Forc. del Cimonasso 2270 m - Canale SE

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 03

LA PARTE INFERIORE DEL CANALE DAI PENDII SOPRA PIAN ROSSO
IL CANALE SUPERIORE VISTO DALLA GOLA DELLE SCAGLIE
Storia Alpinistica Il Cimonasso (2292 m) è un massiccio torrione calcareo che emerge isolato dalla lunga costiera Rocce del Manco - Cima Pian Comune - Cima delle Colme, che costituisce l'ampio spartiacque fra la testata della Valle Ellero (Nord) e la Valle Tanaro (Sud). La sua liscia parete Sud, che si innalza per circa 150 m da un basamento di pinnacoli e campanili, domina severa la serena radura erbosa di Pian Rosso, dove sorge l'accogliente Rifugio Mongioie. L'ambiente, molto aperto e solare, fa da piacevole contrasto con le severe pareti spiccatamente dolomitiche delle cime di questo settore, che risulta uno dei più interessanti e consigliati delle Alpi Liguri. L'origine del toponimo in questo caso è chiara, e fa riferimento alla forma massiccia della montagna. La salita alla Forcella del Cimonasso, colletto che si trova immediatamente a Nord della cima, lungo il Canale SE segue in gran parte la dirittura della via normale estiva, anche se in assenza di neve conviene risalire le placche erbose e le rocce sulla destra dell'ampio canale (vedi anche itinerario Il Cimonasso). In condizioni di buon innevamento, invece, si può risalire completamente il canale, con tratti abbastanza ripidi, e poi seguire lo stretto canalino superiore che sbuca proprio sull'aerea forcella. 
Punto di partenza Viozene (1245 m), raggiungibile dall'uscita di Ceva della A6 Torino-Savona risalendo la lunga Valle Tanaro. Superati i paesi di Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio ed Ormea, si entra nell'alta valle, più alpestre e selvaggia: oltre Ponte di Nava, si trascura la diramazione per il Colle di Nava e si prosegue nella valle principale fino al paese, dove si parcheggia nei pressi della chiesa (55 km circa da Ceva).
Avvicinamento Dalla chiesa della borgata parte una stradetta cementata (cartelli) che risale con decisione fra le case. Incontrata una via asfaltata, la si segue verso destra fra seconde case e casette ristrutturate, per uscire su alcuni prati con orti. Diventata sterrata, la carrareccia risale brevemente il bosco, fino ad una casa isolata (sbarra). Si prosegue allora lungo una ben marcata mulattiera che, con comoda salita, guida fino ai piedi di una bastionata boscosa. Superato un piccolo rio, la mulattiera risale la bastionata con alcuni tornanti, raggiunge il piccolo Pian Rossetto con gli omonimi Tetti e, per un ultimo breve strappo, sbuca sul vasto e prativo Pian Rosso (1520 m). Pochi passi verso sinistra conducono, oltre una macchia di alberi, alla bella e nuova costruzione del Rifugio Mongioie (1524 m, h 0,40). Magnifico panorama sulla bastionata calcarea Rocce del Manco (2312 m) - Rocca dei Campanili (2390 m) - Cimonasso (2292 m) - Rocca Garba (2460 m) - Mongioie (2630 m). Si segue a questo punto la traccia diretta alla Gola delle Scaglie (cartello), che risale gli erti pendii prativi sulla sinistra di un marcato canale erboso (neve residua ad inizio stagione). Più in alto, con un paio di ampi tornanti la traccia guadagna l'orlo di un piccolo ripiano erboso, il Pian dell'Alpetto: raggiunto un abbeveratoio ed il vicino ricovero dei pastori, si prosegue senza tracce, per prati poco inclinati, in bell'ambiente alpestre, fino allo sbocco dell'evidente canalone che scende alla destra del Cimonasso (1900 m circa, h 1,00 dal rifugio, attacco).
Descrizione della via Si risale l'ampio conoide del canale, che si fa via via più ripido. Giunti all'altezza delle prime rocce, ci si mantiene a sinistra (destra orografica), a ridosso delle rocce. Si risale il primo tratto rettilineo (pendenze 40°-45°), poi si traversa verso destra e si risale un ripido canalino a sinistra di una nervatura di roccette, sbucando sul filo di uno speroncino. Si segue lo speroncino ritornando nel ripido canale (45°), che si risale sempre tendendo verso destra. Si raggiunge così una fascia di roccette e sfasciumi, le cui difficoltà di superamento dipendono dallo stato di innevamento (dal facile al I°+, un po' esposto). Oltre le roccette si giunge sull'ampio pendio superiore, ripido ma facile, che si segue anche con la normale estiva, e che fa capo ad una bifida forcella bipartita da un torrione roccioso. Si risale per un tratto il ripido pendio (40°), rimanendo a sinistra, quasi a ridosso delle verticali pareti del Cimonasso, e mirando all'evidente canalino incassato fra pareti rocciose a picco che sale alla stretta Forcella del Cimonasso. Giunti in corrispondenza dell'imbocco del canalino, lo si raggiunge verso sinistra per un tratto di neve o sfasciumi friabili (attenzione alle pietre mobili). Si entra quindi nel canalino, sempre in ombra e quindi solitamente in buone condizioni (possibile ghiaccio): si risale un primo tratto ripido (45°) fino sotto un muretto originato da alcuni massi incastrati. Si attacca il passaggio a sinistra, poi si traversa un poco a destra e si risale un breve svaso (spaccata, passo di II°+): massima attenzione all'uscita dal passaggio, a causa della presenza di molto materiale detritico e fortemente instabile! Oltre questo breve passaggio (comunque non più di 2 o 3 metri) si risale l'ultimo breve tratto di canale (45°-50°) e si esce (al sole!) sull'aerea Forcella del Cimonasso (2270 m, h 1,45 dall'attacco). Magnifico panorama. Da qui, se le condizioni lo consentono, si può salire abbastanza velocemente sul Cimonasso (vedi itinerario Il Cimonasso). 

Discesa:  si prosegue per ampi pendii lungo una specie di avvallamento, fino ad una grande conca carsica: risalendo i ripidi pendii a destra, si tocca in breve la vasta sommità della Cima delle Colme (2372 m, h 0,20 dalla Forcella del Cimonasso). Si prosegue lungo l'arrotondato ed ampio crinale (belle vedute su Mongioie e Cima delle Saline), si taglia a Sud una seconda tondeggiante elevazione e, calando per ampi pendii non troppo ripidi, si scende alla depressione del Bocchino delle Scaglie (2325 m, h 0,30 dalla Cima delle Colme). Scendendo nel ripido canalone meridionale (Gola delle Scaglie), si raggiungono in breve i prati poco distanti dal Pian dell'Alpetto. Di qui, lungo il percorso di salita o direttamente per i prati, nuovamente al Rifugio Mongioie (h 1,00 dal Bocchino delle Scaglie). Con il comodo sentiero, poi, a Viozene (h 0,25).

Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà AD-
Dislivello 1100 m circa
Attrezzatura casco, piccozza e ramponi; corda ed altra attrezzatura facoltativi
Ultimo sopralluogo aprile 2010
Commenti

Periodo consigliato: marzo - aprile

Itinerario molto bello in ambiente selvaggio e caratteristico. Un po' di attenzione nel canalino finale, a causa della friabilità del passaggio chiave. Con condizioni favorevoli, consigliata la salita alla vetta del Cimonasso. Meraviglioso panorama sulle ardite strutture rocciose del Mongioie e sul vertiginoso (da qui!) Canale dello Scudo.