Forcella Est - Canale Nord

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 05

ALBA DIETRO LA CIMA DI NASTA

FOTOPERCORSO

STAMBECCO SULLA MULATTIERA CHE SALE AL RIFUGIO REMONDINO

Storia Alpinistica La Catena del CAI è una breve cresta rocciosa che separa il Vallone Assedras dal Vallone di Nasta, in alta Valle Gesso. Si tratta di una sequenza di 7 punte, separate da brevi canali che fanno capo ad anguste forcelline di cresta, che dominano il vicino poggio su cui sorge il Rifugio Remondino. L’ambiente è quanto mai selvaggio ed imponente, e fra le alte cime alla testata del vallone, molte delle quali superano i tremila metri, la Catena del CAI appare quasi dimessa: ben pochi infatti si cimentano su queste brevi pareti e canalini, attirati dalle più famose cime di Nasta, Paganini, Argentera, Baus, Bastione e Bròcan. Nonostante questo la breve catena merita una visita, sia per il bel panorama che si può gustare dalle varie elevazioni, sia perché in condizioni primaverili, con i canali rivolti al rifugio innevati, è possibile effettuare alcune belle (anche se brevi) salite con ramponi e piccozza. Ogni cima e forcella ha un nome, che fa riferimento a benemeriti soci del CAI di Cuneo, periti in montagna. Da sinistra verso destra: Punta Remondino, Forcella Est, Punta Laurenti, Forcella Varrone, Punta Berardo-Alloa, Forcella Dentis-Gianci, Punta Livio Bianco, Forcella Bessone-Giordana-Massa, Punta Tranchero-Novelli, Forcella Barbero, Punta Smellini, Forcella Occelli, Punta Sodano. L’itinerario in questione risale il breve canalino che fa capo alla Forcella Est, l’unica in qualche modo innominata della breve catena: raggiunta la forcella, si prosegue per la brevissima dorsale fino alla cupola rocciosa (o nevosa) della Punta Remondino, dedicata al tenente degli alpini Franco Remondino (a cui è intitolato anche l’omonimo sottostante rifugio), caduto nel 1931 alla Rocca Gialeo. Primo a percorrere il canale della Forcella Est è stato F. Rasetti, in discesa, il 18/06/1961.
Punto di partenza Rifugio Remondino (2450 m). Per i particolari sull’accesso al rifugio vedi itinerario Cima Sud dell’Argentera.
Avvicinamento Dal rifugio si taglia per ampi dossi erbosi o nevosi, obliquando leggermente verso destra e portandosi alla base del conoide dell’evidente canalino che fa capo alla Forcella Est, la più a sinistra della cresta (h 0,10).
Descrizione della via Si risale il conoide, che si fa sempre più ripido (35-40°) fino ad entrare nel canalino: questo è chiuso fra le rocce della Punta Remondino (a sinistra) e della Punta Laurenti (a destra). A questo punto la pendenza raggiunge i 45°, pendenza che si mantiene costante fin nei pressi dell’uscita. Qui, con un ultimo breve tratto dove si toccano i 50°, si esce alla sottile insellatura rocciosa della Forcella Est (h 0,45 dalla base, attenzione alle possibili cornici). Sull’altro lato un altro angusto canaletto scivola verso sud nel Vallone di Nasta.

NOTA: la risalita del canale nord, al di là della pendenza piuttosto sostenuta, non crea problemi con buon innevamento, mentre se la neve è scarsa a circa metà sviluppo emergono dei lisci lastroni rocciosi che possono dar luogo a qualche passo un po’ più delicato.

Dalla Forcella Est è possibile salire a destra, lungo la cresta est, sulla sommità della Punta Laurenti, la più elevata della breve catena, superando con attenzione tratti nevosi e qualche roccetta (passi esposti di II°+, h 0,10). Per i particolari, vedi itinerario Forcella Varrone in senso inverso.

Dalla forcella si prosegue invece a sinistra e, per un arrotondato cupolone, si raggiunge in pochi passi la vetta della Punta Remondino (ometto), con magnifica veduta sulla Cima di Nasta, sul Baus, il Bastione e la Cima di Bròcan. Sull’altro versante del Vallone Assedras, dominato dalla Cima Genova, svetta la lunga e dentellata dorsale della Madre di Dio.

Discesa: dalla cima si scende verso est per l’arrotondato dorso, si supera una modesta barra rocciosa e si ritrovano le tracce che dal Rifugio Remondino salgono al Lago di Nasta (vedi itinerario Al Lago di Nasta). Si scende a sinistra per neve o rocce seguendo le tracce e, aggirato un salto roccioso, si ritorna al rifugio (h 0,40 dalla forcella).

Tempo totale h 1,30 circa (più l'avvicinamento e la discesa dal rifugio)
Difficoltà PD (PD+ con scarso innevamento)
Dislivello 250 m circa 
Attrezzatura casco, ramponi, piccozza
Ultimo sopralluogo maggio 2011
Commenti Periodo consigliato: aprile-maggio

Salita molto breve ma meritevole per i bei panorami e l’ambiente severo. Poco frequentata, nonostante la grande vicinanza del rifugio. Con scarso innevamento diventa un po’ più impegnativa.