Rocca di Perti - "Il Vecchio"

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FOTOPERCORSO

Storia Alpinistica La Rocca di Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi itinerari d'arrampicata. "Il Vecchio" (A. Casula, A. Grillo e V. Simonetti, marzo 1973) è una bella via, piuttosto impegnativa, che si svolge nel settore settentrionale della parete Ovest. E' una via piuttosto datata, ragion per cui negli anni ha subito anch'essa una sua "evoluzione": in particolare, il 1° tiro, che oggi si svolge alcuni metri più a sinistra del percorso originale, risulta più abbordabile del tratto di 6a di una volta, mentre il 4° tiro, che risale un canalino modestamente impegnativo, spesso viene aggirato per una variante che prevede un impegnativo ed espostissimo traverso, fonte di molta adrenalina! Spesso viene anche seguita un'altra variante al primo tiro, che sfrutta il primo tiro della "Nadia": anche questa alternativa risulta consigliabile per la qualità della roccia, veramente ottima!
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada per Calice Ligure fino a Perti. Ad un cartello, sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e, rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca, boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo.
Avvicinamento All'estremità sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira tutta la rocca, la si segue verso destra: raggiunta la base dello spigolo Nord (deviando a sinistra si raggiunge in pochi passi l'attacco di "Gioco Gioco"), si prosegue in leggera discesa alla base delle imponenti placconate della parete Ovest. In corrispondenza di un piccolo grottino alla base della parete, si trova l'attacco della via (scritta "IL VECCHIO" sulla roccia, h 0,15 dal parcheggio). 
Descrizione della via Si possono contare 6 tiri di corda:

1 - Si attacca il filo dello speroncino a sinistra della grotta, all'inizio piuttosto facilmente, poi con maggior difficoltà a causa degli scarsi appigli (5b). Raggiunta una piccola piattaforma con alberelli, dove si può tirare un po' il fiato, si attacca un altro breve saltino, caratterizzato da una fessura diagonale (5b) che va risalita da destra a sinistra fino al terrazzino con alberi dov'è la sosta;

1bis - Si attacca a sinistra, oltre lo speroncino della variante precedente (scritta "IL VECCHIO 6A"). Si attacca un diedro strapiombante, con i primi tre spit veramente "duri" (6a), poi un po' più facilmente, ma sempre con arrampicata delicata. Usciti dal diedro, una placca liscia ma leggermente abbattuta permette di tirare un po' il fiato (5c), poi si scala una fessurina e, traversando a destra dietro un alberello, si raggiunge la sosta sul terrazzino della variante precedente;

1ter - NADIA: Si attacca ancora più a sinistra del "Vecchio Originale", all'estremità di una paretina di roccia giallastra sbarrata in alto da un evidente piccolo tetto. Si scala la paretina (all'inizio 5a, poi qualche passo un po' più impegnativo) fino ad un piccolo alberello. Si prosegue dritti per una liscia placca gialla (5c delicato) fino sotto il tetto; si traversa decisamente a destra sotto lo strapiombo (5b) e si esce su di un terrazzino, poco sotto la placchetta abbattuta del tiro successivo (catena di sosta); 

2 - Si risale per sentierino un gradino boscoso fino alla base di una placchetta abbattuta: si sale sulla destra, per poi deviare a sinistra e raggiungere la catena di sosta (4b, tiro molto breve);

3 - Si attacca lo svasato diedro di fronte, veramente impegnativo e che richiede buona tecnica di piedi (5c), fino ad un minuscolo pianerottolo con vecchia catena di sosta: da qui due opportunità, o proseguire dritti sempre sulle medesime difficoltà (5c) fino ad una catena di sosta ("variante del traverso"), oppure deviare decisamente a sinistra e, superata un'altra vecchia sosta, portarsi alla base del canalino del "Vecchio originale" (4b questo secondo tratto, scritta IL VECCHIO sulla roccia);

4 - Se si è seguito il "Vecchio originale", si risale il canalino roccioso, superando diversi saltini non troppo impegnativi e, per un ultimo liscio gradino, si raggiunge la sosta su un comodo pianerottolo (4c); dalla sosta della "variante", invece, si risale una liscia e delicata placca inclinata (5c) verso sinistra, fino all'esile cengetta che taglia il verticale sperone che costituisce la sponda sinistra orografica del canalino del "Vecchio originale". La cengia è espostissima e, oltre uno spigoletto, va a morire in piena parete: traversando coi piedi in opposizione (ma nell'ultimo tratto gli appigli per le mani scarseggiano!), si arriva alla sosta al sommo del canalino, dove arriva il "Vecchio originale" (5c adrenalinico);

5 - Si scala il diedro che sovrasta il pianerottolo di sosta, più arduo di quel che sembri a prima vista, con un tratto in Dulfer su una fessura rovescia che richiede discreta forza di braccia (5c); oltre una breve cengetta, un secondo muretto, verticale ma dotato di ottime lame, consente di raggiungere il poggio alberato dov'è la sosta (5b);

6 - Si sale sul filo di uno sperone piuttosto articolato, deviando poi a destra alla base di una breve fascia rocciosa: superata la fascia per un evidente diedrino (4c), si percorre un'ampia cengia verso sinistra, per poi ritornare a destra e, attraverso un caminetto liscio e dall'uscita che butta leggermente all'infuori (5a, delicato), si esce su un pianerottolo dov'è una vecchia sosta. Proseguendo direttamente verso l'alto, per placche (ora sì!) appigliatissime, si giunge in breve alla sommità dello sperone, in vista della croce di vetta, che si raggiunge in pochi minuti per comodo sentierino. 

Discesa: un comodo sentiero scende nel bosco, costeggia alla base il versante Nord e, trascurato il ramo che prosegue dritto nuovamente verso lo spigolo Nord, scende verso destra al parcheggio (h 0,15 dalla vetta). 

Tempo totale h 2,30 - 3,00 circa
Difficoltà D+, max 5c
Dislivello 150 m circa
Attrezzatura da alpinismo: via completamente attrezzata con spit
Ultimo sopralluogo aprile 2010
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno!

Bellissima via, impegnativa ma di grande soddisfazione. Mai banale, passi sempre tecnici e, nel caso del traverso, adrenalinici! Frequentata e consigliata, una grande classica!