45. Monti Bignone 523 m e Castellaro 516 m

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CARTINA CONSIGLIATA

I.G.C. scala 1:50.000 – Foglio 14

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - SU E GIÙ PER LA RIVIERA LIGURE

SCHEDA N. 45 

 

FOTO NOTEVOLI

FOTOPERCORSO VIRTUALE

CARTA TOPOGRAFICA DELLA GITA

L’ISOLA GALLINARA DAL SENTIERO CHE RISALE IL COSTONE MERIDIONALE DEL MONTE BIGNONE

LA DORSALE SOMMITALE DEL MONTE BIGNONE DALLA VETTA DEL MONTE CASTELLARO

 

INTRODUZIONE

La baia di Alassio è uno degli angoli più celebri della Riviera Ligure di Ponente, caratterizzata da un litorale di circa 4 km di sabbia finissima e chiara, che digrada dolcemente in un mare cristallino. La baia è racchiusa tra due promontori: Capo Mele a ponente (che la separa da Andora) e Capo Santa Croce a levante (verso Albenga).

Il paesaggio è dominato da un anfiteatro naturale di colline e montagne che proteggono la città dai venti del nord, creando un microclima mite tutto l'anno.

Il Monte Bignone (523 m) è probabilmente il rilievo più iconico che sovrasta la città. Si distingue per i suoi piccoli affioramenti rocciosi emergenti dalla fitta macchia mediterranea (pini marittimi, erica e lecci). Dalla sua vetta si gode di una vista a 360 gradi, che spazia dall'Isola Gallinara e la piana di Albenga fino alle vette delle Alpi Liguri. Nelle giornate più limpide, lo sguardo arriva fino alla Corsica e alla costa della Versilia. La sua vetta è l'ultimo punto della baia ad essere illuminato dal sole al tramonto.

Il Monte Castellaro (516 m) è situato a breve distanza dal Monte Bignone, separato da questo dall’ampissima Sella Bignone. Il nome suggerisce la presenza, in tempi antichi, di un "castellaro", ovvero un insediamento fortificato di epoca ligure. Il sentiero che lo collega al Monte Bignone è molto frequentato dagli escursionisti per la sua bellezza paesaggistica. Offre una prospettiva privilegiata sulla costa savonese e sul "budello" di Alassio dall'alto. La vegetazione qui è particolarmente ricca di uliveti, che ne rivestono le pendici fin quasi in cresta.

L’anello proposto, abbastanza breve ma a tratti un po’ faticoso, consente di toccare ambedue le vette, in una cavalcata di cresta assai panoramica e di ampio respiro.

 

PUNTO DI PARTENZA

Da Albenga (uscita dell'autostrada A10 Genova-Ventimiglia) si segue la strada verso Sud-Est lungo le rive del Centa, quindi ci si immette sulla Via Aurelia, che si segue verso destra in direzione Alassio. Giunti all’ingresso del paese, si svolta a destra per Solva: sottopassata la ferrovia, si sale con alcuni stretti tornanti tra ville storiche e giardini curati. Giunti ad un bivio, si prende a destra la stradina asfaltata (ind. per Santa Croce) che taglia in piano il ripido pendio e conduce in breve al piazzale di fronte alla Chiesa di Santa Croce di Alassio (72 m, 7 km circa da Albenga).

 

La Chiesa di Santa Croce è uno dei simboli di Alassio, situata proprio all'inizio (lato levante) della famosa Via Iulia Augusta. Risale all'XI° secolo (la prima menzione ufficiale è del 1169), edificata dai monaci benedettini provenienti dall'isola Gallinara, che la utilizzavano come priorato. Per secoli rimase in stato di abbandono e priva di tetto (appare così nei quadri di Richard West a inizio '900). Fu recuperata e riaperta al culto solo negli anni '70 grazie a importanti restauri.

È costruita interamente in pietra a vista. Gli elementi originali più preziosi sono l'abside e il fianco sinistro, decorati con i tipici archetti binati. Il portico frontale attualmente esistente è un'aggiunta successiva, risalente al Cinquecento, progettato per offrire riparo ai pellegrini e ai viandanti. Una curiosità strutturale è che la chiesa poggia in parte su una roccia viva e sembra quasi "nascere" dalla collina.

Dal sagrato della chiesa si gode di quello che molti considerano il miglior panorama su Alassio e sull'intera Baia del Sole, con l’isola Gallinara in primissimo piano. Nelle giornate limpide si possono scorgere le montagne della Corsica e della Toscana.

