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| Storia
Alpinistica |
La Rocca di
Perti (397 m) è un imponente complesso calcareo che si erge fra la Val
Porra ed il Vallone della Valle, nell'immediato entroterra di Finale
Ligure. I settori interessanti alpinisticamente sono il versante
Ovest e la parete Nord, su cui sono concentrati moltissimi
itinerari d'arrampicata. "Antica Osteria" (E. Berrutti, G.L.
Grillo, L. Pizzorni, M. Rivarola, febbraio 1982) si sviluppa sulla Ovest,
nel settore settentrionale destro. E' una via di placca, che pur non
raggiungendo difficoltà estreme richiede comunque già una buona tecnica
di piedi ed un po' di esperienza. Poco frequentata: chiodatura
recentemente rinnovata, essenziale ma sicura, nel gennaio 2010 da L.
Pizzorni, uno degli apritori. Nell'occasione, sono stati anche attrezzati
ulteriori 2 tiri in alto che hanno consentito un più omogeneo
collegamento con l'ultimo tiro del Pilastro
Josephine rispetto al passato. |
| Punto di partenza |
Final Borgo,
da dove si prende la strada per Calice Ligure fino a Perti. Ad un cartello,
sulla destra, con l'indicazione Perti Alto, si segue la
stretta, ripida strada, che raggiunge la piccola frazioncina. Rimanendo
alta, la stradina passa accanto alla Chiesa dei Cinque Campanili e,
rasentando gialle pareti prima, ed inoltrandosi poi nella pittoresca,
boscosa valletta di Montesordo, raggiunge il piccolo parcheggio di Montesordo. |
| Avvicinamento |
All'estremità
sinistra del parcheggio (cartello per Rocca di Perti) si prende un
sentiero, all'inizio un po' incerto, che inizia a salire con pendenza
sostenuta nel fitto bosco. Raggiunta più in alto la traccia che aggira
tutta la rocca, la si segue verso destra: raggiunta la base dello spigolo
Nord (deviando a sinistra si raggiunge in pochi passi l'attacco di "Gioco
Gioco"), si prosegue in leggera discesa alla base delle imponenti
placconate della parete Ovest. Si lasciano a sinistra le tracce di
attacco della "Mariangela"
e, più avanti, de "Il
Vecchio". Si prende poi una traccetta a sinistra, che si avvicina
alla parete ed esce presso uno slargo della vegetazione, in corrispondenza
di una fessura verticale (pochi metri a
sinistra, sulla placca, si notano alcuni spit e la scritta "CARMEN
RUSSO" ormai semi cancellata). Attacco (h
0,15 dal parcheggio). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 7
tiri di corda: 1 - Si attacca
la fessura (utile un friend medio), prima direttamente, poi spostandosi leggermente a destra (5a).
Si risale la placca superiore, liscia e molto delicata (5c) fino
giungere sotto uno strapiombo giallo. Si traversa a destra (5b)
fino ad un grottino di roccia rossastra, dove c'è la sosta (chiodo e
spit).
2 -
Si continua a traversare per alcuni metri a destra, molto espostamente,
fino ad una lama staccata. Si monta sulla lama, e si sale direttamente
verso l'alto (5c sostenuto, 3 spit). Si esce su una placca più facile (5b), sulla quale si
traversa (eventualmente sicura su un alberello) fino ad ulteriore spit, da
dove si sale di nuovo verticalmente (5b). Si risalgono direttamente le placche soprastanti (5a)
fino ad una piccola cengia alla base di una fessura verticale (sosta su
chiodo + resinato).
3
- Si risale
la fessura (difficile, 5c impegnativo, diversi resinati), e se ne
esce in alto a sinistra, per risalire un ultimo breve pilastrino (4c)
che
porta sulla comoda cengia alberata dove, oltre una vecchia sosta a cordoni
su un alberello, sono i due spit di sosta.
