Traversata del Ciamin

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Passo Nigra (1688 m), raggiungibile dall'uscita di Bolzano Nord della A22 del Brennero risalendo la Val d'Ega fino a Carezza, poco sotto il Passo di Costalunga, per proseguire poi lungo la pittoresca strada che taglia tutte le pendici del Catinaccio. Dal passo si scende in Val di Tires fino alle porte dell'abitato di San Cipriano: qui, presso un tornante, un cartello indica una diramazione asfaltata che conduce in breve ad un piccolo parcheggio (1200 m circa).
Descrizione Si imbocca la comoda carrareccia (sbarra, segnavia n° 3) che taglia in moderata salita con ampio semicerchio gli splendidi prati punteggiati di baite, traversando tutto il versante meridionale della boscosa Cresta del Ciamin. Doppiato lo sperone della cresta, la strada si immette nella parte bassa della selvaggia Valle del Ciamin, alta sul fondovalle dove sorgono i fabbricati di Bagni di Lavina Bianca, frazione di Tires. Entrata in un fitto bosco, la carrareccia riceve da sinistra il sentiero proveniente dalla Malga Ciamin, dopo di che raggiunge una radura con steccati: si abbandona qui la strada, che sale a destra, per prendere la mulattiera pianeggiante che si avvicina al rio e poco dopo lo supera su un ponticello. Il sentiero, con pendenza un po' più accentuata, risale ora il versante sinistro della valle, ai piedi delle imponenti e selvagge pareti rocciose che costituiscono il versante meridionale dello Sciliar (Dorsale delle Hammerwand). Oltrepassata un'altra piccola radura, dalla quale appare l'imponente testata della valle, un altro comodo tratto nel lussureggiante bosco consente di raggiungere una terza, più ampia radura: qui sorge una splendida malga tra verdissimi prati, e le imponenti guglie del Principe e di Valbon fanno da sfondo ai cavalli al pascolo (1608 m, h 1,15). Da qui in poi il sentiero si fa più ripido, mentre risale rettilineo il fitto bosco alzandosi gradualmente sul versante sinistro della valle: ogni tanto, tra gli alberi, appaiono belle vedute sul versante opposto, con la lunga e selvaggia Cresta del Ciamin solcata dai solitari avvallamenti della Grande e Piccola Valbon. Si raggiunge così la testata della Valle del Ciamin, presso grandi conoidi di ghiaie ricoperti di fitti mughi, dove questa si divide nei due rami principali del Buco dell'Orso (Barenloch, a sinistra) e del Vallone del Principe (Grasleitental, a destra). Al bivio (cartelli) si prende il sentierino di sinistra (segnavia n° 3) che risale fra fitti mughi un selvaggio valloncello dominato da incombenti quinte rocciose. Con una lunga serie di tornanti, la traccia prende rapidamente quota, supera poi il rio e continua a salire sul versante opposto, per erti prati. Raggiunta la testata del valloncello, il sentiero si insinua tra le rocce, in un ambiente affascinante di canali e pareti (da un angusto canalone a sinistra scende con belle cascatelle un pittoresco rio) e, con l'aiuto di alcuni pioli e delle corde fisse, consente di raggiungere con tutta facilità la sommità del gradino roccioso, sbucando sui magnifici prati alla base della Cresta di Terrarossa. Incrociato il largo sentiero proveniente dal Rifugio Bolzano allo Sciliar, lo si segue brevemente verso destra fino al ben visibile Rifugio Alpe di Tires (2438 m, h 3,00), posto poco al di sotto dell'omonima larga insellatura che immette alla testata della Val Duron. Si apre la vista sul Sassolungo e sulle cime gardenesi delle Odle: proprio di fronte incombe la grandiosa bastionata del Molignon. Si attraversa dunque l'ampia sella per imboccare l'evidente sentiero segnato che risale per alcune placche la bastionata rocciosa che la domina (corde fisse, facilissime), fino ad uscire sui dossi arrotondati che, con poco faticoso percorso a saliscendi, conducono al valico Nord del Passo del Molignon (2598 m, h 0,35). Trascurata la diramazione a sinistra per il Molignon di Fuori (2781 m) e la Via Ferrata Laurenzi, si taglia in piano una conca detritica fino al vicino valico Sud del Passo del Molignon (2601 m, h 0,45), aperto fra il Molignon di Mezzo (2852 m) e la Cima di Fuori del Principe (2698 m). Imponente veduta sul fronteggiante Passo Principe, su Croda dei Cirmei, Testone del Lago, Catinaccio d'Antermoia e Cime di Valbon. Si scende ora nel lungo e ripido canale, per comoda traccia di sentiero, che consente di raggiungere velocemente il fondo detritico della selvaggia ed opprimente Conca del Principe, dominata da altissime pareti fra cui si insinuano impressionanti canali di ghiaccio. Trascurata la traccia che risale i contrapposti ghiaioni verso il Passo Principe e l'omonimo rifugio, si prosegue in discesa nel selvaggio vallone, che ora si fa angusto e precipita a guisa di forra. Tagliando i pendii prativi sospesi sul lato destro del vallone, in ambiente veramente particolare e suggestivo, si scende ai magri prati dove sorge il Rifugio Bergamo (2129 m, h 1,20 dall'Alpe di Tires): impressionante l'imponente spigolo della Cima Orientale di Valbon (2705 m), che domina il rifugio e che rinserra un lunghissimo, incredibile canale ghiacciato (Grosse Eiskehle). Dal rifugio si prosegue alti sul fondo impraticabile del Vallone del Principe per coste erbose, si risale ad un poggio (steccato) oltre il quale si scende più decisamente per erba e rado bosco alla base del versante occidentale della Torre del Principe. Si raggiunge così la testata di Valle del Ciamin, dove c'è il bivio per il Buco dell'Orso ed il Rifugio Alpe di Tires: ripercorrendo a ritroso il cammino fatto all'andata, si ritorna al punto di partenza (h 2,00 dal Rifugio Bergamo).    
Tempo totale h 6,30 - 7,00
Difficoltà EE allenati
Dislivello 1500 m circa
Ultimo sopralluogo luglio 2005
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Splendido giro ad anello, che permette di visitare il settore forse meno conosciuto e più selvaggio del Gruppo del Catinaccio. Pittoresca al risalita del Buco dell'Orso, veramente impressionante l'ambiente intorno al Rifugio Bergamo. Nonostante il non trascurabile dislivello, tutto sommato poco faticoso.