Dal piazzale della
chiesa si torna indietro per qualche decina di metri lungo la strada di
accesso, quindi si
prende a destra un largo sentiero (palina, segnavia ●)
che sale in diagonale, inizialmente abbastanza dolcemente. Il sentiero
di porta presso il filo del costone discendente direttamente dal Monte
Bignone, e prende a risalirlo con decisione, sulla linea di massima
pendenza. Oltre alcuni ruderi, si rimonta un tratto roccioso che scende
a picco verso Est, con bella visuale sulla costa e l’Isola
Gallinara. Superate alcune sedie
panoramiche, si continua a salire con insistente e faticosa
salita, giungendo così ad una placca rocciosa inclinata presso un
isolato pino marittimo, dove si incontra un primo bivio (numerose
paline): trascurato a sinistra il sentiero detto “delle terrazze”,
da cui si giungerà al ritorno, si prosegue dritti, sempre con salita
decisa ed insistente sul filo dell’assolato costone, giungendo in
breve ad un nuovo quadrivio presso una larga sella (340 m, h 1,00 dalla chiesa di Santa Croce, paline).
Lasciato a destra lo
stacco occidentale del “Sentiero dell’Onda”
(segnavia ∼)
e a sinistra il sentiero che scende a Solva (sempre
segnavia ∼, vedi itinerario
n. 44), si prosegue dritti, sempre lungo il segnavia ●,
che abbandona
il rettilineo costone per piegare gradualmente a destra e
tagliare con lungo traversone il versante meridionale del Monte
Bignone: inizialmente si attraversa una zona recentemente
interessata da un incendio, quindi si prosegue nella boscaglia, su fondo
sassoso ed un po’ malagevole. Al termine del lungo traverso, il
sentiero di impenna nuovamente e, sempre nel bosco, sale decisamente
toccando in breve la selletta (500 m circa, palina)
subito ad Est della cima, dove si incrocia il sentiero con segnavia ●●
proveniente da Albenga (vedi anche itinerario
n. 44).
Si svolta a sinistra e
si prosegue per il sentiero lungo il crinale che, con un ultimo strappo,
raggiunge lo Spallone Ovest, dove sorge la croce
di vetta del Monte Bignone (518 m, h
0,40 dalla sella 340 m). Bellissimo panorama su Alassio,
Capo Mele, l’Isola
Gallinara e la Piana
di Albenga,
oltre che sulle Alpi Liguri.
Dalla croce, scendendo
pochi metri verso Sud, si giunge ad una piazzola circondata da un rozzo
muro a secco circolare, eccezionale punto panoramico sulla costa
alassina. La piazzola, come la casermetta di cui si notano i ruderi poco
oltre la croce, risale alla fine degli anni ’30 e testimonia la
strategicità del luogo: la postazione faceva parte del sistema di
avvistamento e difesa costiera, e serviva a monitorare eventuali
movimenti navali o tentativi di sbarco nemico nel Golfo di Alassio e a
coordinare il fuoco delle batterie antiaeree o costiere dislocate nella
zona. A terra è ancora visibile il basamento circolare per
mitragliatrice.
Dalla croce si prosegue
lungo il sentierino (sempre segnavia ●●)
che, costeggiata la
casermetta in rovina, raggiunge un piloncino
sacro. Di qui, salendo brevemente a destra lungo il crinale,
si raggiunge in pochi minuti la
cima principale del Monte Bignone (523 m, h
0,05 dalla croce), da dove si ha una fantastica veduta del Golfo
di Alassio e della Piana
di Albenga.
Si prosegue per breve
tratto lungo il crinale, poi si devia a destra (Nord), scendendo per una
spaccatura rocciosa di una ventina di metri (ripido).
Aggirato a sinistra un dosso, si giunge al sommo di un modesto salto
roccioso, che si
discende facilmente grazie all’ausilio di alcune catene metalliche
(rimodernate recentemente). Al termine di questo tratto, un’ultima
discesa diagonale fra la macchia mediterranea consente di
toccare l’ampissima sella erbosa detta Sella Bignone (440 m, h
0,15 dal Monte Bignone), dove si trova un crocevia di
sentiero con numerose paline (alcune purtroppo divelte).
È un importante punto
di snodo per l'escursionismo e la mountain bike sopra Alassio,
situata lungo la dorsale che collega il Monte Bignone al Monte
Tirasso (dove sorge il Santuario della Madonna della Guardia).
Funge da "passo" naturale dove si incrociano i percorsi che
portano verso l'entroterra di Albenga e i crinali che degradano verso il
mare. Offre una vista suggestiva che spazia dal litorale di Alassio
fino all'Isola Gallinara e, nelle giornate terse, verso le Alpi
Marittime.