 

ITINERARIO

Dal piazzale della chiesa si torna indietro per qualche decina di metri lungo la strada di accesso, quindi si prende a destra un largo sentiero (palina, segnavia ) che sale in diagonale, inizialmente abbastanza dolcemente. Il sentiero di porta presso il filo del costone discendente direttamente dal Monte Bignone, e prende a risalirlo con decisione, sulla linea di massima pendenza. Oltre alcuni ruderi, si rimonta un tratto roccioso che scende a picco verso Est, con bella visuale sulla costa e l’Isola Gallinara. Superate alcune sedie panoramiche, si continua a salire con insistente e faticosa salita, giungendo così ad una placca rocciosa inclinata presso un isolato pino marittimo, dove si incontra un primo bivio (numerose paline): trascurato a sinistra il sentiero detto “delle terrazze”, da cui si giungerà al ritorno, si prosegue dritti, sempre con salita decisa ed insistente sul filo dell’assolato costone, giungendo in breve ad un nuovo quadrivio presso una larga sella (340 m, h 1,00 dalla chiesa di Santa Croce, paline).

Lasciato a destra lo stacco occidentale del “Sentiero dell’Onda (segnavia ) e a sinistra il sentiero che scende a Solva (sempre segnavia , vedi itinerario n. 44), si prosegue dritti, sempre lungo il segnavia , che abbandona il rettilineo costone per piegare gradualmente a destra e tagliare con lungo traversone il versante meridionale del Monte Bignone: inizialmente si attraversa una zona recentemente interessata da un incendio, quindi si prosegue nella boscaglia, su fondo sassoso ed un po’ malagevole. Al termine del lungo traverso, il sentiero di impenna nuovamente e, sempre nel bosco, sale decisamente toccando in breve la selletta (500 m circa, palina) subito ad Est della cima, dove si incrocia il sentiero con segnavia ●● proveniente da Albenga (vedi anche itinerario n. 44).

Si svolta a sinistra e si prosegue per il sentiero lungo il crinale che, con un ultimo strappo, raggiunge lo Spallone Ovest, dove sorge la croce di vetta del Monte Bignone (518 m, h 0,40 dalla sella 340 m). Bellissimo panorama su Alassio, Capo Mele, l’Isola Gallinara e la Piana di Albenga, oltre che sulle Alpi Liguri.

 

Dalla croce, scendendo pochi metri verso Sud, si giunge ad una piazzola circondata da un rozzo muro a secco circolare, eccezionale punto panoramico sulla costa alassina. La piazzola, come la casermetta di cui si notano i ruderi poco oltre la croce, risale alla fine degli anni ’30 e testimonia la strategicità del luogo: la postazione faceva parte del sistema di avvistamento e difesa costiera, e serviva a monitorare eventuali movimenti navali o tentativi di sbarco nemico nel Golfo di Alassio e a coordinare il fuoco delle batterie antiaeree o costiere dislocate nella zona. A terra è ancora visibile il basamento circolare per mitragliatrice.

 

Dalla croce si prosegue lungo il sentierino (sempre segnavia ●●) che, costeggiata la casermetta in rovina, raggiunge un piloncino sacro. Di qui, salendo brevemente a destra lungo il crinale, si raggiunge in pochi minuti la cima principale del Monte Bignone (523 m, h 0,05 dalla croce), da dove si ha una fantastica veduta del Golfo di Alassio e della Piana di Albenga.

Si prosegue per breve tratto lungo il crinale, poi si devia a destra (Nord), scendendo per una spaccatura rocciosa di una ventina di metri (ripido). Aggirato a sinistra un dosso, si giunge al sommo di un modesto salto roccioso, che si discende facilmente grazie all’ausilio di alcune catene metalliche (rimodernate recentemente). Al termine di questo tratto, un’ultima discesa diagonale fra la macchia mediterranea consente di toccare l’ampissima sella erbosa detta Sella Bignone (440 m, h 0,15 dal Monte Bignone), dove si trova un crocevia di sentiero con numerose paline (alcune purtroppo divelte).

 

È un importante punto di snodo per l'escursionismo e la mountain bike sopra Alassio, situata lungo la dorsale che collega il Monte Bignone al Monte Tirasso (dove sorge il Santuario della Madonna della Guardia). Funge da "passo" naturale dove si incrociano i percorsi che portano verso l'entroterra di Albenga e i crinali che degradano verso il mare. Offre una vista suggestiva che spazia dal litorale di Alassio fino all'Isola Gallinara e, nelle giornate terse, verso le Alpi Marittime.

