Monte Rama 1149 m - via Ramagoulotte

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 16

FOTOPERCORSO

Storia Alpinistica Il Monte Rama (1149 m) č la cima pių frequentata e conosciuta nell'entroterra di Cogoleto ed Arenzano. Infatti, nonostante non sia la pių alta (primato spettante al Monte Beigua) č sicuramente la pių ardita ed "alpina", presentando alti versanti scoscesi sui quali si svolgono svariati itinerari di facile arrampicata, discontinui si ma comunque selvaggi e panoramici. Il versante Nord della cima, incombente sulla conca terminale del Vallone del Rio di Lerca, č costituito da una bella bastionata rocciosa, fratturata in molti torrioni e canalini che, se innevata, assume un aspetto molto severo e caratteristico. Questa bastionata, alta un centinaio di metri, č solcata grosso modo al centro da un rettilineo canale che sale fino all'ampia sella di cresta fra lo stesso Monte Rama e la Cima Fontanaccia (1151 m), appendice di cresta che salda il complesso roccioso alla cresta spartiacque. A sinistra di questo evidente solco si individuano alcune altre linee di salita, meno definite ma comunque abbastanza continue ed eleganti: in particolare due, che si possono chiamare Goulotte di Sinistra e Goulotte di Destra. La Goulotte di Sinistra č certamente quella pių logica e continua, uscendo a poche decine di metri dalla croce di vetta. Probabile prima salita della via, denominata "Ramagoulotte": A. Parodi, G. Cuni, L. Siboldi e A. Costa il 06/03/2010.  
Punto di partenza Varazze, uscita dell'autostrada A10 Genova - Ventimiglia. Scesi al centro abitato, si segue la strada che risale la Valle Teiro: superata la frazione Pero, si lascia la strada principale diretta a Stella San Martino per svoltare decisamente a destra e salire ad Alpicella (403 m). Da qui si prosegue lungo la strada, via via pių stretta e ripida ma sempre asfaltata, che con lungo percorso e molti tornanti raggiunge i grandi ripetitori posti sulla sommitā del Monte Bčigua (1286 m). In presenza di neve, condizione che rende consigliabile la gita, conviene lasciare qui l'auto, perchč pių avanti č facile trovare pericolosi tratti ghiacciati.
Avvicinamento Si segue verso Est la strada asfaltata che, dapprima con una breve salita e poi in moderata discesa, si dirige verso l'ampia depressione di Prato Rotondo. Con la neve č consigliabile non seguire la strada (possibili tratti ghiacciati), ma procedere sul suo bordo destro, in uno splendido bosco di conifere in vista del mare. Con percorso sempre in discesa, per niente faticoso, si procede in un ambiente molto caratteristico per via del forte contrasto della neve con il mare, vicinissimo: giā solo queste insolite vedute giustificano la gita! Pių in basso si attraversa la strada e si prende la traccia di una carrareccia a monte, che in breve conduce alla radura di Prato Rotondo (1110 m, h 0,40 dal Monte Bčigua): sul margine della stessa, presso il deciso tornante con cui la strada asfaltata inizia la sua ripida discesa verso il villaggio di Piampaludo, sorge un caratteristico rifugio-albergo, solitamente aperto anche in inverno. Da qui (vedi anche itinerario Monte Scigučlo) si seguono i segnavia AV (Alta Via dei Monti Liguri) che proseguono lungo lo spartiacque principale verso il lontano Passo del Faiallo. Si attraversa tutto l'ampio ripiano di Prato Rotondo (spesso molto ventoso!) per portarsi poi sul versante meridionale della Cima Frattin (1146 m), ampio dosso dal quale emergono rare roccette. Le tracce pianeggianti passano nei pressi di un curioso lastrone roccioso (a sinistra paretina con palestra di roccia), con spettacolare panorama sulla costa, per poi tagliare una rientranza e portarsi nei pressi di un grazioso rifugio ristrutturato, sempre aperto. Proseguendo in piano, si taglia un ripido pendio (qualche cautela in caso di ghiaccio) e si raggiunge la nuova ampia spianata di Prato Ferretto (bel panorama sul Monte Sciguelo), che scoscende verso Sud con l'articolato versante roccioso della Rocca del Lago (1103 m). Attraversata tutta la spianata, si giunge ad un'ampia sella, aperta alla base del roccioso versante Sud del Bricco Resonāu (1147 m, h 0,30 da Prato Rotondo). Qui si trova un crocevia di sentieri: si abbandona l' AV (a sinistra) diretta al Passo del Faiallo, il (a destra) diretto a Sciarborasca nonchč il sentiero che rimonta, sempre verso destra, la cresta di Cima Fontanaccia verso la vetta del Rama, per proseguire dritti, seguendo il segnavia = che scende in un boschetto nella testata del Vallone del Rio di Lerca. Con tortuoso percorso nel bosco la traccia perde sensibilmente quota, portandosi nella conca racchiusa fra il versante Nord del complesso Rama-Fontanaccia e lo spartiacque principale, dominato sul versante opposto dal roccioso Monte Argentča (1083 m). La traccia conduce in breve ai ruderi della Casa Carbonëe (943 m, h 0,20 dal bivio). Si abbandona a questo punto il segnavia = (diretto a Sant'Anna di Lerca) per seguire a destra una traccia (segnavia A) che taglia in piano i pendii boscosi alla base delle rocce ed inizia poi a traversare in salita verso il Passo del Camulā. Dopo una decina di minuti circa si taglia l'ampio canale Nord (ben individuabile perchč prosegue, seppur con maggior vegetazione, anche verso il basso) che in alto si insinua fra la bastionata rocciosa. Si prosegue lungo il sentiero, che aggira uno speroncino in lieve salita e poco oltre traversa la base di un pendio arbustivo, sopra il quale si indovinano le linee delle goulotte. Attacco.
Descrizione della via Si rimonta il pendio cercando il passaggio migliore fra gli arbusti (ma un passaggio non c'č, per cui bisogna rassegnarsi a ravanare). Poco pių in alto, in corrispondenza di uno sperone roccioso, si rimane a sinistra, giungendo alla base di una appena accennata strozzatura, che si passa facilmente un po' a sinistra (II°, molto facile). Si prosegue lungo il pendio, che si fa ripido (45°) e che conduce all'imbocco della goulotte vera e propria (albero a destra per fare sosta).

