Lago Sottano della Sella

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 05

IL RIFUGIO LIVIO BIANCO ED IL LAGO SOTTANO DELLA SELLA
DAL LAGO SOTTANO DELLA SELLA VERSO LO SPARTIACQUE MERIS – STURA
IL LAGO SOTTANO DELLA SELLA VISTO DALLA MULATTIERA CHE SALE AL LAGO SOPRANO
Punto di partenza Sant'Anna di Valdieri (978 m), raggiungibile da Mondovì (uscita della A6 Torino-Savona) attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso: giunti a Valdieri, si lascia a sinistra la diramazione per Entracque e si prosegue fino al paese, situato in una conca dominata dalla parete settentrionale della Cima dell'Asta Sottana. A monte del paese si parcheggia l'auto.
Descrizione Si imbocca una stradetta asfaltata (indicazioni) che si inoltra ripida fra le case, e che passa accanto al Rifugio Balma Meris; di qui la strada si riduce a sentiero, che serpeggia ripido fra gruppi di villette e antiche case ristrutturate, meta di turismo estivo. Giunti al limite superiore del paese (bella vista, sul versante opposto della valle, sull'elegante piramide della Cima dell'Asta Sottana 2903 m che incombe sull'abitato), il sentiero diventa una bella mulattiera, dal fondo selciato, che prende a salire ripidamente nel fitto bosco di latifoglie. La mulattiera si inserisce nel Vallone della Mèris, alta sul torrente, di cui si sente il rumoreggiare, mentre continua ripidamente a salire tra gli alberi: superata una zona in cui appare evidente l'antico intensivo sfruttamento umano (Tetti Biaisa, 1224 m, begli esempi di terrazzamenti con muretti a secco), si continua a salire fino ai Tetti Palladin (1326 m, h 0,50), immersi nel fitto bosco. Un immane blocco di roccia sembra quasi appoggiato agli sbrecciati muri perimetrali di una casa, forse costruita anteriormente al suo franamento. Di qui la pendenza della mulattiera si fa più dolce, mentre si attraversa una zona ricca di faggi dal bel sottobosco. Si esce dal bosco in vista di una modesta bastionata che sbarra la valle, da cui precipita una bella spumeggiante cascata: un paio di tornanti, che tagliano le pietraie alla base del Monte Merqua (2148 m), fanno guadagnare quota e un lungo traversone conduce ad una specie di sella tra grossi massi, oltre la quale si estende l'allungato e vasto ripiano del Gias del Prato (1529 m, h 0,40 dai Tetti Palladin). La mulattiera risale, con moderata pendenza, tutto il lungo pianoro prativo mantenendosi sulla destra (sinistra idrografica), con bella visione sugli orridi dirupi discendenti dalla Rocca Arculòn (2620 m), sul versante opposto del vallone: nei bui canaloni permane la neve per tutto l'anno. La mulattiera riprende a salire, sempre sul fianco destro, sulle pendici del Monte Bourel (2468 m), raggiungendo il margine di un secondo vasto ripiano prativo, su cui sorgono le antiche Case Reali del Chiot (1700 m, h 0,30 dal Gias del Prato). Bel panorama verso l'alta valle, dove già si indovina la zona del Lago Sottano della Sella e l'imponente parete Nord del Monte Matto (3097 m). Il sentiero, lasciata una diramazione a sinistra che, superato il torrente su pietre, sale all'antica imposta di caccia del Passo Arculon nel selvaggio Vallone del Bòrs, continua a salire ora più ripido, mantenendosi sempre alto sul fondovalle, dove scorre spumeggiante il rio, tagliando una serie di modesti valloncelli petrosi ed erbosi; sullo sfondo è già bene in vista la bastionata rocciosa che chiude a valle il ripiano del Lago Sottano della Sella, da cui precipita una fragorosa e spettacolare cascata. Superato un modesto ruscello, un paio di secchi tornanti conducono sul ciglio della bastionata dove, alle spalle di un gigantesco roccione, sorge un gias ancora attivo (Gias del Lago); trascurando la mulattiera principale (che continua a salire verso il Lago Soprano della Sella ed i Colli di Valmiana 2922 m e della Valletta 2488 m, vedi itinerari Traversata del Monte Matto e Nell'alto Vallone della Meris), si superano sulla sinistra le acque del torrente su di un robusto ponte in legno, dal quale si avvista il grande Lago Sottano della Sella (1882 m, h 0,50 dalle Case del Chòt). Proseguendo lungo la sponda orientale del lago, tra prati e radi larici, si sale in breve al bell'edificio del Rifugio Livio Bianco (1910 m, h 0,10 dal lago), che domina dall'alto l'intero bacino lacustre. Sulla sinistra incombono i canaloni ghiacciati ed i salti di roccia del versante Nord del Monte Matto, mentre sul versante opposto grandi macereti, inframmezzati da brevi salti di roccia e magri pascoli, salgono fino in vetta alla Cima Gorgia Cagna (2718 m). Oltre il lago, la valle sembra sbarrata da un'alta bastionata rocciosa, sopra la quale è adagiato il Lago Soprano della Sella (2329 m), sovrastato dagli aspri contrafforti rocciosi che fanno capo, all'estrema sinistra, all'ardita cuspide di Rocca della Pàur (2972 m). Il ritorno si effettua per lo stesso itinerario in h 2,00.
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2010
Commenti Periodo consigliato: metà giugno - metà settembre

Itinerario semplice, abbastanza panoramico, lungo una storica mulattiera di caccia, tra le preferite del re Vittorio Emanuele II; è facile imbattersi, specie nelle ore serali, in camosci ed altri animali selvatici. Splendido l'ambiente intorno al lago.