario Traversata
della Cima di Fremamorta). |
| Tempo totale |
h
5,00 - 6,00 a seconda della via di discesa |
| Difficoltà |
EE |
| Dislivello |
1100
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2009 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Interessante salita, consigliabile per il
panorama ma, soprattutto, per lo splendido selvaggio ambiente
dell'abbandonato Vallon de Naucettes. Qualche difficoltà in alcuni punti
a reperire la traccia.
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