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| Punto di partenza |
Toirano (50 m), raggiungibile da Borghetto Santo Spirito (uscita della A10
Savona-Ventimiglia). Dal paese si segue la strada diretta al Giogo
di Toirano, dopo poche centinaia di metri si trascura una
diramazione a destra che supera il Torrente Varatella diretta a Boissano
o all'ampio parcheggio delle Grotte di Toirano, e si procede lungo
la carrozzabile di fondovalle fino al caratteristico ponte, altissimo
sulla gola rocciosa percorsa dal Rio della Valle, chiamato Ponte
del Salto del Lupo (quota 180 m circa, 3 km da Toirano, piccolo
parcheggio prima del ponte). |
| Descrizione |
Dal ponte si
segue una carrareccia in leggera salita (segnavia
) che si inoltra nel solco boscoso del Rio della Valle. Superati
alcuni orti, poco dopo una curva si incontra sulla destra una traccia che
risale il ripido pendio (freccia e bolli rossi, h
0,10 dalla partenza): abbandonata la carrareccia, si sale lungo
il sentiero, che si fa largo fra la fitta vegetazione salendo in
diagonale. La traccia non č molto marcata, per cui bisogna procedere con
attenzione per non perdere di vista i segni rossi, non sempre posizionati
in maniera ottimale. Un po' pił in alto si arriva al limitare di un'ampia
lingua di pietrame: sulla pietraia la traccia prosegue, ma i segni rossi
indicano, appena prima, di risalire una specie di solco per poi tendere
ancora verso destra. Si sale ancora per erba, cespugli e piccole pietraie,
facendo un po' di attenzione al terreno, a tratti friabile, fino ad
arrivare nei pressi degli appicchi rocciosi sovrastanti, che non lasciano
intuire un facile passaggio. Le tracce si dirigono invece a sinistra,
costeggiando per un tratto le pareti, per insinuarsi poi in un largo
canale che si insinua nella bastionata. Ad un certo punto il canale č
interrotto da una fascia rocciosa: la si
attacca a destra, per salire in
diagonale verso sinistra (corda fissa) e poi tornare a destra, con
brevi passaggi esposti (cavo d'acciaio), fino a superare la balza ed a
raggiungere una vasta terrazza erbosa. Raggiunta l'estremitą destra della
terrazza, i segni rossi si perdono: si puņ o rimontare il pendio boscoso
direttamente (facile ma ripido e faticoso, nonchč un po' disturbato dalla
fitta vegetazione), oppure portarsi sulle roccette della crestina di
destra e salire su questa o nelle sue immediate vicinanze (qualche passo
di I° grado). In ambedue i casi, si ritrovano i segni rossi pił in alto,
dove la cresta diviene quasi orizzontale ed appare
alla vista l'imponente parete sud ovest del Monte Varatella. Si
procede lungo
la cresta, con modesti saliscendi, aggirando o salendo direttamente
qualche modesto salto roccioso. Aggirando sulla sinistra una paretina e
risalendo un tratto di bosco un po' pił fitto, sempre seguendo i segni
rossi, si esce sulla traccia del Sentiero dei Daini, poco prima che
inizi il suo tratto pił alpinistico ed impegnativo (h
2,00). Si segue per breve tratto verso sinistra il Sentiero
dei Daini (in questo tratto, i segni rossi si sovrappongono agli
ometti di quest'altro itinerario) poi, raggiunta una lingua di pietrame,
si abbandona il sentiero segnato in rosso (vedi anche itinerario Anello
di San Pietro) per risalire i detriti (grossi ometti) fino alla base
di una parete: presso un diedro piuttosto verticale, dal quale pende una
corda fissa, si trova l'attacco del tratto alpinistico del Sentiero dei
Daini (h 2,10). Si attacca il
diedro alto una dozzina di metri, piuttosto impegnativo e friabile, ma
grazie all'ausilio della corda fissa lo si rimonta senza grossi problemi e
si esce su di una panoramica crestina (cresta sud ovest del Monte
Varatella) con bella vista sul mare e sui monti circostanti. Si risale
la crestina, per tracce, roccette e ghiaie, superando ogni tanto qualche
banale gradino. Ambiente molto particolare e caratteristico. Aggirato a
destra un salto, per roccette si giunge alla base di una
paretina articolata di una decina di metri, attrezzata con un grosso
canapone. Si sale la paretina, all'inizio un po' verticale, poi lungo
un vago canalino verso destra e si esce sulla sommitą del risalto, splendida
balconata panoramica. Si prosegue ancora in direzione della parete
superiore, che un po' inquieta perchč non si intuiscono possibilitą di
