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| Storia
Alpinistica |
La Catena del
CAI è una breve cresta rocciosa che separa il Vallone Assedras
dal Vallone di Nasta, in alta Valle Gesso. Si tratta di una
sequenza di 7 punte, separate da brevi canali che fanno capo ad anguste
forcelline di cresta, che dominano il vicino poggio su cui sorge il Rifugio
Remondino. L’ambiente è quanto mai selvaggio ed imponente, e fra le
alte cime alla testata del vallone, molte delle quali superano i tremila
metri, la Catena del CAI appare quasi dimessa: ben pochi infatti si
cimentano su queste brevi pareti e canalini, attirati dalle più famose
cime di Nasta, Paganini, Argentera, Baus, Bastione
e Bròcan. Nonostante questo la breve catena merita una visita,
sia per il bel panorama che si può gustare dalle varie elevazioni, sia
perché in condizioni primaverili, con i canali rivolti al rifugio
innevati, è possibile effettuare alcune belle (anche se brevi) salite con
ramponi e piccozza. Ogni cima e forcella ha un nome, che fa riferimento a
benemeriti soci del CAI di Cuneo, periti in montagna. Da sinistra verso
destra: Punta Remondino, Forcella Est, Punta Laurenti,
Forcella Varrone, Punta Berardo-Alloa, Forcella Dentis-Gianci, Punta
Livio Bianco, Forcella Bessone-Giordana-Massa, Punta Tranchero-Novelli,
Forcella Barbero, Punta Smellini, Forcella Occelli, Punta Sodano. L’itinerario
in questione risale il breve canalino che fa capo alla Forcella Est,
l’unica in qualche modo innominata della breve catena: raggiunta la
forcella, si prosegue per la brevissima dorsale fino alla cupola rocciosa
(o nevosa) della Punta Remondino, dedicata al tenente degli alpini
Franco Remondino (a cui è intitolato anche l’omonimo sottostante
rifugio), caduto nel 1931 alla Rocca Gialeo. Primo a percorrere il
canale della Forcella Est è stato F. Rasetti, in discesa, il
18/06/1961. |
| Punto di partenza |
Rifugio
Remondino (2450 m). Per i particolari sull’accesso
al rifugio vedi itinerario Cima
Sud dell’Argentera. |
| Avvicinamento |
Dal rifugio si
taglia per
ampi dossi erbosi o nevosi, obliquando leggermente verso destra e
portandosi alla base del conoide
dell’evidente canalino che fa capo alla Forcella Est, la più a
sinistra della cresta (h 0,10). |
| Descrizione
della via |
Si risale il
conoide, che si fa sempre più ripido (35-40°) fino ad entrare nel
canalino: questo è chiuso fra le rocce della Punta Remondino (a
sinistra) e della Punta Laurenti (a destra). A questo punto la
pendenza raggiunge i 45°, pendenza che si mantiene costante
fin nei pressi dell’uscita. Qui, con
un ultimo breve tratto dove si toccano i 50°, si esce alla
sottile insellatura rocciosa della Forcella Est (h
0,45 dalla base, attenzione alle possibili cornici). Sull’altro
lato un altro angusto canaletto scivola verso sud nel Vallone di Nasta.
NOTA: la risalita del canale nord, al di là della pendenza
piuttosto sostenuta, non crea problemi con buon innevamento, mentre se la
neve è scarsa a circa metà sviluppo emergono dei lisci lastroni rocciosi
che possono dar luogo a qualche passo un po’ più delicato.
Dalla Forcella Est è possibile salire a destra, lungo la cresta
est, sulla sommità della Punta Laurenti, la più elevata della
breve catena, superando con attenzione tratti nevosi e qualche roccetta
(passi esposti di II°+, h 0,10).
Per i particolari, vedi itinerario Forcella Varrone
in senso inverso.
Dalla forcella si prosegue invece a sinistra e, per un arrotondato
cupolone, si raggiunge in pochi passi la vetta della Punta Remondino
(ometto), con magnifica veduta sulla Cima
di Nasta, sul Baus, il Bastione
e la Cima di Bròcan. Sull’altro versante del Vallone
Assedras, dominato dalla Cima Genova, svetta la lunga e
dentellata dorsale della Madre di Dio.
Discesa: dalla cima si scende verso est per l’arrotondato
dorso, si supera una modesta barra rocciosa e si ritrovano le tracce che
dal Rifugio Remondino salgono al Lago di Nasta (vedi
itinerario Al
Lago di Nasta). Si scende a sinistra per neve o rocce seguendo
le tracce e, aggirato un salto roccioso, si ritorna al rifugio (h
0,40 dalla forcella). |
| Tempo totale |
h
1,30 circa (più l'avvicinamento e la discesa dal rifugio) |
| Difficoltà |
PD
(PD+ con scarso innevamento) |
| Dislivello |
250
m circa |
| Attrezzatura |
casco,
ramponi, piccozza |
| Ultimo sopralluogo |
maggio
2011 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: aprile-maggio
Salita molto breve ma meritevole per i bei
panorami e l’ambiente severo. Poco frequentata, nonostante la grande
vicinanza del rifugio. Con scarso innevamento diventa un po’ più
impegnativa. |
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