I Cornacci 2189 m (per il Sass Redòn)

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 14

FOTOPERCORSO

CAMOSCIO SULLE BALZE ERBOSE DEI CORNACCI, POCO OLTRE IL SASS REDON

Punto di partenza Tesero (992 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero attraverso il Passo di San Lugano, Cavalese e la Val di Fiemme. Dall'abitato si prende a sinistra la strada che sale a Stava ed all'Alpe di Pampeago: al secondo tornante la si abbandona per seguire una diramazione a destra che ritorna in leggera discesa verso la parte alta del paese. Si imbocca la terza stradina a sinistra e, dopo poco, si seguono le indicazioni per l'Agritur Darial, presso il quale si posteggia la macchina.
Descrizione Si segue un sentierino che costeggia dall’alto i pascoli dell'agritur: incrociata una carrareccia, la si attraversa e si prosegue su un ripido tratturo (cartelli, fontana) che, raggiunta una casa, entra poi nel fitto bosco di conifere. Con ripida salita ed alcuni secchi tornanti, il sentiero esce sul bordo di una vasta radura (Pala del Piazzòl), la costeggia pianeggiando fino all'estremità opposta e con altri tornanti si riporta nel bosco. Si lascia a sinistra la traccia pianeggiante del Sentiero Forestale Pampeago (palina) e si continua, sempre assistiti dall'ottima segnaletica, con salita sostenuta. Si aggira un costolone boscoso e si entra in un ripidissimo canale alberato tra caratteristici pinnacoli rocciosi: lo si rimonta molto faticosamente con strette erte serpentine fino ad uscire su un pulpito panoramico sulla destra, con bella vista sulla valle e sul Lagorai (h 1,00). Proseguendo nella salita, ora un po’ meno ripida, si rimonta un pendio tra radi alberi e, aggirando qualche fascia rocciosa, si raggiunge un grosso masso giallastro sul quale si intravedono ancora le antiche iscrizioni dei pastori, che sono una caratteristica di questa parte del Latemar. Traversando brevemente a sinistra e poi con una veloce salita, si raggiunge un ulteriore punto panoramico, da cui appaiono le verticali e giallastre pareti delle Dolae, con a sinistra il testone sommitale del Sass Redòn. Con breve discesa si tocca il colletto posto alla base delle pareti (lo Sforcellin – tabelle – h 1,45). Trascurata a destra la deviazione di raccordo al "Sentiero delle Dolae", il sentiero sale nuovamente ripido, mantenendosi vicino al ciglio del precipizio; superati gli sbocchi di alcuni canali, la traccia raggiunge il punto culminante delle Dolae, a poca distanza dalla sommità del Sass Redon, da dove scende brevemente ad un'ampia radura. Dopo un tratto quasi pianeggiante si esce dal bosco e si attacca il primo dei diversi risalti di cresta che precedono la vetta dei Cornacci; è questa la parte più varia e panoramica del percorso, e quella in cui meglio se ne apprezzano le particolarità. Dopo avere superato i resti di una antica cava di onice (tabelle), per pendii erbosi, detriti e scarse roccette (belle fioriture di erica), con qualche saliscendi si raggiunge la grande croce metallica posta sulla vetta dei Cornacci (2189 m, h 1,00 dallo Sforcellin). Il luogo è anche chiamato, sulle indicazioni della zona, Croce Cornòn. Bellissimo ed ampio il panorama su tutta la catena del Lagorai, sulle Pale di San Martino e sulle alture che circondano il Passo degli Oclini. Da qui si segue il sentiero in leggera discesa lungo l'ampia dorsale erbosa, fino alla verde insellatura tra il Dos dei Branchi e i Cornacci (tabelle segnaletiche). Si trascura la prosecuzione della traccia diretta al Dos dei Branchi e il sentiero a destra che in pochi minuti scende al Baito Armentagiola, e si segue la diramazione di sinistra, che inizia a scendere ripidamente entrando ben presto nel bosco rado. Superato un breve tratto di fastidiose ghiaie, il sentiero percorre quasi pianeggiante il filo di uno sperone boscoso fra splendidi larici, e mantenendosi altissimo sui precipizi che dalle pareti settentrionali dei Cornacci si inabissano verso la Val di Stava. Si raggiunge una selletta presso un panoramico poggio erboso (Mandriccio del Canalin, h 0,30 dalla cima) da dove si prosegue in ripida discesa nel fittissimo bosco nella parte superiore del Val de Slavin. Con numerosi tornanti fra rododendri e altissimi abeti, il sentiero taglia due piccoli corsi d'acqua per poi perdere quota velocemente sulla destra idrografica del vallone: lasciata a destra una diramazione in salita diretta a Pampeago (è in realtà la prosecuzione del Sentiero Forestale Pampeago) si scende ad incrociare una strada forestale. Si trascura la prosecuzione del sentiero diretto verso Stava e si segue la forestale verso sinistra: questa, oltrepassato un piccolo rio, si trasforma in un sentiero (Sentiero Forestale Pampeago) che, con scarsi saliscendi, traversa lungamente alla base del versante nord dei Cornacci. Percorrendo uno splendido e selvaggio bosco, si tagliano alla base gli impressionanti canaloni in precedenza ammirati dall'alto e trascurate alcune deviazioni, comunque sempre ben segnalate, dirette verso gli abitati di Stava e Propian, ci si ricongiunge all'itinerario di salita poco sopra la Pala del Piazzòl (h 1,00 dal Mandriccio del Canalin). Da qui di nuovo al parcheggio lungo il percorso seguito all'andata (h 0,15).
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1200 m circa
Ultimo sopralluogo Giugno 2010
Commenti

Periodo consigliato: maggio - ottobre

Faticoso e solitario accesso alla montagna che domina il paesino di Tesero. Molto bello e selvaggio l'ambiente boschivo e spettacolari i panorami sulla Catena del Lagorai nella parte alta del percorso. E' uno dei primi itinerari percorribili in valle ad inizio stagione, dato che si libera dalla neve molto presto.