|

|
CARTINA CONSIGLIATA
|
FRATERNALI
scala 1:25.000 – Foglio 20
|
CATEGORIA/ZONA
|
ESCURSIONISMO -
SU
E GIÙ PER LA RIVIERA LIGURE
|
SCHEDA
N. 43 |
|
INTRODUZIONE
|
|
La
valletta del Rio della Croce è un breve solco boscoso che si
insinua verso la cresta Monte Croce - Monte Acuto, a Nord dell'abitato
di Peagna, nell'entroterra di Ceriale. La valle è ripida
e breve, e si mantiene parallela al tratto inferiore della maggiore Valle
Ibà, percorsa dal Torrente Torsero, famosa per la grande
ricchezza di fossili.
Il
breve crinale che separa i due solchi vallivi, e che si origina da una
poco marcata spalla del Monte Acuto (di quota 520 m circa), presenta un
andamento Nord Ovest-Sud Est abbastanza regolare e, persi subito circa
200 m di quota, prosegue a guisa di dorsale fino a scendere più
decisamente alle spalle della frazione Peagna. Nella sezione
mediana di detta dorsale si può individuare la quota principale del Bric
della Croce (416 m), mentre alla sua estremità sudorientale si
trova la caratteristica croce di ferro, ben visibile dal
fondovalle, che dà origine al toponimo.
Non
esistono sentieri o tracce segnalate che percorrono la dorsale del Bric
della Croce: pur trattandosi di un’escursione breve e con modesto
dislivello, la salita al Bric ed alla successiva croce sono riservati ad
escursionisti con un po’ di esperienza, per via del terreno complesso
e della vegetazione intricata. La discesa diretta dalla croce verso Peagna,
da me effettuata e quindi fedelmente descritta, è invece altamente
sconsigliabile, perché se lungo il crinale alcune tracce di animali
rendono comunque il percorso piuttosto agevole, i pendii di discesa
risultano privi di qualsiasi traccia di passaggio e molto ripidi,
scomodi per l’intricatissima e spinosa vegetazione e dal difficile
orientamento. A mio parere, è assolutamente preferibile ritornare per
l’itinerario di salita.
|
PUNTO
DI PARTENZA
|
|
Da Borghetto Santo
Spirito (uscita dell'autostrada A10
Genova-Ventimiglia) si segue la strada verso Ceriale, superando Capo
Santo Spirito: raggiunta la grande rotonda ovale presso la chiesa di
San Rocco, si devia a destra lungo Via Romana. Dopo alcune centinaia di
metri si svolta ancora a destra, in salita, lungo Via Magnone: superata
l'autostrada, si prosegue in Via Vecchia di Peagna e si giunge così
all'abitato di Peagna (
122 m
,
3 km
da Ceriale).
Passando a fianco del Museo Lai, si imbocca Via
Tecci Paverne, che si segue fra poderi ed uliveti fino ad un deciso
tornante verso destra (
160 m
circa): si posteggia l'auto poco oltre, in un ampio spiazzo sulla
destra.
|
|
ITINERARIO
|
|
Si prosegue lungo la
stradina asfaltata, che asseconda alcuni costoni con qualche svolta,
sempre pressoché in piano. Dopo circa 500 m su asfalto, si incontra a
sinistra lo
stacco di una mulattiera rozzamente lastricata (segnavia XX),
inizialmente delimitata da bassi muri a secco: questa prende a
rimontare, con pendenze moderate, la qui poco definita valletta del Rio
della Croce, prima fra piccoli poderi in parte abbandonati, poi nel
bosco fitto. Raggiunto il fondo idrico della valletta, si guada il
modesto rio e si inizia a salire con decisione il fianco sinistro
idrografico dell’avvallamento (bella
veduta sulla piana di Albenga). Con alcuni decisi tornanti si
guadagna quota, andando ad intercettare, più in alto, la traccia di un
metanodotto, che ha in parte rovinato la sede del vecchio sentiero:
seguendo comunque alcune varianti, si aggirano i tratti sassosi ormai
rovinati e si ritorna sulla traccia originale, ormai all’interno della
valle. In alto a sinistra, sul costone che racchiude il solco sul
versante opposto, appare
evidente la croce metallica a cui siamo diretti. Con
salita più moderata, il ben tracciato sentiero taglia alto
sul fondovalle fino a dove la valletta si impenna, nella sua parte alta,
verso la sella cui fa capo. Con un tratto rettilineo piuttosto ripido
fra fitti arbusti il sentiero XX
guadagna quota poi, quando il tracciato devia decisamente a destra, lo
si abbandona per seguire una labile traccia verso sinistra (grosso
sasso a guisa di ometto in corrispondenza dello stacco della traccia,
390 m ca., h 0,30).
Con traversone pressoché
pianeggiante, la traccia sfiora i
ruderi di una vecchia costruzione ormai immersa nella
vegetazione, quindi prosegue traversando in salita più decisa fra fitti
cespugli che a tratti infastidiscono il passo, tagliando tutta la
testata della valletta. Salendo al meglio fra vaghe tracce,
si aggirano le macchie spinose più fitte, fino ad
uscire sul filo del costone alla base del tratto più ripido,
che scende dalla spalla meridionale del Monte Acuto.
Volgendo a sinistra (Sud Est), si percorre l’ampia dorsale, scegliendo
il percorso migliore fra la pungente vegetazione (vaghe tracce). Con
lievissima salita si guadagna la sommità del Bric della Croce
(416 m), dove si incontra una
gabbia fatta di rete metallica e lamiere arrugginite,
probabilmente utilizzata per proteggere una giovane pianta dalla fauna
selvatica (come cinghiali o caprioli). Continuando
sul filo del costone, sempre fra fastidiosa vegetazione, si
scende ad un’ampia sella da dove, con percorso pressoché
pianeggiante, si arriva all’estremità del costone, dove
sorge la caratteristica croce di ferro e da dove si può
godere di bellissimo panorama su Ceriale, Albenga ed il Mar
Ligure (345 m, h 0,25 dal
bivio col sentiero segnato).
Per il ritorno, consiglio di seguire a ritroso il
percorso effettuato fin qui (h 0,45
fino alla macchina), di gran lunga preferibile rispetto alla discesa
diretta: io ho provato a scendere leggermente verso sinistra (spalle
alla croce), cercando di ritornare nell’impluvio del Rio della
Croce, ma il percorso si svolge in assenza di qualsiasi traccia, su
terreno ripidissimo e con una vegetazione spinosa e quasi impenetrabile!
Ho puntato inizialmente ad un traliccio dell’alta tensione situato a
mezza costa, poi ho proseguito la discesa, sempre con le medesime
difficoltà, fino a ritrovare finalmente il sentiero XX
all’altezza del guado sul Rio della Croce incontrato in salita,
dopo 35 minuti di lotta con rovi ed arbusti … Insomma, decisamente
un’esperienza che non mi sento di consigliare.
|
|
TEMPO
TOTALE
|
h 1,45 circa
|
|
DISLIVELLO
|
250
m circa
|
|
DIFFICOLTA’
|
EE (il percorso lungo il crinale si effettua
interamente fuori sentiero, per labili tracce)
|
|
ULTIMO
SOPRALLUOGO
|
27
gennaio 2023
|
|
PERIODO
CONSIGLIATO
|
autunno
e inverno
|
|
COMMENTI
|
Brevissima gita, in sé
poco interessante e molto infastidita dalla vegetazione invadente e
spinosa. La croce però, così solitaria ed in una posizione così
panoramica, merita da sola la fatica.
|
|