Sentiero dell'Ingegnere

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CARTINA CONSIGLIATA: F.I.E 1:25.000, FOGLIO SV-1

Punto di partenza

Arenzano (uscita della A10 Genova-Ventimiglia): dal casello, si prende verso destra l'Aurelia per Cogoleto ma, appena la strada inizia a scendere, si imbocca una stradina a destra. Una breve discesa porta ad attraversare la zona industriale all'inizio della Val Lerone, poi seguendo il torrente si supera un'agritur e, superato un ponte, si parcheggia presso un tornante in località Motta, poco prima delle prime case sparse di Campo (100 m circa, paline segnaletiche).

Descrizione Si segue la carrareccia che parte dal tornante, dapprima in leggera salita accanto ad alcune case, poi oltre un ripiano pianeggiante nel bosco. Si attraversa una radura prativa (Cian da Nave), quindi si prosegue nel bosco di fianco al Rio Lerone, fino ad un caratteristico ponte in pietre e legno che lo attraversa a destra. Si supera il ponte e si seguono i segnavia rossi dall'altra parte, mentre risalgono con alcuni tornanti la sponda opposta, fra prati e macchie boscose. Si intercetta il sentiero proveniente dalla frazione Terralba, che va seguito verso sinistra: il comodo sentiero riprende il suo andamento pianeggiante, ora alto sulla sinistra idrografica del torrente. Sull'altro lato della valle le ardite strutture rocciose dell'Erbìn rendono il paesaggio quanto mai selvaggio e severo. Proseguendo lungo il sentiero, si assecondano i dentro e fuori di alcuni valloncelli laterali e si raggiunge infine, costeggiando un antico acquedotto, il pittoresco Ponte Negrone (176 m, h 0,30). Il ponte, molto antico, attraversa una profonda gola rocciosa, proprio nel punto in cui si uniscono i corsi dei torrenti Leone (a destra) e Negrone (a sinistra) per formare il Lerone. Anticamente, da qui iniziava il lungo acquedotto che portava l'acqua potabile ad Arenzano (il ponte è costruito su "due piani", con quello inferiore coperto ed originariamente destinato a convogliare le acque, sul modello degli acquedotti romani). Superato il ponte, da cui si possono vedere interessanti "marmitte dei giganti", si prosegue a destra, seguendo il segnavia  I : da qui infatti si origina il "Sentiero dell'Ingegnere", percorso recentemente riattato che ricalca un tracciato di fine '800 costruito per i lavori, mai portati a termine, di captazione delle fonti della zona per portare acqua potabile ai centri costieri. Il sentiero inizia a salire, dapprima con pendenze moderate di fianco al Rio Negrone, poi più ripidamente, alla base di curiose formazioni rocciose. Attraversato il rio più a monte verso sinistra, un'altra breve salita nel bosco conduce ai piedi della selvaggia gola del Rio Cu du Mundu: segnavia bianchi indicano il percorso di risalita nella gola, riservato comunque ad alpinisti esperti (passaggi di III° grado). Oltre lo sbocco della gola, il sentiero inizia a risalire, con lunga serie di tornanti, la ripida Costa del Mo, fra rocce e boschi. Lasciata a destra una diramazione segnalata C5, si prosegue a sinistra lungo il segnavia  I . Si lascia poco dopo il segnavia C5, in salita a destra, e si prosegue in leggera discesa a sinistra, alla base di alcune paretine rocciose fra gli alberi. Si giunge così allo sbocco superiore della gola del Rio Cu du Mundu, dove questa si allarga in un vallone ampio ed erboso. Ammirato il rio che, con pittoresche cascatelle, si getta nella sottostante forra, lo si attraversa su pietre e si prosegue dall'altra parte, in un bel bosco di pini. Si doppiano alcuni costoni, con belle vedute sulla zona della Gava e su Arenzano, con saliscendi non troppo faticosi. Risalito un tratto ripido a guisa di scalinata, si supera un colletto passando fra alcuni arditi spuntoni rocciosi e, discesi dall'altra parte, si taglia un altro rio (Rio Giasse de Vacche) che precipita con una bellissima cascata sul sentiero (fonte nei pressi, alcuni metri intagliati nella roccia). Proseguendo per aperti pendii, fra cespugli e macchie di pini, si taglia alla base la Costa dell'Erbìn e, superato un altro rio, si raggiunge uno spartano ricovero (Ricovero Giazubellu, 360 m). Seguendo ancora i segnavia  I , si giunge ad incrociare il segnavia    della "diretta" al Monte Argentea. Trascurando la sua prosecuzione a destra (vedi itinerario Traversata Campo - La Collettassa - Segage), si continua in piano o leggera discesa e si esce sulla carrareccia che percorre la sinistra idrografica della valle del Rio di Lerca. Seguendola verso sinistra, in ripida discesa (segnavia ) si arriva con diversi tornanti alle case di Campo (130 m). Scendendo per alcuni tornanti lungo la strada asfaltata, nuovamente al punto di partenza (h 2,00 dal Ponte Negrone).    
Tempo totale h 2,30 circa
Difficoltà E
Dislivello 350 m circa
Ultimo sopralluogo aprile 2010
Commenti Periodo consigliato: primavera e autunno

Bel giro, poco faticoso ed interessante per l'ambiente solitario e severo. Durante il percorso si incontrano numerosi corsi d'acqua, alcuni molto pittoreschi, con fonti, cascate e rocce levigate. Bei panorami verso la costa di Arenzano.