Al Glacier Blanc des Ecrins

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CARTINA CONSIGLIATA: IGN 1:25.000, FOGLIO 3436 ET

IL GRANDE RIPIANO DEL PRE' DE LA MADAME CARLE

L'IMPONENTE GLACIER BLANC DAL REFUGE DES ECRINS

Punto di partenza Ailefroide (1507 m), raggiungibile da Torino attraverso la Val di Susa (autostrada A32 del Frejus). Usciti ad Oulx Ovest, si prosegue per Cesana, Claviere ed il Colle del Monginevro. Da qui si scende a Briançon, quindi si prosegue in direzione di Gap. Raggiunto l'abitato di Argentiere - Le Besses si svolta a destra e si risale la Vallouise. Superati gli abitati di Les Vigneux, Vallouise e Pelvoux, si risale un gradino della valle con alcuni tornanti e si raggiunge il villaggio di Ailefroide (Gite d'Etape, Albergo, grande campeggio ed alcuni negozi, parcheggio). Da qui si prosegue lungo la stradetta asfaltata che risale il vallone di fianco al tumultuoso Torrent de Saint Pierre fino agli ampi parcheggi del Prè de la Madame Carle (1874 m), un vasto ripiano alluvionale ai piedi dei ghiacciai.
Itinerario Dal parcheggio si raggiunge il grazioso edificio del Chalet Hotel Cezanne, presso il quale sorge anche la Casa del Parco degli Ecrins. Di qui (cartelli) si prosegue lungo un largo sentiero ghiaioso che, per un buon tratto pianeggiante, attraversa un boschetto e si porta poi presso la grande conoide di ghiaie che scende, da sinistra, dal vallone del Glacier Noir. Superato il Torrent du Glacier Noir su un ponte di legno, il sentiero prosegue verso sinistra, risalendo fra ghiaie e magra erba, fino alla base della scarpata che chiude frontalmente il vallone principale. Si attacca il ripido pendio con gran numero di comodi tornanti, mentre la vista si amplia sempre di più sul bacino del Glacier Noir e, alle spalle, sui poderosi contrafforti del Pelvoux, dove incredibili gole si insinuano fra le rocce, percorse da vertiginose cascate e lingue ghiacciate. Lasciato a sinistra lo stacco del sentiero diretto al Glacier Noir (cartello, se ne intuisce per buon tratto il percorso, sul filo dell'erbosa morena laterale), ci si porta decisamente verso destra, verso la gola rocciosa dove, invisibile, rumoreggia il Torrent du Glacier Blanc. Risalito un tratto erboso con regolari tornanti, il sentiero si porta ancora a destra su alcune placche rocciose, raggiungendo infine la soglia di un ampio, insospettabile dal basso, avvallamento detritico ed erboso, ai piedi della grande seraccata frontale del Glacier Blanc (h 1,15). Con breve discesa fra grossi roccioni modellati dal ghiacciaio si scende sul fondo della conca, e si supera a destra il torrente impetuoso su una passerella di legno. Ci si porta così alla base di una grande placconata, da cui precipitano numerose cascate. Il tracciato conduce attraverso la placconata, per un sistema di facili cenge attrezzate con catene, per uscire più in alto presso una zona di lastronate da dove si gode di un bellissimo panorama sul Pelvoux e sul curioso pensile Glacier des Violettes. Con molti tornanti si guadagna quota sulle lastronate rocciose, si passa accanto ad una coreografica cascata e si esce in alto, presso una conca prativa pianeggiante allo sbocco di un lungo vallone che sale ripido a destra. Raggiunto il centro della conca, si incontra l'antico edificio dell'ex Refuge Tuckett (2438 m, h 2,00): superati alcuni rii e contornati due piccoli, pittoreschi laghetti, il sentiero si inerpica dall'altra parte per un ripido pendio detritico alla base di alcune paretine rocciose. Dopo vari tornanti, il sentiero aggira le pareti verso sinistra e, con un ultimo strappo fra cenge erbose e saltini rocciosi, raggiunge il bell'edificio del Refuge du Glacier Blanc (2542 m, h 2,30 dal Prè de la Madame Carle). Bellissimo panorama sul Pelvoux, su tutta l'alta Vallouise e sul fronteggiante, vicinissimo Glacier Blanc, di cui si ammira la tormentata seraccata frontale. Dal rifugio si continua per dossi rocciosi e placconate, seguendo una buona traccia segnata da ometti: risalita una rampa rocciosa, si continua in diagonale ascendente in direzione del ghiacciaio, tagliando numerosi vallonetti detritici, fino a portarsi sulla sommità della grande morena laterale del Glacier Blanc. Di qui si apre la vista sul vasto ghiacciaio, tormentato da molti, grandi crepacci. La traccia taglia in piano per detriti fino ad un terrazzo sassoso ai margini del ghiaccio (2900 m circa, h 1,00 dal Refuge du Glacier Blanc): qui conviene calzare i ramponi, imbragarsi e legarsi, perchè il percorso del ghiacciaio, seppur lungo una pista ben tracciata, richiede la progressione in sicurezza. Scesi sul ghiacciaio, si segue la ben marcata pista che lo risale sul suo margine destro (sinistra orografica), dapprima con alcuni ripidi strappi (attenzione ad alcuni grandi crepacci, da attraversare su vertiginosi ponti di neve), poi quasi in piano. Sullo sfondo domina la scena il complesso Barre des Ecrins (4102 m) - Dome de Neige (4015 m), le cime più alte del Delfinato, che presentano su questo lato un impressionante versante ghiacciato e rotto da vertiginosi seracchi. Con percorso più tranquillo e sicuro si procede alla base delle rocce del Pic du Glacier Blanc (3527 m), ormai in vista della sagoma del Refuge des Ecrins, visibile su uno sperone roccioso in alto a destra. Dopo lungo tratto in piano sul ghiacciaio, si abbandona la pista diretta alla Barre des Ecrins e si devia a destra, risalendo un ripido pendio nevoso. Più in alto il pendio diventa detritico: tolti i ramponi, si prosegue per pietraie e lingue di neve, poi si sale verso sinistra un breve pendio-canale (neve) e, con un deciso traverso verso sinistra (attenzione in caso di neve dura, leggermente esposto) si giunge al dosso roccioso dove sorge il bel Refuge des Ecrins (3175 m, h 2,00 dal Refuge du Glacier Blanc). Spettacolare veduta su tutto il bacino superiore del Glacier Blanc: ambiente veramente di alta montagna! Ritorno per la stessa via in h 3,00.   
Tempo totale h 7,00 circa
Difficoltà E fino al Refuge du Glacier Blanc, F il ghiacciaio
Dislivello 1300 m circa
Attrezzatura casco, 30 m di corda, ramponi e piccozza
Ultimo sopralluogo luglio 2010
Commenti

Periodo consigliato: giugno - settembre

Lunga e faticosa salita, ma che ripaga l'escursionista (esperto!) con un ambiente veramente selvaggio e spettacolare. Attenzione sul Glacier Blanc ai grandi crepacci, specie nella sua prima parte. Molto frequentato. Se si volesse pernottare al rifugio, ricordarsi che è d'obbligo prenotare, essendo uno dei rifugi più frequentati delle Alpi!