Al Circo di Bròcan

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 05

L’IMPONENTE DIGA DEL CHIOTAS DAL LAGO DELLA ROVINA
IL GRANDE LAGO DEL CHIOTAS DALLA MULATTIERA PER IL COLLE DEL CHIAPOUS
LA CIMA DELL’ORIOL FRA LE NEBBIE, SALENDO AL LAGO DEL CHIOTAS
IL RIFUGIO GENOVA E LA CIMA DELL’AGNEL
DAL LAGO DEL CHIOTAS VERSO IL VALLONE DEL CHIAPOUS
IL PITTORESCO LAGO BROCAN
DAL LAGO BROCAN VERSO IL RIFUGIO GENOVA E LA PUNTA CIAMBERLINE
IL RIFUGIO GENOVA, FRA I LAGHI BROCAN E CHIOTAS, SALENDO ALLA CIMA DELL’AGNEL
STAMBECCHI SULLE PIETRAIE DEL VALLONE DELLA ROVINA
TRAMONTO SUL LAGO CHIOTAS DAL RIFUGIO GENOVA
LA PITTORESCA CASCATA DELLA ROVINA
Punto di partenza Lago della Rovina (1535 m), raggiungibile da Mondovì (uscita della A6Torino-Savona) attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzoe la Valle Gesso: superata Valdieri, si prende a sinistra la strada per Entracquee San Giacomofinchè, al termine del grande bacino idroelettrico della Piastra, si incontra a destra il bivio per il Vallone della Rovina. La strada, sempre asfaltata, rimonta il vallone e giunge al lago, dove è stata ricavata una vasta area attrezzata con parcheggio (a pagamento), bar-ristoro e zona picnic.
Descrizione Dal Lago della Rovina, su cui incombe l'impressionante diga del Chiotàs (da cui precipita la fragorosa Cascata della Rovina), si raggiunge il bar e si prosegue lungo la vecchia strada di servizio dell'ENEL (ora dismessa), che sale alla grande diga mantenendosi sulla destra idrografica del vallone, ma si imbocca quasi subito un sentierino (indicazione) che si innalza con diversi tornanti sulla pietraia. Con un traversone, il sentiero porta ad alcuni scalini metallici che permettono di superare un costone a destra (corda metallica), dopo di che continua a salire sul pendio ricco di arbusti. Un nuovo traverso per una cengia umida e terrosa (croce, corda fissa) conduce sui pendii cespugliosi nei pressi del lungo e dismesso scivolo in cemento (utilizzato per il trasporto dei materiali all’epoca della costruzione delle dighe): con begli scorci aerei sul sottostante lago, si continua a salire, arrivando ad un altro passo aiutato da scalini in ferro, che consentono di superare un breve gradino roccioso, oltre il quale un ultimo strappo ed una serie finale di ripide serpentine portano ad incrociare la vecchia strada di servizio ad una quota di circa 1900 m (h 0,50), nei pressi di una sorgente. Bellissimo panorama sul versante orientale dellaSerra dell’Argentera. Seguendo verso destra la carrareccia, si intercetta in breve la nuova rotabile asfaltata (in perfetta efficienza, ma interdetta al traffico privato) che sale alle dighe partendo dall’estremità est del Lago della Rovina, mantenendosi sulla sinistra idrografica del vallone. Seguita per un breve tratto la strada asfaltata, giunti nei pressi del Colletto di Laura(nel punto dove una diga minore, la Diga di Colle Laura, sbarra il bacino artificiale), si imbocca una diramazione sterrata sulla sinistra che effettua un tornante e, con breve salita, porta sulle rive del grande bacino artificiale del Chiotàs (1978 m), da cui appare alla vista la cerchia di monti che sovrasta la selvaggia Conca del Bròcan. Contornato il lago con qualche saliscendi, e lasciato sulla sinistra il sentiero diretto al Colle di Fenestrelle (vedi anche itinerario Traversata di Fenestrelle), si sale in breve al poggio su cui sorge il nuovo Rifugio Genova (2015 m, h 0,40 dall’incrocio con la vecchia strada), che sovrasta da un lato il bacino del Chiotàse dall'altro il più piccolo ma pittoresco Lago Bròcan (2000 m), contornato dalle pareti e dalle nevi perenni del selvaggio Bella anche la veduta sull'Altipiano del Bause sulla Serra dell'Argentera, oltre che sulla selvaggia costiera Fenestrelle-Ciamberline. Ritorno per la stessa via in h 1,10, oppure in alternativa seguendo per intero la vecchia strada di servizio alle dighe (in due punti qualche banale corda fissa nell’attraversamento di ripidi vallonetti) in h 1,20.
Tempo totale h 2,45 circa
Difficoltà E
Dislivello 500 m circa
Ultimo sopralluogo ottobre 2011
Commenti Periodo consigliato: giugno – ottobre

Classicissimo itinerario, molto noto e frequentato ad un luogo tra i più pittoreschi delle Marittime. E questo nonostante tutta la zona risulti ampiamente interessata dagli interventi idroelettrici degli ENEL a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Molte possibilità di incontrare animali.