Monte Reixa 1182 m - Canale Malanotte dx

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000 - FOGLIO 16

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica Il Monte Reixa (1182 m) è una massiccia montagna posta all'estremità orientale del Gruppo del Beigua, immediatamente sopra il Passo del Faiallo. Il suo profilo massiccio, inciso da diversi canali spesso in inverno nevosi, fa da classico sfondo all'abitato di Voltri. Il versante sud est del Reixa, in particolare, è solcato da un lungo e sinuoso solco, chiamato dai locali "Canale Malanotte", percorso da un pittoresco rio che forma belle cascatelle, e che da poco sopra le case di Sambuco (387 m) sale direttamente ai pendii sotto la cima del Reixa. La parte superiore di questo solco, con buon innevamento, è sovente disceso con gli sci dagli scialpinisti genovesi. Qui viene proposta una salita consigliabile a fine stagione, quando i canali della sponda destra orografica (Canale Nord Est del Bric Saiardo, Canalino Quotazero), sicuramente più interessanti, sono ormai scoperti. Il Canale Malanotte di Destra, dalla conca a metà circa del Canale Malanotte, sale rettilineo fino alla sommità del Monte Reixa, con un percorso piacevole e non eccessivamente ripido, se si esclude la prima parte, che raggiunge i 45° per un breve tratto. 
Punto di partenza Genova Voltri (uscita della A10 Genova-Ventimiglia): dall'autostrada si procede sul lungomare a destra (direzione Savona) fino all'estremità occidentale dell'abitato. Qui si imbocca a destra Via delle Fabbriche, che risale la Val Cerusa. Superata la frazione Fabbriche, si procede verso Fiorino per prendere poi una diramazione a sinistra che scende brevemente e poi risale fino alla chiesa del minuscolo paesino di Sambuco (387 m, piccolo parcheggio).
Avvicinamento Si prosegue lungo la strada asfaltata, in ripida salita, fino ad un piccolo spiazzo dove questa finisce: superato un rudimentale cancello, si prosegue lungo una carrareccia pianeggiante che si inoltra nel selvaggio avvallamento del Rio Gava. Dopo poche centinaia di metri però la si abbandona per imboccare un evidente sentiero a destra (cartello "Passo Gava") che taglia una piccola pietraia e si inerpica poi nella fitta macchia. Dopo una decina di minuti si abbandona anche questo sentiero per seguire una ripida traccia a destra (ometti poco visibili) che sale per la massima pendenza l'erto pendio. Con qualche tornante la traccia si porta su di un dosso, da dove appare evidente tutto il Canale Malanotte. Con semicerchio verso destra, la traccia taglia un ripido pendio roccioso e scende in breve sul fondo del canale, in prossimità di un bel laghetto con cascatella (h 0,30). Normalmente, a questa quota è molto difficile trovare neve, per cui di solito si prosegue presso il fondo del canale o, meglio, lungo la sua sponda sinistra (destra orografica) per massi, roccette, erba ed arbusti finchè non si incontra la neve (h 0,45 - 1,00 da Sambuco a seconda delle condizioni).  
Descrizione della via Calzati i ramponi, si segue grosso modo il fondo del canale, per massi e piccoli salti: se le condizioni facessero si che sul fondo emerga l'acqua del rio, allora conviene procedere per la sponda sinistra del canale, per ripidi pendii e scarse rocce. Si raggiunge così un'ampia conca con qualche albero, alla base dello sperone del Bric Saiardo. Si scende a questo punto ad attraversare il ruscello e si risale dalla parte opposta un breve solco percorso da un piccolo rio che conduce all'attacco del canale, rinserrato fra sponde rocciose (possibili accumuli di slavine, h 1,30 circa da Sambuco).

Si risale il conoide del canale, affrontando un primo tratto alquanto ripido (40° circa). Entrati nel canale vero e proprio, si sale a destra il ripido pendio che ne costituisce la sponda, superando con attenzione il tratto più erto (circa 20 m a 45°). Si prosegue poi lungo il solco, che si fa via via più largo ed agevole. Tagliato il sentiero che unisce il Passo della Gava col Passo del Faiallo, si prosegue per la parte superiore del canale, con bellissime vedute sulle rocce del Bric Saiardo e sul porto di Voltri, fino a che il canale non si perde nell'uniforme pendio superiore. Scavalcato un dosso roccioso, si prosegue per gli ultimi mammelloni nevosi che portano in cresta, a poca distanza dal piloncino sull'anticima est del Reixa (a destra). Seguendo l'ampio spartiacque verso sinistra, si giunge in pochi minuti alla madonnina sulla vetta del Monte Reixa (1182 m, h 1,00 dall'attacco). Panorama superbo!

Discesa: si segue in discesa l'evidente sentiero contrassegnato con una X (vedi anche itinerario Monte Reixa) fino all'ampia sella del Passo della Gava (752 m, h 0,40 dalla cima). Di qui si scende per vaghe tracce (all'inizio si trovano anche dei segnavia, che però spariscono più in basso!) nel selvaggio vallone del Rio Gava (est). Superato un primo boschetto, si scende decisamente senza tracce per erti pendii erbosi verso il rio, poi, incontrata nuovamente una traccia segnata, si prosegue ancora alti rispetto al fondovalle, superando alcuni canalini ed un tratto su un'aerea cengia rocciosa, fino a scendere alla confluenza fra il Rio Gava ed il Rio Malanotte. Seguendo il sentiero, ora comodo, si ritorna al bivio dell'andata e di qui nuovamente a Sambuco (h 0,40 dal passo).  

Tempo totale h 4,00
Difficoltà F
Dislivello 750 m circa
Attrezzatura ramponi, piccozza, casco
Ultimo sopralluogo marzo 2010
Commenti

Periodo consigliato: quando c'è neve

Salita molto facile ma panoramica ed interessante per via del grande contrasto fra l'ambiente innevato (molto selvaggio) e lo sfondo del mare. Per effettuare la salita occorre "monitorare" attentamente lo stato di innevamento: di solito, il periodo in cui si trovano le condizioni giuste è molto breve, e va sfruttato!