P. Havis de Giorgio 2203 m - Spigolo NE

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 3

FOTOPERCORSO
IL RIFUGIO HAVIS DE GIORGIO - MONDOVI' DALLA BASE DEL CANALINO ERBOSO DA RISALIRE PER RAGGIUNGERE L'ATTACCO
Storia Alpinistica La Punta Havis de Giorgio (2203 m) è l'estrema propaggine di quella lunga costiera che si origina dalla Cima Pian Ballaur e che costituisce la sponda occidentale del selvaggio e solitario Vallone delle Masche. Detta costiera, nota in generale come "Rocche Biecai" o "Rocche del Pis Occidentali", è costituita prevalentemente da pendii di erba e roccette sul lato interno (Vallone delle Masche), mentre verso il valloncello del Rio Ciappa e la conca del Lago Biecai presenta una repulsiva barriera rocciosa tagliata da aeree cenge erbose alta circa 200 metri. La Punta Havis de Giorgio presenta le caratteristiche comuni a tutto il resto della costiera, con l'eccezione del versante est, costituito da una triangolare parete verticale (o strapiombante), ben visibile dal sottostante Rifugio Havis de Giorgio - Mondovì, che impressiona per arditezza e slancio. Come per tutto il resto delle Alpi Liguri, con rare eccezioni, la parete è affrontata molto di rado, tanto più che le vie di cui si ha notizia sono molto poche: oltre una classica via di G. Comino che risale l'evidente caminone al centro della parete, ho sentito solo di un'altra via, aperta a spit su difficoltà notevoli, che però non ha riscosso grosso favore a causa della qualità della roccia, comunque non eccelsa. Lungo il bordo destro della parete, proprio sul filo dello spigolo NE, sale invece una bellissima via di difficoltà classiche, aperta da P. Billò e G. Bongiovanni il 19 luglio 1953: si tratta di una via impegnativa ma molto elegante, con forte esposizione ed ambiente aereo e spettacolare. Con un po' di attenzione per alcuni tratti di roccia friabile (soprattutto nella parte alta della via) è una salita vivamente raccomandabile per chi cerca percorsi avventurosi e "di ambiente". 
Punto di partenza Rifugio Havis de Giorgio - Mondovì (1761 m). Per i dettagli di accesso vedi itinerario Mongioie. Negli ultimi anni la sterrata che risale la Valle Ellero è stata sistemata, per cui è possibile salire con automezzo fino alla Sella Pontetto, all'inizio del Pian Marchisio (da qui al rifugio circa h 0,40). 
Avvicinamento

Dal Rifugio Havis de Giorgio – Mondovì (1761 m) ci si dirige verso l’ampio canale erboso che sale a destra, in direzione della base dell’evidente spigolo della Punta Havis de Giorgio. Per vaghe tracce si risale faticosamente il canale, ripido ma del tutto facile, fino ad incrociare la traccia di sentiero che corre alla base della parete Est della cima, e che consente il collegamento con il Vallone delle Masche. Si sale a questo punto verso destra l’ultimo breve tratto di canale fino al colletto erboso cui fa capo, da dove appare alla vista la conca del Lago Biecai e la cresta sommitale del Marguareis (2000 m circa, h 0,40 dal rifugio). Dal colletto si sale direttamente per due brevi risalti di rocce articolate (II, a sinistra veduta impressionante sugli strapiombi basali) fino ad un ripido pendio erboso, che si rimonta in diagonale verso sinistra fino alla base di un primo evidente pilastro. Si traversa alla base del pilastro ancora verso sinistra fino ad un esiguo ripiano alla base di un diedro svasato (attacco, sosta su nut e friend).

Descrizione della via Si possono contare 5 tiri di corda:

1 - Si risale il vago diedro a sinistra del pilastro per rocce gradinate e tratti erbosi (III+), uscendo su uno spigolo dove vegetano i rododendri. Risalendo un breve pendio erboso si arriva alla base di un risalto, dov’è una sosta con due spit (35 metri).

2 - Si traversa a sinistra per cengetta esposta (II) fino alla base di un canalino poco marcato a destra dello spigolo. Si sale il canale a zig zag per rampe e cornici (III), poi per un breve pendio detritico si giunge alla base di una fessura strapiombante, nuovamente pochi metri a destra dello spigolo (40 metri, sosta su chiodo + nut).

3 - Si sale la fessura (V), poi più in alto se ne esce a destra per un liscio muretto (V). Per un breve canalino di sfasciumi si sale a sinistra fino ad un foro, dal quale si sbuca su di un forcellino sul filo dello spigolo (20 metri, sosta su blocco incastrato);

4 - Si sale a destra per il filo di spigolo, ripido ed assai aereo, su roccia friabile, superando due successivi risalti (III+ e IV, sosta intermedia con due spit e cordone) fino alla base di un muretto verticale (40 metri, sosta su due spit).

5 - Si supera il muro di roccia piuttosto friabile (V) e, scavalcato uno spuntone, si esce su di un terrazzino alla base di una placca strapiombante, solcata sulla sinistra da una fessura obliqua. Si rimonta la fessura (V/A0 o A1, 3 chiodi e 2 spit), uscendone a destra con passaggio atletico (V). Si prosegue direttamente per un largo sperone di lastroni biancastri e gradini erbosi (IV) fino a che lo spigolo si abbatte e diventa cresta erbosa (40 metri, sosta su spuntone).

Per la facile cresta, superando un breve risalto roccioso, si raggiunge la cima (ometto, h 0,10 dall'uscita della via). Splendido panorama, in particolare sul versante nord della Cima delle Saline.

Discesa: Si scende a sinistra (lato Vallone delle Masche) per ripidi pendii erbosi e saltuarie tracce di passaggio fin sul fondo dell’avvallamento carsico, dove si incontrano gli ometti diretti verso la Cima delle Saline. Si scende a sinistra lungo uno stretto solco con vegetazione, che poco più in basso diventa canalino di detriti mobili (Canalino Superiore delle Masche). Si raggiunge così la traccia di sentiero che percorre la cengia erbosa alla base della parete est della Punta Havis de Giorgio: seguendola verso sinistra in piano si ritorna ad incrociare l’ampio canale erboso risalito all’andata, pochi metri sotto il colletto d’attacco. Scendendo lungo il canale si ritorna al rifugio (h 0,451,00 dalla cima).

Tempo totale h 6,00 circa, di cui circa h 4,00 per la via 
Difficoltà D+ (un passo di V/A0 o A1)
Dislivello 200 m circa lo sviluppo della via
Attrezzatura casco, 2 mezze corde da 50 m (ma anche da 30 m sono sufficienti, facendo qualche sosta intermedia), cordoni, 10 rinvii, nut, friend, qualche chiodo
Ultimo sopralluogo luglio 2010
Commenti

Periodo consigliato: luglio - settembre

Via molto interessante, elegante ed aerea. Forte esposizione nella parte alta, ambiente quanto mai selvaggio e caratteristico. Roccia da buona a discreta nella prima parte, poi più rotta (attenzione ai numerosi blocchi instabili): sul tiro chiave però la roccia è di nuovo buona. Anche per l'accesso ed il ritorno molto comodi, una via ingiustamente trascurata. Consigliatissima.