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| Introduzione |
Con
questo breve itinerario si compie il giro completo della Bastionata di
Boragni, una delle principali palestre di roccia del Finalese. Durante
il tragitto si visita la spettacolare Grotta dello Strapatente,
la maggiore e più scenografica caverna della zona: basti pensare che è
stata addirittura proclamata "monumento nazionale"! Si tratta di
una cavità passante, da un versante all'altro della montagna, tra la Fiumara
e la Val di Nava. Poco distante dall'uscita della grotta, sul
versante di Val di Nava, si può ammirare un'altra breve grotta,
anch'essa passante seppur di dimensioni minori, chiamata Grotta dei
Balconi. |
| Punto di partenza |
Finalpia
(uscita di Finale Ligure della A10
Genova - Vantimiglia, poi, una volta sulla Via Aurelia,
proseguire in direzione Savona per circa 1 km),
da dove si prende la strada per Calvisio. Dopo il paese si prosegue
lungo la valle della Fiumara, si supera il bivio a destra per Verzi
e si giunge il località Cornèi, allo sbocco dell'omonima valle
(pizzeria). Proseguendo ancora sul fondovalle, in direzione di Vezzi
Portio, si giunge ad un bivio a sinistra (ind. per Orco):
superato il torrente su un ponte, si sale per una stretta rotabile nel
bosco alle pendici della Bastionata di Boragni. Poco prima di
raggiungere il piccolo paesino omonimo, presso un tornante della strada,
si diparte a sinistra una carrareccia sterrata (tabellone indicante le
falesie): ampio parcheggio subito dopo il tornante, circa 6 km da Finalpia
(180 m circa). |
| Descrizione |
Si
segue la carrareccia sterrata, che si inoltra nel fittissimo bosco: dopo
un centinaio di metri si giunge alla base di un bel torrione roccioso
(chiamato Il
Pilastro), che si lascia a sinistra. Subito dopo si abbandona
la carrareccia, che piega a destra, per seguire a sinistra un bel sentiero
(segnavia ) che scende leggermente costeggiando una evidente grande dolina
(a destra) e le verticali pareti del Pilastro, recentemente disgaggiate, a
sinistra. L'ambiente è molto umido e caratteristico, ricorda le foreste pluviali del centro-america. Alcuni tornanti conducono ad una specie di
selletta con un altro grosso roccione che incombe con uno spigolo strapiombante, detto
Sasso
Skorpion. Si prosegue nella caratteristica foresta, prima in leggera
salita, poi quasi in piano, tagliando il fianco della montagna in
direzione sud. Dopo circa h 0,20 dalla partenza, nel tratto in cui il
sentiero è pianeggiante, si incontra a destra un sentierino segnalato in
rosso che, superata una roccia, si inerpica ripidissimo nella boscaglia.
Si abbandona quindi il marcato sentiero
per seguire quest'altro sentierino: questo prende a
risalire il ripidissimo costone boscoso, fra una vegetazione fitta e
bellissima. Spesso si incontrano nel bosco muri a secco e fasce,
testimonianza della fervente attività contadina che, secoli fa,
caratterizzava tutto l'entroterra del Finalese. Il sentiero si porta ben
presto in prossimità di una zona rocciosa, insinuandosi in una sorta di
largo canalone ed uscendo presso le pareti in cui si apre l'antro della
Grotta dello Strapatente
(h
0,35).Si entra nella grotta risalendo alcuni
metri di roccette: appena entrati, il pavimento scende leggermente, in
direzione della visibile uscita sull'altro lato. Con l'ausilio di una
torcia (comunque consigliabile), si possono ammirare alcune belle
concrezioni stalattitiche, colonne e qualche stalagmite. Si percorre la
grotta sempre in discesa, facendo attenzione alle rocce lisce, e se ne
esce sul versante opposto della bastionata, in Val di Nava: è questa una
valle fossile (cioè il cui rio formatore non esiste più), che confluisce
più in basso nella maggiore Val Cornèi. Proseguendo lungo il sentierino,
si scende brevemente nel bosco: dopo poche decine di metri, a destra si
può salire in un attimo alla base di una parete giallastra a canne
d'organo, dove si apre la cavità detta Grotta dei
Balconi. All'ingresso
alcuni muretti a secco ne evidenziano il passato utilizzo come ricovero
temporaneo. Comunque, la grotta è in realtà molto breve, quasi un arco
naturale di roccia: dall'altra parte l'uscita presenta una paretina, di
pochi metri ma un po' ostica, eventualmente si può tornare indietro se
non ci si sente di scendere da qui. In tutti i modi, si riprende il
sentiero segnato in rosso che continua a scendere nel bosco fino a
incontrare la larga mulattiera carrareccia di fondovalle (segnavia ).
Di qui due possibilità: la più breve è quella che, seguendo la strada
verso sinistra, consente di aggirare a sud la Bastionata di Boragni
e di ritornare al bivio per la Grotta dello Strapatente e, da qui, al
parcheggio (circa h
0,30). Volendo effettuare un giro più ampio e
panoramico, invece, si segue la strada verso destra, in salita,
percorrendo tutta la Val di Nava, in ambiente molto bello ed isolato, fino
ad uscire alla sella alla sua testata, poco distante dal cimitero di Orco (377 m,
h 0,30). Si
raggiunge quindi, presso la chiesa del paese, la carrozzabile
asfaltata che collega la Valle dell'Aquila con la Fiumara. Si segue la
strada verso destra, mentre scende con ampi tornanti nel bosco: più in
basso si abbandona la strada principale per seguire una diramazione a
destra che scende brevemente ad un bel villaggio saraceno (frazione Cà
Bassi)
ancora in
parte abitato. Di qui, proseguendo lungo la carrozzabile, si ritorna sulla
rotabile principale all'altezza del parcheggio (h 0,20 da
Orco). |
| Tempo totale |
h
1,00 - 1,30 circa (a seconda del percorso) |
| Difficoltà |
E |
| Dislivello |
200
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
aprile
2009 |
| Commenti |
Bel
giro ad anello, che consente di osservare alcune fra le grotte più
caratteristiche della zona. Nonostante la vicinanza alle strade ed ai
centri abitati, l'ambiente è molto selvaggio e caratteristico. Qualche
breve strappo, ma comunque nel complesso poco faticoso.
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