1 - Si entra nello stretto canalino, racchiuso fra due costoni rocciosi. Dopo una ventina di metri il solco č sbarrato da un grosso blocco incastrato: si supera il passaggio in spaccata (III°+) e si sosta su albero appena sopra (30 m);

2 - Si risale un altro tratto di canalino, ripido ma facile, fino ad uno slargo, da dove si scala un altro saltino delicato (III°). Sosta appena sopra, un po' precaria (30 m);

3 - Si prosegue per un altro tratto di canale, ancora ripido ma facile, e si sosta su un grosso alberello al centro dello stesso (15 m);

4 - Ancora lungo il canale, sempre facilmente ma in bell'ambiente, fino ad un salto roccioso che lo chiude in alto (sosta su albero, 30 m abbondanti);

5 - Si attacca l'evidente camino a sinistra (un po' precario se non in ottime condizioni, III°+, tiro chiave) che consente di raggiungere una forcellina sul filo dello sperone di sinistra, presso un gigantesco masso appoggiato (sosta su spuntone, 30 m);

Si supera ancora un facile gradino a destra del masso (II°) e si esce su una specie di cengia con fastidiosi arbusti. Si traversa a sinistra, alla base delle rocce, cercando il passaggio migliore fra i rami, fino ad un piccolo anfiteatro alla base di una bella parete rocciosa. Superata una placchetta (3 metri, II°+) si aggira la parete a destra e si rimonta un largo canale con arbusti. Conviene tenersi, in questo primo tratto, addossati alle roccette di sinistra, dove il fondo del canale č un po' pių pulito. Quando la pendenza diminuisce, si entra di prepotenza nel bosco intricato e si raggiunge, per fortuna piuttosto velocemente, la linea di cresta. Seguendola brevemente verso sinistra, si giunge in fretta alla ben visibile croce di vetta (h 2,30 dall'attacco). 

Discesa: si segue il ben marcato sentiero (spesso innevato solo a tratti) che percorre tutta la dorsale di cresta e, aggirata a meridione la cupola di Cima Fontanaccia, scende nuovamente al crocevia presso Prato Ferretto (h 0,15 dalla cima). Di qui nuovamente al Monte Beigua (h 1,00).

Tempo totale h 5,30 (h 2,30 per la goulotte)
Difficoltā AD+, passi su misto di III°+
Dislivello 150 m circa la goulotte, poco di pių il dislivello totale
Attrezzatura casco, ramponi, piccozza, corda, cordini, nut e friend
Ultimo sopralluogo marzo 2010
Commenti

Salita di soddisfazione, molto interessante, in un ambiente quanto mai particolare per questo genere di itinerari. Non facile trovare le condizioni giuste: con troppa neve non assestata il terreno diventa assai precario, con poco innevamento per contro si scoprono pendii e rocce erbose tutt'altro che rassicuranti ... Ma in condizioni ottimali č sicuramente una salita da ricordare!