Cima di Valsoaro - Montalon

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014

Punto di partenza Passo Manghen (2047 m), raggiungibile dall'uscita di Trento della A22 del Brennero e risalendo la prima parte della Valsugana: giunti a Borgo Valsugana, si risale la bella Val Calamento fino al passo. Oppure, dall'uscita di Egna-Ora si risale la Val di Fiemme fino a Molina, da dove si imbocca la selvaggia Val Cadino che sale al passo.
Descrizione Dal Passo Manghen, si imbocca il sentiero n°322 che, per erba e poi per ghiaie, attraversa le pendici del Monte Ziolera portandosi alla Forcella del Frate (2230 m, h 0,30). Da qui, per un pendio di sassi e magre erbe, si arriva in pochi minuti alla piccola croce di legno posta sulla Cima di Valsoaro (2283 m); ampio il panorama sul sottostante Passo Manghen e sulla verdissima Val Ziolera, nonché sulle cime circostanti dei Lagorai. Tornati alla forcella, si risale per un poco la erbosa cresta del Monte Ziolera fino ad intercettare il bivio col sentiero n° 322 che consente di guadagnare direttamente la Forcella Ziolera, bypassando la salita (comunque consigliabile e remunerativa) alla cima. Si prosegue dunque per buon sentiero e, con pochi saliscendi, si tagliano i pendii sudorientali della Ziolera fino a giungere ad un pianoro in cui si trovano resti di postazioni e trincee (qui arriva anche la traccia proveniente dalla cima). Da qui, con malagevole discesa per pendio terroso e dopo avere superato un facile passaggio attrezzato con fune metallica, si guadagna la Forcella Ziolera (2239 m, h 0,45), posta proprio sopra il bel Lago delle Buse. Sulla sinistra della forcella un ometto di sassi (alto rispetto alla prosecuzione del sentiero diretto alla Forcella della Pala del Becco) invita a risalire la cresta del Montalon; per facili roccette prima ed in seguito per aperti pendii erbosi, si giunge in circa h 0,30 sulla quota 2385 (ometto), anticima posta sull’ampia cresta sommitale del monte. Da qui, sempre seguendo il filo di cresta, con ulteriori h 0,15 di marcia si giunge sulla quota più elevata del Montalon (2435 m – piccolo ometto). La cima è ampia e panoramica, mentre il luogo solitario e poco frequentato invita al relax e alla sosta (meteo permettendo!). Per la discesa, poiché il sentiero n° 322 è ben visibile già dai prati della cima, conviene calare fino alla più bassa depressione di cresta, e quindi scendere liberamente per i prati verso il punto in cui questi cedono il passo a terriccio e sfasciumi. Da qui si arriva in breve al sentiero segnato, nel punto in cui questo transita davanti ad abbondanti resti di baraccamenti e ad un ricovero scavato nella roccia (h 0,20 circa dalla cima). Seguendo a ritroso il sentiero, si ritorna in breve alla Forcella Ziolera da dove il sentiero n° 361 cala verso la conca che ospita il bel Lago delle Buse; dopo un iniziale tratto un poco disagevole, la traccia si innesta su una ampia mulattiera di guerra che aggira a sud, rimanendone sempre un poco discosta, lo specchio d’acqua. Arrivati ad un bivio (tabelle), si riprende la traccia n° 322 che, con qualche saliscendi, transita presso alcuni maestosi esemplari di pino cembro ed arriva alla bella cappelletta scavata nella roccia poco distante dal Rifugio Passo Manghen (h 1,00). Da qui in pochi minuti di nuovo al passo e alla macchina.
Tempo totale h 4,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 650 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2008
Commenti Periodo consigliato: tutto l'anno

Bell’itinerario nella verdissima cornice del Passo Manghen che, colla salita al Montalon, consente di sfuggire all’affollamento cui è soggetto questo angolo dei Lagorai