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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 16 |
| Punto di partenza |
Arenzano
(uscita della A10
Genova-Ventimiglia): dal casello, si prende verso destra l'Aurelia
per Cogoleto ma, appena la strada inizia a scendere, si imbocca una
stradina a destra. Una breve discesa porta ad attraversare la zona
industriale all'inizio della Val Lerone, poi seguendo il torrente
si supera un'agritur e, con qualche tornante, si raggiungono le case
sparse di Campo (130 m circa). Si sale il più possibile, poi si
lascia l'auto (scarse possibilità di parcheggio). |
| Descrizione |
Presso la fine
dell'asfalto, si prende una carrareccia erbosa che sale sulla destra
(sbarra, segnavia ).
Questa guadagna subito quota con alcuni tornanti, poi aggira uno sperone
boscoso e si inserisce, dall'alto, nel vallone del Rio di Lerca.
Doppiato il costone, si prosegue ancora un centinaio di metri sulla
carrareccia, poi la si abbandona per seguire a destra una traccia marcata
col segnavia
("via diretta al Monte Argentea", cartelli). In pochi
minuti si raggiunge il ben marcato "Sentiero
dell'Ingegnere" (segnavia
I ), che va seguito verso destra per circa 200 metri. Si
incontra a questo punto un sentiero che si stacca a sinistra e inizia a
salire ripidamente lungo il pendio arbustivo (di nuovo segnavia ):
si segue questo sentiero, che risale il pendio con numerosi, ripidi
tornanti. A tratti scoperti ed assolati si alternano piccoli boschetti di
pini, che concedono un po' di refrigerio. Il sentiero risale tutto il
lungo crestone facente capo alla Rocca Turchina, cima rocciosa a
sua volta sul contrafforte meridionale del Monte Argentea. Superato
il colletto chiamato "Gua dell'Omu", si prosegue a
salire, tra erbe e sassi. Si supera un nuovo colletto ("Gua da
Botte", 700 m). quindi con due lunghi tornanti si guadagna il
colletto a monte della Rocca Turchina, eventualmente raggiungibile
in pochi minuti: il panorama diventa molto ampio ed interessante, andando
dalle cime dello spartiacque principale (Monte Rama, Monte
Argentea, Monte Reixa) al Mar Ligure. Con percorso meno
ripido, si traversa per verdi prati ed isolati roccioni: si passa nei
pressi delle cime rocciose della Rocca da Ciappa e della Rocca
Negra, per riposanti e suggestivi pendii erbosi quasi
"sospesi" sul lontanissimo fondovalle del Rio di Lerca.
Un breve tratto un po' più ripido conduce all'ampio colletto erboso
chiamato "la Collettassa" (932 m, h
1,40 da Campo), che si apre ai piedi della cima rocciosa
del Monte Argentea, eventualmente raggiungibile con un'altra
mezz'ora di ripida salita. Dalla Collettassa si segue invece una
traccia a sinistra, senza segnavia ma evidente, che scende ripida nel Vallone
del Rio di Lerca. Presto la traccia entra nel bosco e, raggiunto
l'impluvio di un vallonetto, lo discende con numerosi tornanti (alcuni
tratti in frana ma sempre facili), perdendo quota fino al Ricovero
della Benedetta, spartano ma che può offrire riparo in caso di
pioggia. Continuando a scendere nel ripido bosco, si esce in breve
sull'ampio sentiero
diretto al Rifugio Padre Rino. Lo si segue verso sinistra, con
alcuni saliscendi, fino al pittoresco Piano delle Segàge (637 m, h
0,45 dalla Collettassa), dove sorge il Ricovero delle
Segàge dominato dalle ardite pareti dell'omonima cresta rocciosa. Non
resta a questo punto che seguire il ben marcato sentiero che percorre
tutto il versante sinistro idrografico del Rio di Lerca e si va ad
innestare sulla carrareccia proveniente da Campo, già percorsa
all'andata. Di qui, con ripida discesa, nuovamente all'auto (h
1,00).
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| Tempo totale |
h
3,30 circa |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
800
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
aprile
2010 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: primavera e autunno
Bel giro, un poco faticoso ma molto
panoramico. Consigliabili le deviazioni alle cime della Rocca Turchina e
del Monte Argentea, per godere di un panorama ancora più vasto ed a
360°. Molto pittoresco il Piano delle Segàge e l'ambiente roccioso
circostante.
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