Cima della Lombarda 2800 m

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 112

SALENDO ALLA CIMA DELLA LOMBARDA EMERGE LA PODEROSA TESTA MALINVERN 
LA DISCESA LUNGO LA CRESTA SUD OVEST DELLA CIMA DELLA LOMBARDA
Punto di partenza Vinadio (904 m), raggiungibile dall'uscita di Mondovì della A6 Torino - Savona attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Stura. Circa 1 km oltre il paese, si prende la diramazione a sinistra per il Vallone di Sant'Anna, si supera la borgata di Pratolungo (926 m) e, con numerosa serie di tornanti, trascurando a sinistra la carrozzabile per il Vallone di Riofreddo, si giunge al bivio di quota 1900 circa. Trascurato il ramo di destra, diretto al ben visibile Santuario di Sant'Anna, si prosegue a sinistra, risalendo con diversi tornanti fra i larici i ripidi pendii discendenti dalla Punta Maladecia. La strada si allunga poi con minor pendenza nella erbosa comba alla testata del Vallone d'Orgials, supera il Lago Inferiore d'Orgials (2243 m) e, con sinuoso percorso, raggiunge l'ampia insellatura detritica del Colle della Lombarda (2351 m, 22,5 km da Vinadio, piccolo bar ristoro). 
Descrizione Dal colle si scende lungo la strada asfaltata che cala sul versante francese fino all'altezza del primo tornante, dove si stacca una traccia a sinistra che taglia in falsopiano per pietraie e macereti, alla base della rocciosa Serriera della Lombarda (2677 m). Aggirato uno spigolo, il sentiero traversa pianeggiante (o in leggera discesa) le ripidissime coste erbose e le lingue di pietrame che chiudono dall'alto la conca di Isola 2000. Tagliata una pista da sci, il sentiero compie uno stretto tornante verso destra e discende un breve pendio: presso un larice si trascura la prosecuzione della traccia (diretta a Isola 2000, ometto di sassi) per svoltare a sinistra, su sentierino pianeggiante che diventa quasi subito rude carrareccia. Si taglia una nuova ampia pista e si raggiungono le basse costruzioni che costituiscono il Refuge la Grange (2223 m, h 0,45 dal colle). Si prosegue di fianco al rifugio, pianeggiando in un umido boschetto, poi si scende decisamente per pietre e sfasciumi fino a intersecare un'altra pista, molto ripida. La si risale verso sinistra, un po' faticosamente, fino ad uscire sull'ennesimo tracciato sciabile, questo volta ampio e non eccessivamente pendente. Si segue la pista verso destra, in leggera discesa, superando diversi cannoni per innevamento artificiale: si raggiunge così uno spiazzo con paline segnaletiche. Trascurando il proseguimento della pista, si segue una traccia che taglia pianeggiante una pietraia e poi si inoltra nel bosco. Si traversa dall'alto un'ampia conca pascoliva con tratti acquitrinosi e si raggiunge un piccolo rio, che si attraversa dopo averlo costeggiato per breve tratto. Si risale un'ampia conca erbosa con radi larici, poi si aggira verso destra una bassa bastionata rocciosa. Un dolce valloncello ed un tratto di ripida salita consentono di raggiungere un evidente bivio (2380 m, h 1,20): trascurata la mulattiera che, a destra, conduce al vicino Col Merciére, si prosegue a sinistra, lungo il ben tracciato ramo che, con due ampi tornanti fra detriti e placche rocciose, guadagna la conca dove giace il Lago Inferiore di Terra Rubia (2417 m, h 1,30 dal Colle della Lombarda). Si prosegue lungo la comoda mulattiera che, costeggiati due minuscoli laghetti, giunge sul ciglio della conca terminale del vallone: qui si incontra un bivio (2450 m circa). Trascurata la mulattiera principale, diretta al Lago Superiore di Terra Rubia (2452 m) ed alla ben visibile Bassa del Druos (2628 m; possibile collegamento con l'itinerario Giro della Valscura e della Fremamorta), si svolta decisamente a sinistra, risalendo con regolari tornanti un lungo pendio detritico. Raggiunto un poggio panoramico, si prosegue a destra in piano e si entra in una selvaggia conca rocciosa, dominata dai contrafforti meridionali della Testa Màlinvern. Si costeggia un pittoresco laghetto (quota 2532), quindi si rimonta il ripidissimo versante destro idrografico della conca, prima per grossi massi, poi per detriti ed erba. Con lunghi tornanti, il sentiero (segni gialli) risale l’ultimo ampio canale erboso che sbocca sullo stretto e roccioso intaglio occidentale del Pas du Loup (2665 m, h 0,45 dal bivio). Dal colle si traversa verso sinistra la conca detritica alla testata del vallonetto che scende ripido verso il Vallone di Riofreddo: si tagliano ripidi pendii detritici e franosi canalini, dove il sentiero (bolli rossi) non appare in perfette condizioni (attenzione in caso di neve dura). Si aggira poi un costone e si scende in un’ampia conca detritica, dove spesso permane la neve fino a stagione avanzata. Si attraversa la conca e si attaccano, sul suo versante sinistro idrografico, i ripidi pendii erbosi che costituiscono il versante sud orientale della Cima di Vermeil. Con lunghissima serie di erte serpentine, la traccia risale questo uniforme pendio (splendide vedute sul Vallone di Riofreddo, col Lago Màlinvern ed i Laghi della Pàur) fino ad uscire sullo stretto intaglio roccioso chiamato Brèche de Vermeil (2658 m, h 0,50 dal Pas du Loup), a poca distanza dall’omonima cima (a sinistra). Appare il cupolone detritico della Cima della Lombarda, con gli evidenti zigzag del sentiero che ne risalgono il fianco. Traversata in quota la successiva conca detritica (o nevosa), poco sotto il Passo di Peania, si riprende a salire con decisione per detriti e magra erba e, con numerosi tornanti, si tocca infine la vetta della Cima della Lombarda (2800 m, h 1,30 dal Pas du Loup), dove sorge una artistica croce. Magnifico panorama. Di qui gli ometti e i segni gialli guidano esattamente lungo il filo della detritica cresta sud ovest: con discesa non difficile ma che richiede attenzione per via delle pietre mobili, si scende lungo la cresta in direzione del ben visibile Colle della Lombarda, fino ad una piccola croce metallica. Da questo punto i segnavia guidano a destra, dove un sentierino ora più marcato perde quota con decisi tornanti verso il Vallone d’Orgials. Con alcuni tagli intervallati da modeste perdite di quota, il sentiero transita presso gli ingressi di alcuni bunker e di una casermetta diroccata, dopo di che raggiunge un dosso erboso dove sorgono numerosi fortini e la stazione a monte di una seggiovia. Per un’ampia carrareccia si raggiunge in breve il Colle della Lombarda (2350 m, h 0,40 dalla Cima della Lombarda).  
Tempo totale h 5,30 circa
Difficoltà EE
Dislivello 700 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2009
Commenti Periodo consigliato: giugno - settembre

Itinerario ad anello non molto lungo e tutto sommato poco faticoso, ma molto panoramico e vario, a cavallo di valloni molto diversi fra loro: si passa dall'alto Vallon de Chastillon, deturpato dagli impianti sciistici di Isola 2000, alle solitarie combe tributarie di Riofreddo, dove sulle immense pietraie ed i nevai che permangono fino a tarda estate non è difficile imbattersi in stambecchi e comosci. Diversi pittoreschi laghi si incontrano durante il percorso.