Alta Via Bepi Zac - 2° tronco

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI) E DI FLAVIO, FIDO COMPARE DI ASCENSIONI IN MARITTIME

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Passo di San Pellegrino (1919 m), raggiungibile da Moena (Val di Fassa) risalendo la Val San Pellegrino con moderate pendenze, oppure da Cencenighe (Val Cordevole) attraverso Canale d'Agordo, Caviola e Falcade (Valle del Biois, ultimo tratto molto ripido). Dal passo, scendendo per circa 200 m verso Falcade, si prende una stradetta verso sinistra che, attraverso ondulazioni prative, raggiunge in breve l'isolato Albergo Cima Uomo (1940 m circa, parcheggio).
Descrizione Si prende la grande pista da sci che, dall'albergo, si dirige verso sinistra, supera un piccolo rio (laghetto) e risale ripida gli ampi pendii prativi della Campagnaccia. Raggiunto un bivio, si trascurano le diramazioni di destra (diretta in Val Tegnousa) e di sinistra (per il Passo delle Selle, vedi anche itinerario Alta Via Bepi Zac - 1° tronco), per proseguire dritti, lungo una labile traccia (ind. Ciadin) che rimonta un dosso erboso e, per un appena accennato avvallamento, giunge ad intersecare un'altra carrareccia. Seguendola per pochi metri verso sinistra, si raggiunge un cartello che indica lo stacco della traccia per la Forcella del Ciadin. Per una prima ripida balza erbosa, la traccia raggiunge un grande ripiano con massi e resti di trinceramenti austriaci: trascurata una labile traccia a sinistra, diretta alla stazione della nuova seggiovia della Costabella, si taglia con alcuni erti tornanti un altro ripidissimo gradone, per uscire nella detritica conca sottostante la rocciosa Forcella del Ciadin, dominata da un evidente dente roccioso. Attraversato il fondo della conca, fra grandi massi rocciosi, la traccia si porta sui pendii detritici di destra e, con alcune ampie svolte, raggiunge l'ultimo pendio sottostante la forcella: oltrepassato uno speroncino roccioso, si risale un ripido canalino da destra a sinistra (facile, corda fissa) e si sbuca sull'esile Forcella del Ciadin (2661 m, h 1,30). Dall'altra parte, verso la Valle di San Nicolò, si inabissa un vertiginoso canalone. Trascurando i segnavia che, verso sinistra, guidano al Sasso di Costabella ed all'Alta Via Bepi Zac - 1° tronco, si prende l'esile traccia verso destra che, con percorso esposto, segue la sottile cresta rocciosa che unisce la forcella al versante Nord-Ovest della Cima delle Vallate (2832 m), ben visibile già dall'insellatura. In diversi punti la traccia percorre esposte cenge rocciose, e non sempre le corde metalliche sono abbondanti (qualche fittone di quando in quando consente eventualmente un'assicurazione a corda). Con piede sicuro, comunque, si procede senza grossi problemi: disceso un friabile canalino, si rimonta una rampa ed un corto caminetto, si passa attraverso uno stretto foro naturale e si raggiunge l'ampio canale detritico che sale alla forcellina al piede del versante NO della Cima delle Vallate, già ben visibile dalla conca sottostante la Forcella del Ciadin, e che l'antica via normale alla montagna risaliva integralmente. Ora, senza raggiungere il fondo del canale (pericolo di scariche), si taglia alti la paretina della sua sponda sinistra (pioli metallici) poi, raggiunta una evidente fessura verticale, la si risale interamente con l'ausilio delle corde metalliche. Al termine della fessura, si traversa brevemente verso destra, per rimontare un bel diedro di una decina di metri (qualche piolo e funi ottimamente collocate) che conduce, senza altre difficoltà, nel canalone detritico, pochi metri prima del suo sbocco superiore sulla forcella di cresta (2730 m circa, h 0,45 dalla Forcella del Ciadin). Ci si affaccia così su un'ampia conca detritica verso la Valle di San Nicolò, con spettacolare panorama su Sella, Catinaccio e Marmolada. In pochi passi verso sinistra si raggiunge la sommità dello sperone roccioso che costituisce la sponda sinistra del canale precedente, da dove si gode di una vista ancor più ampia e completa. Tagliando ora per evidenti tracce il detritico versante Nord