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CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113 |
| Punto di partenza |
Terme di
Valdieri (1346 m), raggiungibili da Mondovì (uscita della A6
Torino - Savona) attraverso Cuneo,
Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso; giunti a Valdieri,
si trascura a sinistra la diramazione per Entracque e si prosegue
verso Sant'Anna di Valdieri e Terme di Valdieri. Appena
superato il ponte sul Gesso, si svolta a sinistra e si scende
ad un ampio parcheggio (a pagamento nella stagione estiva) dove si lascia
l'auto. |
| Descrizione |
Si prende la
larga mulattiera (cartelli per il Rifugio Morelli - Buzzi) che raggiunge in breve il Rio di Lourousa e,
risalitolo brevemente, lo supera su una stretta passerella. Dall'altra
parte la mulattiera, ottimamente tracciata, prende a risalire con ampi
tornanti poco pendenti i pendii ricoperti di splendido bosco di faggio
discendenti dai contrafforti della Cima del Dragonèt. Si risale il
bosco lungamente, con alcuni begli scorci sul fronteggiante versante Sud
del Monte Matto (3097 m): la mulattiera, sorretta da muraglioni a
secco, non è mai troppo faticosa, ed il bosco, dove i faggi lasciano
gradatamente spazio ai larici, è ricco di fauna
selvatica. Terminati i tornanti, la mulattiera si inoltra nel Vallone
di Lourousa, tra radi larici: sullo sfondo, appare inaspettato, in
tutta la sua imponenza, l'impressionante Canalone di Lourousa, che
si insinua tra il Monte Stella (3262 m, a sinistra) e l'ardita
cresta che dal Gelàs di Lourousa (3261 m, a destra) scende verso
la verticale parete del Corno Stella (3050 m). Raggiunto il ripiano
del Gias Lagarot (1917 m, h 1,30),
si risale ancora un costone alberato per scendere poi nella splendida
conca erbosa dove giace il piccolo Lagarot di Lourousa (1950 m, h
1,40): nelle limpide acque verdazzurre si specchia tutto il
versante Nord della Catena dell'Argentera. Sull'altro versante del
vallone spiccano le moli rocciose della Cima dell'Asta Soprana
(2948 m) e della Cima Mondini (2917 m). Numerose lapidi
commemorative ricordano i molti caduti nel Canalone di Lourousa. Si
prosegue sul fondo della conca, prima erbosa e poi cosparsa di grossi
massi, fino ad incontrare un bivio (cartelli): si abbandona a questo punto
la mulattiera principale, diretta al Rifugio Morelli - Buzzi (vedi
anche itinerario Nel
Vallone di Lourousa) e si volge a destra, in direzione dell'imponente Canalone
di Lourousa. Si prende a risalire la vasta
pietraia con lunga serie di tornanti ottimamente tracciati. Aggirata
verso destra una liscia placconata rocciosa, si raggiunge un ripiano
detritico (h 0,50, ometto e cartello
per il Rifugio Bozano) dal quale stacca a destra una marcata
traccia che punta
ad un canalino erboso: proseguendo a
sinistra per la pietraia, fra grandi massi e chiazze di neve, si
raggiungerebbe in breve il ripiano antistante il Bivacco
Varrone (2090 m). Volendo, si può anche evitare di
raggiungerlo: dal ripiano detritico con ometto si seguono
i segni gialli verso destra e si traversa orizzontalmente sulla grande
pietraia fino alla base
dell'evidente canale erboso già notato in precedenza, che si insinua
tra il corpo principale della montagna ed un costone roccioso su cui
vegetano i larici. La traccia risale
con erti zig zag il canale, alla base di impressionanti placconate,
fino al suo sbocco superiore, dove si apre un panoramico
colletto erboso. Si traversa quindi un ripido pendio, fino ad un
secondo colletto con caratteristico vecchio larice (2300 m circa). Sempre
seguendo gli evidenti segni gialli, si attacca
direttamente il ripido pendio-canale di sinistra, e per erba e facili
roccette si raggiunge un minuscolo ripiano alla base delle rocce terminali
della Punta Stella. Si segue allora una sorta di rampa verso
sinistra che diventa presto larga cengia e, con magnifico
panorama su Corno Stella e Catena delle Guide, raggiunge
la larga insellatura del Passo del Souffi, poco più in alto del
valico vero e proprio (2518 m, h 1,00
dal bivio sotto il bivacco). Dal passo si abbandonano i segni gialli,
diretti al Rifugio Bozano, per prendere a destra una quasi
invisibile traccia che taglia, sul versante Vallone del Souffi, le
modeste frastagliature iniziali della cresta. Appena possibile le tracce,
su percorso comunque sempre evidente, risalgono i ripidi pendii erbosi
fino alla base del cocuzzolo finale della Punta Stella, che si
aggira e si risale poi fino al grande ometto di pietre, in cui è infisso
un grosso ramo di larice (2567 m, h 0,10
dal Passo del Souffi, h 3,40 in
totale). Panorama
spettacolare, in particolare sul Canalone di Lourousa e sulla
fronteggiante Asta Soprana. Ritorno per la stessa via in h
2,45. |
| Tempo totale |
h
6,30 - 7,00 |
| Difficoltà |
EE,
tracce comunque sempre ben segnate |
| Dislivello |
1200
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2009 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Salita lunga e piuttosto faticosa nella sua
parte finale, lungo pendii ripidi ed insidiosi in caso di bagnato. Molto
panoramica e consigliabile, per le insolite vedute su Corno Stella e
Canalone di Lourousa, che appaiono da una angolazione inusuale ed
istruttiva. Il Vallone del Souffi, sfiorato nell'ultima parte di salita,
è da poco divenuto riserva integrale del Parco delle Marittime: è dunque
d'obbligo non infastidire in alcun modo la fauna!
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