Moregna - Coltorondo - Valmaggiore

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014

Punto di partenza Predazzo (1011 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero attraverso il Passo di San Lugano e la Val di Fiemme. Dall'abitato si seguono le indicazioni per il Ristorante Miola, dove andrebbe lasciata l'auto (in realtà si può proseguire oltre). Confidando nella buona stella e sperando di non prender multe, si segue la carrareccia fino ad un ponte nei pressi di uno slargo e di una tabella segnaletica. Lasciata qui la macchina, si prosegue sulla destra sempre su carrareccia per sbucare dopo pochissimo nel vasto pratone che dà accesso alla Malga Valmaggiore 1608 m.
Descrizione

Lasciata l’auto nel parcheggio antistante la Malga Valmaggiore, si imbocca una sterrata che risale le pendici boscose della Busa di Slavaci proprio dietro la malga stessa; a tratti si procede su sentiero mentre altrove emergono i resti di un vecchio lastricato militare. Si guadagna progressivamente quota senza che la pendenza diventi mai eccessivamente faticosa, fino a che, poco dopo essere usciti dal bosco, si perviene alla conca in cui si trovano lo Stallone di Moregna (con baito aperto, 2081 m) e, un poco più in basso, l’omonimo lago. Oltre il lago il sentiero, ora chiaramente riconoscibile come vecchia strada militare, compie qualche tornante per risalire il costone erboso soprastante il lago stesso; magnifiche vedute sulla malga, sui verdi pendii del Lusia e sulle pittoresche rocce del Catinaccio e del Sassolungo. Superata poi una prima deviazione che consente di raggiungere il Bivacco Paolo e Nicola con percorso più diretto, il sentiero spiana alquanto nel momento in cui traversa in costa la conca soprastante il Lago delle Trote (raggiungibile con una breve digressione), panoramicamente aperta sopra Predazzo e verso i rocciosi pinnacoli del Latemar. Qui bisogna piegare a sinistra (dritti si prosegue per Forcella Coldosè e il Rifugio Cauriol in Val Sadole) e imboccare il sentierino che risale un valloncello ove si trova il bellissimo Lago Brutto (2207 m), incassato in una conca glaciale tra le pendici della Cima Moregna e del Coltorondo. Si costeggia il lago sul suo fianco sinistro e si risale per una pietraia la testata della valle fino a giungere alla Forcella Moregna (2397 m). Da qui vi è la possibilità di salire facilmente sia alla Cima Moregna, sia sul Coltorondo. La prima si raggiunge con un breve sentierino non segnato e poco marcato, seppur abbastanza evidente; dalla forcella ci si porta verso un evidente dosso erboso salendo lungo una sorta di canalino terroso, quindi ci si sposta un poco più sulla sinistra ma sempre rimanendo sul versante che si affaccia sul sottostante Lago Brutto fino ad arrivare sotto alle roccette di una sorta di anticima. Si gira loro intorno cambiando versante e si scavalca una piccola ed esile forcelletta. Da qui si torna nuovamente sui declivi verso il lago e in breve si è in cima (2517 m - croce di vetta e bella vista sui tre sottostanti laghi). Ridiscesi alla forcella, proprio dinanzi alla tabella che ne indica la quota, si nota un sentierino che sale il fianco del Coltorondo; seguendo la traccia si arriva ad una sorta di forcellone di cresta (resti di trincee) ove la traccia sembra sparire. Bisogna scendere leggermente fino ad imboccare un evidente sentiero di guerra con tratti ancora lastricati e da qui riprendere la salita seguendo ometti e bolli rossi. In breve si è sulla panoramica cima (2530 m - libro di vetta) ben affacciata sul sottostante lago e da cui si gode una bella vista di infilata sulle vicine cime del Lagorai. Scesi di nuovo alla forcella, si imbocca nuovamente il sentiero segnato scendendo la bella valletta posta sull’altro lato della forcella; sul fondo di questa quasi ci si perde, tanto numerosi sono i sentieri e le mulattiere di guerra che qui confluiscono. Seguendo comunque i segni rossi, si raggiunge il bivio col sentiero349 b (quello proveniente in maniera più diretta dal Lago di Moregna) e si prosegue lungo una ampia mulattiera militare ancora ben lastricata tagliando in costa le pendici della Cima di Valbona. Quando il sentiero giunge nei pressi della Forcella di Valbona, occorre abbandonarlo per imboccare una traccetta ex militare (ometti e sbiaditi segni bianco-rossi) che sale brevemente alla forcella. Da qui, sulla sinistra, si attacca il fianco della Cima di Valmaggiore seguendo i radi ometti e tracce di passaggio, e rimanendo sempre più o meno sul filo della cresta sud. Si giunge sulla rocciosa sommità (2479 m), segnalata da un rudimentale paletto, e si procede per il crinale, ora largo ed erboso, verso il sottostante Bivacco Paolo e Nicola. Al termine della cresta, seguendo qualche vaga traccia, ci si cala ad un intaglio di cresta e si comincia a scendere un canalino terroso fino a sbucare sulle ghiaie (scomode e molto instabili!) del valloncello sottostante. Da qui, scendendo alla meglio, si punta ad un colletto erboso su cui sono ben visibili i resti di ricoveri militari; proseguendo lungo la crestina erbosa si recupera una traccetta che in breve porta al Bivacco Paolo e Nicola (2173 m). Da qui si imbocca nuovamente la traccia segnata che scende verso la Valmaggiore, si supera la deviazione verso la Forcella Moregna (tabelle) e si giunge sul fondo del bel valloncello dove, al limitare del bosco, si trova il pittoresco Laghetto di Valmaggiore. Entrati nella vegetazione, il sentiero si trasforma in carrareccia scendendo con pendenza mai eccessiva verso la Malga Valmaggiore; superato un rio su un bel ponticello di legno, si esce sui prati antistanti la malga, mentre sullo sfondo si stagliano le rocciose pareti del Latemar.

Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1400 m circa 
Ultimo sopralluogo luglio 2007
Commenti Itinerario facile, non troppo faticoso, su sentieri ben segnati tranne che lungo le digressioni alle cime; di queste, quella più facilmente accessibile è il Coltorondo, mentre abbastanza “antipatica” è la discesa dalla Cima Valmaggiore verso il Bivacco Paolo e Nicola.