Cima delle Saline 2614 m - Canale Sud

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CARTINA CONSIGLIATA: ASF 1:25.000, FOGLIO 03

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica La Cima delle Saline (2614 m) è una delle vette più elevate ed imponenti delle Alpi Liguri. Domina a meridione il Vallone delle Saline, in alta Valle Tanaro, con una severa bastionata rocciosa, mentre sul versante opposto chiude il circo terminale della Valle Ellero e del suo tributario Vallone delle Masche con la spettacolare parete nord, una delle più ardite del settore. Ad est scende con un uniforme versante di erba e roccette (dove transita la via normale di salita) sull’ampia insellatura erbosa del Passo delle Saline (2174 m), mentre ad ovest si allunga con una vasta e regolare dorsale in dolce pendenza fino ad una sella-altipiano che la divide dall’attigua Cima Pian Ballaur (2579 m). Proprio ad ovest il dorso ad un certo punto si restringe, e in corrispondenza di questo restringimento si origina una breve ma strapiombante parete rocciosa (parete ovest) alla base della quale il ripido pendio forma quasi una sorta di ampio diedro-rampa: lungo questa direttrice, un po' impropriamente chiamata Canale Sud,  si sviluppa una bella via di salita, lineare e logica, oltre che piuttosto facile, che costituisce, in presenza di neve, una variante di salita interessante e nel complesso più sicura e consigliabile rispetto alla via normale estiva.
Punto di partenza Carnino Inferiore (1392 m), raggiungibile da Ceva (uscita dell'autostrada A6 Torino - Savona) risalendo la Val Tanaro attraverso Garessio, Ormea, Ponte di Nava e Viozene: superato un tratto intagliato nella roccia, si lascia la strada principale, diretta a Upega, e si segue la diramazione che risale il Vallone di Carnino fino al piccolo parcheggio che precede la borgata.
Avvicinamento Dal parcheggio, si raggiungono le poche case di Carnino Inferiore, abitate soltanto durante la stagione estiva ma ristrutturate con gusto, e si prende una mulattiera (cartelli) che si inerpica attraverso le abitazioni. Entrati nel bosco, con alcuni tornanti si raggiunge una larga pista sterrata che, con breve percorso in falsopiano (ancora una scorciatoia), conduce presso le antiche case dei Tetti delle Donzelle (1537 m, h 0,20). Una breve diramazione sulla sinistra porta sul terrapieno di fronte al Rifugio Ciarlo Bossi (1550 m). Bella veduta, sull'opposto versante del Vallone di Carnino, sulla Cresta del Framargàl, ricca di rocciosi spuntoni. Con moderata pendenza, il sentiero si inoltra nel Vallone delle Saline, ai piedi dell'ardita bastionata delle Rocce del Manco: salendo fra prati e macereti, si giunge ad una strozzatura del vallone, dove il piccolo rio scorre fra grandi salti di roccia (Gola delle Saline). Dopo un paio di tornanti, che fanno guadagnare un po' di quota, si traversa il rio e si risale, sul versante opposto, un pendio erboso , in vista dei grandi pascoli alla testata del vallone. Superata una croce commemorativa, si giunge ad un vastissimo ripiano pascolivo (Gura d'le Masche), dove sorge la nuova costruzione di un gias (h 1,00, tabelle segnaletiche, 1900 m circa). Qui si abbandona il sentiero principale, diretto al visibile Passo delle Saline (vedi anche itinerario Tour delle Saline) per deviare a sinistra e, trascurando le tracce con sbiaditi segni rossi dirette alla sella-altipiano fra Cima delle Saline e Cima Pian Ballaur, iniziare a risalire i ripidi pendii erbosi o nevosi in direzione del piede dell’evidente parete occidentale delle Saline. Senza via obbligata, scegliendo il percorso più opportuno, si giunge ad una vasta conca, da dove si originano due evidenti canalini paralleli (alberello al sommo del canale di sinistra) che salgono verso il piede della parete (2200 m circa, h 0,30 dal bivio, attacco).
Descrizione della via Si attraversa la conca e ci si porta all’attacco dei due canalini: si risale indifferentemente l’uno o l’altro (inclinazione 35°), con una certa preferenza per quello di destra in quanto l’altro, più stretto e vago, si scopre prima dalla neve nella stagione primaverile. Si esce su un ripiano alla base delle rocce della parete ovest, affacciandosi dall’alto su una ampia conca ingombra di ciclopici massi. Si taglia dall’alto la conca (che si lascia in basso a sinistra) e, costeggiando una fascia rocciosa, ci si porta alla base del Canale Sud, presso l’inizio della parete ovest. Si risale il facile canale mantenendosi a ridosso delle strapiombanti rocce di destra, o rimanendo un po’ a sinistra in caso di presenza di incrostazioni di ghiaccio sulla parete: notando l’attacco di numerose vie attrezzate a spit, si continua a salire su pendenze di circa 40° fino al temine della fascia strapiombante, dove il canale si apre e diventa un ampio pendio che sale in cresta. A questo punto si devia a destra e si va ad imboccare uno stretto canalino secondario (breve tratto a 45°) che, dopo un’imboccatura rocciosa, diventa un solco nevoso regolare parallelo alla cresta (attenzione alle possibili sovrastanti cornici sulla sinistra) che sale (35°) fino ad un poggio panoramico, ormai sul dorso superiore (h 1,30 dall’attacco). Seguendo il comodo ed ondulato crinale, per neve (o erba) e lastronate, si sale comodamente fino alla larga spianata della vetta della Cima delle Saline (2630 m, h 0,20 dall’uscita, croce). Magnifico panorama circolare, che va dalle Alpi Liguri alle Marittime, al Monviso e fino al Monte Rosa.

Discesa: è possibile scendere per la via normale del versante orientale al Passo delle Saline, e di qui a Carnino Inferiore in h 2,30, ma spesso questo itinerario in caso di neve risulta poco sicuro per via del primo tratto sotto la vetta, molto ripido (45-50°) e soggetto a cornici. In questo caso, è senz’altro preferibile (oltre che più veloce) il ritorno lungo l’itinerario di salita, che presenta pendenze facilmente affrontabili anche in discesa (specie in caso di neve non ghiacciata). In quest’ultimo caso, si ritorna a Carnino Inferiore in h 2,00 dalla vetta.

Tempo totale h 5,00 circa (h 1,30 circa per il canale)
Difficoltà PD-
Dislivello 1300 m circa (300 m circa il canale)
Attrezzatura ramponi, piccozza, casco
Ultimo sopralluogo aprile 2011
Commenti

Periodo consigliato: febbraio – aprile, a seconda della stagione

Lunga ma facile ascensione ad una delle principali vette delle Alpi Liguri. La via è tecnicamente molto facile, e richiede solo un minimo di allenamento ed un po’ di esperienza nell’uso di ramponi e piccozza. Da effettuarsi però in buone condizioni di innevamento e con manto nevoso sicuro e trasformato, in quanto il Vallone delle Saline ed i ripidi pendii superiori sono facilmente soggetti a valanghe! Panorami magnifici.