 

Dalla sella si trascurano i sentieri con segnavia ++ (che, a destra, taglia il versante Nord del Bignone e, attraverso la Fonte Carbonara, si ricollega al sentiero ●● che sale da Albenga) e la prosecuzione del segnavia ●● che si dirige verso l’avvistabile Monte Pisciavino (597 m, il più alto della zona), ben individuabile grazie alle numerose antenne e ripetitori presenti. Dalla sella si segue quindi un evidente sentiero che prende a risalire direttamente il ripido pendio finale del Monte Castellaro, fra rocce e bassi cespugli. Dopo un tratto in moderata salita, il sentiero si impenna decisamente e, superato un tratto scomodo e faticoso a causa dell’erosione del terreno e della ripidezza, si esce sull’ampia cupola sommitale del Monte Castellaro (516 m, h 0,15 dalla Sella Bignone), dove sorgono due sedie colorate che permettono di ammirare, oltre le roccette sommitali, il vasto panorama verso la Piana di Albenga ed il Golfo di Alassio. Alle nostre spalle, domina il grande dosso del Monte Pisciavino (597 m, la cima più alta della zona), sormontato da un gran numero di antenne.

 

La vetta è costituita da un'ampia dorsale erbosa e rocciosa caratterizzata dalla tipica macchia mediterranea bassa. Sulla cima si possono individuare i resti di antiche strutture in pietra: il toponimo "Castellaro" deriva proprio dalla presenza in questo luogo di un insediamento fortificato di epoca preromana (costruito dagli antichi Liguri Ingauni). In particolare, è possibile notare accumuli di pietre e basamenti di muretti a secco che, un tempo, formavano una cinta difensiva o delimitavano capanne. Questi resti testimoniano l'importanza strategica del luogo, che permetteva di controllare sia la Piana di Albenga sia il mare verso Alassio.

Le sedie sulla cima, che si possono trovare anche lungo il “Sentiero dell’Onda”, sono l'elemento centrale dell'iniziativa di Land Art chiamata "Un posto al sole". L'idea è quella di trasformare dei semplici punti panoramici in veri e propri "salotti all'aperto". Ogni sedia è posizionata strategicamente per offrire una vista mozzafiato sul Golfo di Alassio e sull'Isola Gallinara.

 

Ritornati alla Sella del Bignone (h 0,10 dalla cima), si prospettano due possibilità:

a) A ridosso dei pendii del Monte Bignone, si prende il sentiero indicato dalla palina “VIPERA” (segnaletica per MTB), che va però percorso con molta attenzione per via delle biciclette che possono sfrecciare anche a velocità molto sostenuta (sconsigliato);

b) Presso il grande traliccio della linea elettrica sul valico, si prende il sentiero in discesa (segnavia gialli) per Solva e Alassio, che perde quota con alcune svolte ripide sul pendio arbustivo. Più in basso il sentiero traversa verso sinistra, lasciando ad un bivio la diramazione a destra con segnavia II che scende verso Solva. Passando a monte di alcune isolate villette, il sentiero aggira i costoni discendenti dal Monte Bignone, con bellissime vedute su Alassio. Si giunge così ad un bivio, dove ci si ricongiunge per breve tratto al sentiero per MTB “VIPERA” (paline).

Dopo un breve tratto in comune, si lascia nuovamente il sentiero MTB a sinistra per scendere a destra ripidamente. Con breve ma erta discesa si giunge ad un bivio presso un grande pino (tavolo da pic nic e fontanella): lasciato a destra il sentiero per Solva (vedi anche itinerario n. 44) si traversa a sinistra per un sentiero che taglia alcune modeste vallette, fino ad un ennesimo bivio. Abbandonato il sentiero che, in leggera salita, porterebbe all’attacco del “Sentiero dell’Onda”, si prosegue a destra, in piano, lungo il sentiero denominato localmente “Le Terrazze”. Questo sentiero, con una leggera e breve contropendenza, taglia tutto il versante sudoccidentale del costone Sud del Monte Bignone, in ambiente panoramico e solatio fra antiche terrazze in parte abbandonate. Con un’ultima breve risalita, il sentiero giunge così al bivio all’altezza della placca rocciosa inclinata presso l’isolato pino marittimo, già incontrato in salita (h 0,45 dalla Sella del Bignone).

Da qui, lungo il sentiero di salita, nuovamente alla Chiesa di Santa Croce (h 0,30 dal bivio).

 

TEMPO TOTALE

h 3,40 circa 

DISLIVELLO

500 m circa

DIFFICOLTA’

E

ULTIMO SOPRALLUOGO

1° maggio 2026

PERIODO CONSIGLIATO

da ottobre ad aprile

COMMENTI

Itinerario piuttosto breve ma piuttosto faticoso, in quanto i sentieri sono spesso ripidi e dal fondo un po’ malagevole. Bellissimo panorama dalle vette dei monti Bignone e Castellaro, specie su Alassio e l’Isola Gallinara, ma anche sulle Alpi Liguri e la Piana di Albenga. Un breve tratto con catena, ma del tutto facile. Evitare il periodo caldo, perché il tracciato è interamente al sole!