passaggio verso l'alto. Mantenendosi a sinistra del filo di cresta, qui
roccioso ed affilato, si sale nel bosco fin nei pressi di una marcata
forcella, ai piedi di un bello spigolo. Senza raggiungere la forcella, si
effettua un tornantino e si prosegue costeggiando la parete, per una
specie di cengia rocciosa, fino a portarsi ad un'altra insellatura, al di
sopra dello spigolo precedente. A questo punto la si scavalca e ci si cala
dall'altra parte per un gradino di un paio di metri (corda fissa, esposto)
fino ad un'ampia
cengia erbosa (all'inizio attenzione all'esposizione!) che taglia
tutta la parete del Monte Varatella a circa un terzo di altezza. Si
percorre tutta la comoda cengia erbosa per tracce e lastronate, passando nei
pressi di un anfratto a ridosso della parete, fino alla sua estremitą
opposta, dove si risale un breve canalino boscoso (attenzione, ripido!) e
ci si porta su di un nuovo colletto. Da qui, volendo, traversando
brevemente a destra per terreno ripido ma facile si andrebbe a raggiungere
il sentiero =
che da San Pietro ai Monti scende a San Pietrino o alle Grotte
di Toirano (vedi itinerario Anello
di San Pietro). Altrimenti si rimonta direttamente la bella placca
articolata sovrastante (I° grado) per uscire sugli aperti pendii presso i
primi tornanti del sentiero precedente. Se non si č ancora stufi, invece
di seguire il sentiero si possono rimontare direttamente i pendii,
superando ancora qualche facile roccetta (attenzione, friabili!) fino ad
uscire presso la grande croce sulla sommitą del Monte Varatella
(891 m, h 1,00 dall'attacco del tratto
alpinistico). Su un cocuzzolo, in mezzo allo splendido prato sommitale,
sorge l'antichissima
chiesa di San Pietro ai Monti. Panorama veramente magnifico
sulla costa e sulle Alpi Liguri. Dalla chiesa si segue la
mulattiera che, lungo la breve cresta, scende all'insellatura boscosa fra
il Monte Varatella ed il maggiore Monte
Ravinčt. Scavalcata la tubazione dell'acquedotto, si trascura il
segnavia =,
che si dirige a sinistra verso il Giogo di Toirano, per seguire
lungo il crinale una traccia (inizialmente marcata con bollini rossi) che
si dirige verso il pendio del Monte Ravinčt. La traccia evita di
attaccare direttamente il ripido pendio, ma devia a destra, tagliando
per erba, detriti e belle placche inclinate fino a portarsi
nell'impluvio boscoso di una valletta. Qui si abbandona il sentiero
segnato di rosso (che continua a traversare in piano verso destra per
ignota destinazione) per risalire direttamente il bosco, un po' fangoso ma
non troppo ripido ed intricato, fino ad un'ampia sella erbosa sul crinale
sud del Monte Ravinčt (h 0,25
da San Pietro ai Monti): da qui si apre la vista su Loano, Pietra
fino a Finale. Volendo godere di una veduta ancora pił ampia, fino
a Genova ed ai monti del Beigua, si puņ salire in pochi
minuti all'altura a destra della sella. Proseguendo invece verso sinistra,
lungo
un caratteristico pendio erboso che si insinua fra gli alberi, si
guadagna velocemente quota. Pił in alto le tracce portano verso sinistra,
nel bosco, e tagliano in quota ormai prossimi alla cresta finale: giunti
nei pressi dei ruderi di un riparo, si devia a destra verso la cresta
sommitale, ormai ben visibile, che si segue per erba e roccette fino alla
bella cima del Monte Ravinčt (1091 m, h
0,40 da San Pietro), dove sorge un grosso ometto con
palo di ferro e piccola croce in legno. Bellissima
veduta sulla costa, sul vicino Monte Carmo e su tutte le Alpi
Liguri meridionali. Si scende ora facilmente per la cresta nord,
all'inizio per erba e ghiaie, poi per facili roccette: quando la cresta si
fa pił impegnativa, ci si cala a destra nel bosco e, tagliando
praticamente in quota, si raggiunge un'ampia sella alberata fra il Monte
Ravinčt ed una cresta rocciosa, gią bel visibile dalla cima. Sulla
sella si incontra una marcata traccia che scende sul versante opposto
(est) per una ventina di metri, fino ad incrociare l'ampio sentiero
(segnavia X)
proveniente da Boissano e diretto al Monte Carmo. Si segue
il bel sentiero verso sinistra: con andamento praticamente pianeggiante,
in uno splendido bosco, il sentiero si porta ad una successiva sella
boscosa, dove sorgono i ruderi della Cą du Fö (Casa del Faggio).
