Monte Tamèr Grande 2547 m

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI

 

CARTINA CONSIGLIATA

Tabacco scala 1:25.000 – Foglio 025

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - DOLOMITI (DOLOMITI BELLUNESI SETTENTRIONALI)

SCHEDA N.

 

FOTO NOTEVOLI

FOTOPERCORSO

 

PUNTO DI PARTENZA

a) Da Pian di Vedoia (uscita della A27 Mestre-Belluno) si raggiunge Belluno, da dove si risale la Val Cordevole fino ad Àgordo (611 m, 38 km da Pian di Vedoia). 

b) Da Egna-Ora (uscita della A22 del Brennero) si sale a valicare il Passo di San Lugano, da dove si entra in Val di Fiemme. Si risale la valle fino a Predazzo (1011 m, 37 km da Egna-Ora), quindi si prosegue nella bassa Val di Fassa fino a Moena (1139 m, 47 km da Egna-Ora). Qui svolta a destra e si sale fino al Passo di San Pellegrino (1919 m), da dove si discende interamente la Valle del Biois fino a Cencenighe Agordino (773 m, 32 km da Moena). Si scende lungo il Cordevole fino ad Àgordo (611 m, 9 km da Cencenighe).

 

Da qui si svolta a destra (a sinistra se si proviene dal Passo San Pellegrino) e si raggiunge La Valle Agordina, proseguendo poi verso il Passo Duran

Si lascia l’auto poco prima del passo stesso, nei pressi di un grande curvone (ampio spazio per parcheggiare, 1500 m circa, 11 km circa da Àgordo).

 

ITINERARIO

Dalla piazzola di parcheggio, tabelle con indicazioni per "Tamèr e San Sebastiano" invitano a scendere verso il greto del torrente ma, una volta raggiunta l’acqua, i segni e le tracce misteriosamente svaniscono, probabilmente perché, alla data del sopralluogo, il rio era vistosamente ingrossato dalle recenti piogge. 

Meglio, allora, seguire per pochi metri la ben visibile traccia del sentiero n° 543 fino a che una tabella segnaletica invita a deviare a sinistra verso un bel boschetto. Una volta attraversatolo, se ne esce e si è in breve in vista del torrente: questo scorre in una valletta molto ripida, che occorre risalire con percorso faticoso e che a tratti costringe a superare brevi saltini di rocce (facili - grado). Mentre si guadagna velocemente quota, alle nostre spalle il panorama si allarga sempre di più, regalando una fantastica vista su numerosi "giganti" dolomitici, primi fra tutti Moiazza e Civetta, ma anche le Pale di San Martino colla guglia dell’Agnèr in primo piano. Più oltre, nei pressi di una bella cascatella, si attraversa una prima volta il torrente e lo si risale sulla sinistra per belle placconate rocciose; tratti di sentiero, comodo ma sempre ripido, si alternato a piccoli salti di roccia che costringono ad usare le mani. 

Traversato altre due volte il rio, si esce alfine nell’ampio vallone ghiaioso del Van di Caleda (h 1,00 circa); lo si rimonta fino a portarsi all’inizio della grande colata di ghiaie e si devia a destra, sulla traccia segnata, trascurando la traccetta che prosegue diritta verso la fronteggiante Forcella di San Sebastiano. Si risale un costone erboso e si percorre la cresta di un panoramico dosso detritico fino a che alcune tabelle, poste sotto le pareti della cresta sud del San Sebastiano, invitano a deviare decisamente a destra. Per traccia abbastanza ben marcata e non eccessivamente ripida, ci si dirige in direzione della Forcella la Porta (2326 m, h 0,45 circa). 

Da qui occorre tralasciare la traccia segnata, che scende nel sottostante Vant de le Forzèle, e seguire i bolli rossi che guidano lungo l’ampia Banca del Tamèr, comodo cengione che taglia la parete ovest della montagna. Oltre una rientranza, e dopo avere doppiato un ampio spallone, il percorso di cengia continua fino a sbucare entro al canalone che divide la cima del Tamèr Grande da quella del Tamèr Piccolo (in realtà più alto di ben 3 metri!). 

Per tracce fra ghiaie e sfasciumi, lo si risale brevemente fino ad una paretina fessurata di pochi metri (II°-), ove sono ben visibili i bolli rossi del sentiero. Piuttosto che la paretina, conviene invece salire dalla parte opposta (ometti), superando qualche breve salto tra grossi massi, per poi traversare su ghiaie instabili fino a ricongiungersi alla traccia segnata. Da qui occorre risalire ancora alcuni risalti ghiaiosi e un breve saltino, fino a giungere ad una forcelletta tra un’anticima e la bella placca inclinata della cima principale. Dalla cima del Monte Tamèr Grande (2547 m, h 0,45 dalla Forcella la Porta, ometto) il panorama è completo e circolare, e consente di abbracciare collo sguardo un incredibile numero di picchi e cime. 

Per la discesa occorre ripercorrere l’itinerario di salita, facendo attenzione alla friabilità della roccia; può essere utile uno spezzone di corda, anche se vi sono scarse possibilità per un buon ancoraggio della stessa.

 

TEMPO TOTALE

h 4,00 - 5,00 

DISLIVELLO

1000 m circa 

DIFFICOLTA’

EE  

ULTIMO SOPRALLUOGO

agosto 2008 

PERIODO CONSIGLIATO

giugno - ottobre

COMMENTI

Itinerario non troppo lungo ma abbastanza faticoso, che si svolge in un ambiente di grande bellezza e che, sebbene sia abbastanza frequentato, ha conservato intatti fascino e severità.