Sass de Mesdì 2301 m

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Moena (1139 m), raggiungibile dall'uscita Egna – Ora della A22 del Brennero attraverso il Passo San Lugano, Cavalese e la Val di Fiemme. Prima di raggiungere l'abitato si imbocca la nuova circonvallazione seguendo le indicazioni per il Passo San Pellegrino e la telecabina dell'Alpe Lusia. Poco prima di raggiungere la stazione di partenza dell'impianto, in località Pian Confolin (1298 m), si imbocca una stradetta sulla destra ove si lascia l'auto.
Descrizione Tralasciata subito la carrareccia di destra, ci si dirige verso il Rifugio La Rezila (tabelle); si sale con una buona pendenza lungo la strada dal fondo ghiaiato trascurando un primo bivio con un sentiero diretto alla stazione a valle delle cabinovia. Oltre qualche tornante, la strada attraversa la pista del comprensorio sciistico di Moena per poi rientrare nel bosco: si supera una fontana e si giunge ad una biforcazione (tabelle). Allungando un poco il percorso, si tralascia il ramo di sinistra, che porta direttamente alla stazione intermedia degli impianti di risalita e al Rifugio Valbona, per continuare lungo il ramo di destra fino a raggiungere la costruzione del Rifugio La Rezila (1761 m, h 1,30). Proprio di fronte al rifugio stacca una bella traccetta segnata che, praticamente in piano, conduce nuovamente verso le piste del Lusia. Oltre una piccola baita, si attraversa una prima pista, si rientra nel bosco attraversando un rio, e si esce di nuovo in campo aperto intercettando la carrareccia diretta al vicinissimo e panoramico Rifugio Valbona (1810 m, h 0,30 da La Rezila). Di fianco al rifugio e dietro alla stazione di partenza dello skilift del campo scuola, una tabella indica la direzione da seguire: si risale brevissimamente la pista per poi entrare nel bosco (segno bianco-rosso su due abeti sulla destra). Per buon sentiero e quasi in piano si traversa in direzione delle pareti del Sass da Mesdì fino a che la traccia non comincia a salire con più decisione. Con regolari zigzag, che attenuano un poco la ripidezza del sentiero, si sale lungo il fianco orientale del monte: lambita una colata di ghiaie, si passa presso i primi affioramenti di roccia fino ad arrivare sulla panoramicissima cresta in prossimità dei resti di un costruzione, probabilmente risalente alla guerra. Con un ultimo strappo, sempre su buon sentiero, si è in breve alla scarna croce di vetta del Sass da Mesdì (2301 m, h 1,00 dal Rifugio Valbona). Il luogo è aperto, poco affollato e molto panoramico e dalla vetta lo sguardo spazia ad abbracciare tutte le principali cime delle valli di Fassa e di Fiemme: dal Catinaccio al Latemar, fino al tutta la Valle di San Pellegrino. Proseguendo, occorre percorrere tutto l'ampio ed erboso crestone del monte con itinerario panoramico e pianeggiante perdendo quota solo nell'attraversamento della Forcella de Valbona: oltrepassatala e risalito brevemente il fianco del Col de Poza (da qui raggiungibile con brevissima digressione), si ricomincia a traversare in costa oramai in vista della vicina Forcella di Pozil. Nuovamente sulla cresta, la si abbandona dopo pochissimo scendendo con un brusco tornante a destra (ometto in basso – trascurare quella che sembrerebbe la logica prosecuzione del sentiero): si perde quota avvicinandosi al fondovalle della Val de Pozil fino ad intercettare il sentiero proveniente dall'omonima insellatura, si piega quindi a sinistra e in breve si raggiunge la forcella (2144 m, h 1,00 dal Sass da Mesdì). Si scende ora per una sorta di canalone e, dopo avere attraversato una zona ricolma di grossi massi provenienti dai soprastanti pendii del Viezzena, si intercettano le piste da sci e la carrareccia a servizio delle stesse. Nuovamente in salita, ci si dirige verso la stazione a monte della cabinovia (Le Cune – 2272 m) e da qui, sempre lungo le piste, si scende fino ad arrivare alla bella costruzione del Rifugio Passo Lusia (2055 m, h 0,30). Proprio dietro il rifugio stacca la mulattiera (tabelle) che riconduce al Rifugio La Rezila e da qua, lungo il medesimo itinerario seguito all'andata, alla macchina (h 1,30).
Tempo totale h 6,00 - 7,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 1200 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2010
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Periodo consigliato: giugno - ottobre

Facile ma remunativo giro ad anello che permette di salire su una cima relativamente poco frequentata ma che offre uno spettacolare panorama su tutte le principali montagne della Val di Fassa.