Dalla sella si
trascurano i sentieri con segnavia ++
(che, a destra, taglia il versante Nord del Bignone e, attraverso la Fonte
Carbonara, si ricollega al sentiero ●●
che sale da Albenga) e la prosecuzione del segnavia ●●
che si dirige verso l’avvistabile Monte Pisciavino (597 m, il
più alto della zona), ben individuabile grazie alle numerose antenne e
ripetitori presenti. Dalla sella si segue quindi un evidente sentiero
che prende a risalire direttamente il ripido pendio finale del Monte
Castellaro, fra rocce e bassi cespugli. Dopo un tratto in moderata
salita, il sentiero si impenna decisamente e, superato un tratto scomodo
e faticoso a causa dell’erosione del terreno e della ripidezza, si
esce sull’ampia cupola sommitale del Monte Castellaro (516 m, h
0,15 dalla Sella Bignone), dove sorgono due
sedie colorate che permettono di ammirare, oltre le roccette
sommitali, il vasto panorama verso la
Piana di Albenga ed il Golfo
di Alassio. Alle nostre spalle, domina il grande dosso
del Monte
Pisciavino (597 m, la cima più alta della zona),
sormontato da un gran numero di antenne.
La vetta è costituita
da un'ampia dorsale erbosa e rocciosa caratterizzata dalla tipica
macchia mediterranea bassa. Sulla cima si possono individuare i resti di
antiche strutture in pietra: il toponimo "Castellaro"
deriva proprio dalla presenza in questo luogo di un insediamento
fortificato di epoca preromana (costruito dagli antichi Liguri Ingauni).
In particolare, è possibile notare accumuli di pietre e basamenti di
muretti a secco che, un tempo, formavano una cinta difensiva o
delimitavano capanne. Questi resti testimoniano l'importanza strategica
del luogo, che permetteva di controllare sia la Piana di Albenga
sia il mare verso Alassio.
Le sedie sulla cima, che
si possono trovare anche lungo il “Sentiero dell’Onda”, sono
l'elemento centrale dell'iniziativa di Land Art chiamata "Un
posto al sole". L'idea è quella di trasformare dei semplici
punti panoramici in veri e propri "salotti all'aperto". Ogni
sedia è posizionata strategicamente per offrire una vista mozzafiato
sul Golfo di Alassio e sull'Isola Gallinara.
Ritornati
alla Sella del Bignone (h 0,10
dalla cima), si prospettano due possibilità:
a)
A
ridosso dei pendii del Monte Bignone, si prende il sentiero
indicato dalla palina “VIPERA” (segnaletica per MTB), che va
però percorso con molta attenzione per via delle biciclette che possono
sfrecciare anche a velocità molto sostenuta (sconsigliato);
b)
Presso
il grande traliccio della linea elettrica sul valico, si prende il
sentiero in discesa (segnavia gialli) per Solva e Alassio,
che perde quota con alcune svolte ripide sul pendio arbustivo. Più in
basso il sentiero traversa verso sinistra, lasciando ad un bivio la
diramazione a destra con segnavia II
che
scende verso Solva. Passando a monte di alcune isolate
villette, il sentiero aggira i costoni discendenti dal Monte Bignone,
con
bellissime vedute su Alassio. Si giunge così ad un
bivio, dove ci si ricongiunge per breve tratto al sentiero per MTB “VIPERA”
(paline).
Dopo un
breve tratto in comune, si lascia nuovamente il sentiero MTB
a sinistra per scendere a destra ripidamente. Con breve ma erta discesa
si giunge ad un bivio presso un grande pino (tavolo da pic nic e
fontanella): lasciato a destra il sentiero per Solva (vedi anche itinerario
n. 44) si traversa a sinistra per un sentiero che taglia
alcune modeste vallette, fino ad un ennesimo bivio. Abbandonato il
sentiero che, in leggera salita, porterebbe all’attacco del “Sentiero
dell’Onda”, si prosegue a destra, in piano, lungo il sentiero
denominato localmente “Le Terrazze”. Questo sentiero, con una
leggera e breve contropendenza, taglia tutto il versante sudoccidentale
del costone Sud del Monte Bignone, in
ambiente panoramico e solatio fra antiche terrazze in parte
abbandonate. Con un’ultima breve risalita, il sentiero giunge così al
bivio all’altezza della placca rocciosa inclinata presso l’isolato
pino marittimo, già incontrato in salita (h
0,45 dalla Sella del Bignone).
Da qui, lungo il
sentiero di salita, nuovamente alla Chiesa di Santa Croce (h
0,30 dal bivio).