Opzione
A - A questo punto, un'opportunità è quella di traversare
lungo la cengia alberata verso destra (molto fastidioso per l'abbondante
vegetazione) fino ad incrociare il tracciato della "Simonetta"
a metà del 3° tiro, e di qui proseguire verso la vetta per la stessa
Simonetta o per il più impegnativo Pilastro
Josephine. 4
- Dalla sosta
all'inizio della cengia alberata si sale direttamente verso l'alto, lungo
una traccia da poco ripulita. Appoggiando leggermente a destra, si arriva
alla base di una breve placca rocciosa, che si risale fino ad un piccolo
ripiano (3b). Opzione
b - più recentemente era stata individuata una ulteriore
alternativa di collegamento con la "Simonetta": dal
ripiano si sale a sinistra un brevissimo diedrino (2a) e,
per una traccia tra gli alberi, si sale ad un comodo ripiano davanti
all'ingresso di una caratteristica grotta forata. Si entra nella grotta,
che compie una decisa curva a destra e sbuca (con un saltino di poco più
di un metro) su una cengia alberata. Si segue la cengia verso sinistra
fino ad un ripiano ai piedi di uno sperone: si monta per facili roccette
direttamente verso l'alto fino ad un successivo pianerottolo, ai piedi di
un piccolo anfiteatro di strapiombi. Rimontando il facile speroncino a
destra (clessidre e alberi per sicura, 3a) si raggiunge comodamente
la sosta all'inizio del 5° tiro della "Simonetta": di qui è
possibile proseguire lungo la stessa via o, scendendo di una quindicina di
metri a destra per sentierino, raggiungere l'attacco del "Pilastro
Josephine". 4bis
- La nuova tracciatura, dal piccolo ripiano traversa a destra alla base di
una pancetta rocciosa (resinato) e risale poi un diedrino formato da
alcuni massi staccati (3a), uscendo sulla cengia alberata presso
l'uscita della grotta forata, che si lascia a sinistra. Si prosegue lungo
la cengia verso destra per circa 5 metri, e si sosta presso alcuni
alberelli, ai piedi di una grande placca dove si vedono un chiodo ed
alcuni resinati. 5
- Si raggiunge la base della placca per una cengia diagonale verso destra:
il primo passaggio, all'altezza del chiodo, è tecnico ed impegnativo (5c),
poi si prosegue più facilmente (5a) prima per una placchetta, poi
per una serie di gradini a lame (4c). Aggirato sulla sinistra un
primo strapiombino, si giunge alla base di un muretto aggettante: il suo
superamento diretto prevede un passo di 6b o 6a/A0 (ben
protetto), altrimenti si può traversare alla sua estremità destra (dopo
aver rinviato) e risalire più facilmente una placca verticale con piccola
fessurina (5c) che riporta a monte del tetto. Di qui si prosegue
per una serie di placche biancastre, verticali ma meno impegnative (5c)
fino ad uscire sulla grande terrazza alla base degli ultimi due tiri della
"Simonetta"
(eventuale alternativa, sosta su alberi); 5bis
- Si raggiunge la base della parete, quindi si traversa per alcuni metri a
destra fino alla base di una evidente nicchia, oltre la quale si vede un
nuovo resinato (sosta su alberi, sentiero); 6
- Si rimonta la paretina sul bordo destro della nicchia (4b) poi si
rimonta la soprastante placca (5a) e si risale per alcuni gradoni (4b/4c)
fino alla base di un'evidente lama diagonale (resinato). Si risale tutta
la lama, da sinistra a destra (nessun chiodo, possibilità per l'uso di
friend medi e grandi) fino ad una cengia. La si segue verso destra e si
raggiunge l'ultima sosta del Pilastro
Josephine. Da qui si raggiunge la vetta seguendo quest'ultima via (5b/5c). |
| Tempo totale |
h
3,00 circa |
| Difficoltà |
TD
(6b o 6a/A0 max, 5c obb.) |
| Dislivello |
200
m circa |
| Attrezzatura |
12
rinvii, cordoni, alcuni friend, corda da 70 m, casco |
| Ultimo sopralluogo |
maggio
2010 |
| Commenti |
Periodo consigliato: tutto l'anno
Bella via molto interessante,
specie perchè poco frequentata nel panorama del "luna park" di
Perti! Placche tecniche e delicate, chiodatura sufficiente ma non "da
falesia", roccia splendida: cosa state aspettando? Con la nuova
tracciatura dei tiri superiori, poi, si è realizzato un itinerario veramente
ambizioso e di grande
soddisfazione! Da non perdere! |
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