Scavalcata la sella, si scende pochi metri sull'altro versante e si trova
un bivio. Si abbandona a questo punto il segnavia X
per seguire quello  ,
che scende in diagonale a sinistra nel ripido bosco. Pił in basso, ad un
bivio, si sceglie il ramo di sinistra (cartello) che continua a scendere e
raggiunge una bella fonte con vasche. Poco pił in basso si esce sul
sentiero contrassegnato da =▲:
lo si segue verso destra, superando quasi subito un fangoso rio, per
proseguire poi a mezza costa nel bosco, con interessanti scorci sul Monte
Varatella. Superando ancora alcuni caratteristici rii (piccole
cascate) il sentiero scende brevemente fino ad incrociare la carrareccia
proveniente dal Giogo di Toirano (h
1,00
dal Monte Ravinčt). Seguendola verso destra, la si percorre
lungamente in piano, assecondando le sinuositą di alcuni valloncelli,
fino a raggiungere la strada asfaltata all'altezza dell'ultimo tornante
prima del Giogo di Toirano (800 m circa, h
1,40
dal Monte Ravinčt). Si segue la strada in discesa per alcune
centinaia di metri (alcuni segnavia
sulla massicciata) fino ad incontrare, sulla sinistra, un cartello che
indica il Sentiero
Natura "Salto del Lupo - Giogo di Toirano".
Si abbandona allora la strada e si segue questo sentiero, sempre segnato
con .
Si prosegue per un tratto nel bosco sotto la strada quasi in piano, poi si
scende per un ripido pendio boscoso in una specie di valletta (segni sugli
alberi). Si prosegue la discesa fino ad un'ampia sella con palo della
luce, da dove si prosegue a destra, ora nuovamente in discesa pił ripida.
Con alcuni tornanti si raggiunge il Rio della Valle sul fondo
dell'ombroso vallone omonimo, dove si incontra il primo tabellone
esplicativo circa le particolaritą naturali di questa zona. Si continua a
scendere lungo il vallone, seguendo il ben tracciato sentiero, con belle
vedute sulle numerose gole e cascate del Rio della Valle: si
scavalca il rio una prima volta su pietre, poi lo si ripassa su un antico
ponte in pietra presso una gola. Pił in basso, dove la valle si allarga,
si hanno belle vedute sulle sovrastanti pareti calcaree. Superato un
ultimo tumultuoso rio (qualche difficoltą in caso di acqua abbondante) si
continua su carrareccia fino al bivio con i segni rossi dell'andata e, in
breve, nuovamente al Ponte del Salto del Lupo (h
1,30 dal Giogo di Toirano). |
| Tempo totale |
h
6,30 - 7,00 |
| Difficoltą |
EE
con diversi passi di I° grado |
| Dislivello |
900
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
febbraio
2010 |
| Commenti |
Periodo consigliato: dal tardo
autunno agli inizi della primavera
Bellissima combinazione di
itinerari, lungo tracce poco note e quindi in ambiente selvaggio e
caratteristico. Nonostante in teoria si tratti di sentieri segnati, la
salita dal Salto del Lupo e la seconda parte del Sentiero dei Daini
risultano molto impegnativi, oltre che per i passaggi su roccia comunque
da non sottovalutare, anche per l'orientamento molto meno scontato di
quanto possa apparire a prima vista! La salita al Monte Ravinčt,
nonostante siafuori sentiero per un buon tratto, č molto pił logica e
scontata! Bellissimi panorami su rocce, pareti e sul mare, con le Alpi
spesso innevate sullo sfondo. Pittoresca anche la lunga discesa per il
vallone del Rio della Valle. |
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