della Cima delle Vallate, si guadagnano i dolci pendii superiori e, per ghiaie e sassi, si raggiunge la bellissima sommità della Cima delle Vallate (2832 m, h 1,00 dalla Forcella del Ciadin). Colpo d'occhio particolarmente interessante sulla prosecuzione della cresta che, attraverso la Cima di Colbel e la Punta del Ciadin, si salda alla possente Cima dell'Uomo (3003 m). Dalla cima, una ben segnata traccia segue la movimentata crestina di collegamento con la vicina, più bassa Cima di Colbel (2795 m): oltrepassata la rocciosa forcella di cresta, una breve risalita guida all'ampia spianata detritica dalla quale si innalzano i tre piccoli testoni sommitali della Cima di Colbel (paletto di legno su quello a destra, nonchè numerosi resti di trinceramenti, h 0,15 dalla Cima delle Vallate). Scesi alla successiva forcella, si prosegue lungamente per cenge tagliando il roccioso versante meridionale della Punta del Ciadin (2919 m): durante questo tratto, si passa alla base di alcune ardite guglie, prima fra tutte la monolitica Torre California, un evidente campanile di una cinquantina di metri quasi appoggiato alla retrostante parete. Oltre una selletta, un ultimo tratto di corde fisse (facili) fa guadagnare ancora un po' di quota, fino all'ultima traversata per friabili ghiaie che consente di raggiungere l'ampia Forcella dell'Uomo (2840 m, h 0,40 dalla Cima di Colbel). Altro impressionante canalone che si inabissa verso le ghiaie del circo terminale della Valle di San Nicolò, sotto l'isolata Forcella Paschè, dove si nasconde anche il piccolo Ghiacciaio dell'Uomo. Sulla forcella, alla base delle verticali rocce di Cima dell'Uomo, si trova una modesta baracca di legno che può offrire un precario riparo in caso di maltempo. Seguendo le abbondanti indicazioni, si scende ora il ripidissimo canalone di destra, verso il Passo di San Pellegrino: in questo primo tratto le ghiaie sono friabilissime ed il terreno, molto precario, richiede estrema cautela ed attenzione. Lasciata a sinistra la deviazione per la via normale a Cima dell'Uomo e, poco più in basso, quella per l'Alta Via Bepi Zac - 3° tronco (che, attraverso la Forcella del Laghet, scende in Val de Tasca e permette il collegamento col Passo delle Cirelle), si scende il tratto più delicato del canale: oltre una ripida rampa di roccette coperte di ghiaino, si raggiunge una labile traccia che non consente, in ogni caso, di procedere con sicurezza sul friabilissimo fondo del canale. Quando il canale sbocca finalmente sugli immensi ghiaioni alla testata della Val Tegnousa (h 0,30 circa dalla forcella, 30 minuti molto sudati!), ci si ritrova come per incanto su un entusiasmante ghiaione mobile, di quelli che consentono la discesa "di corsa" come troppo pochi se ne trovano in giro! Nel giro di pochi minuti, con gran divertimento, si raggiungono i prati sul fondo della Val Tegnousa: volgendo indietro lo sguardo, si rimane impressionati dalla vastità e dalla estrema ripidezza dei ghiaioni percorsi in discesa. Per vaghe tracce, si attraversano i prati fino alla evidente carrareccia che, aggirata l'altura erbosa dell'Uomo (stazione di seggiovia sulla sommità), taglia in moderata discesa i vasti pendii prativi fino ad incrociare la pista da sci risalita al mattino e che, verso sinistra, riporta in breve all'Albergo Cima Uomo (h 1,15 dalla Forcella dell'Uomo).       
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà EE, alcuni tratti attrezzati esposti e terreno friabile nella discesa
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2006
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Bellissimo giro, molto panoramico e divertente. Poco frequentato, forse perchè ritenuto più impegnativo di quanto sia in realtà: il tratto impegnativo, nella parte iniziale, è comunque breve e, eventualmente, aggirabile risalendo interamente il canale detritico. Dopo le difficoltà sono quasi nulle, pur muovendosi in un ambiente roccioso altamente suggestivo. Unico neo: la fastidiosissima e precaria discesa del primo tratto di canale dalla Forcella dell'Uomo ... si raccomanda massima attenzione anche a non scaricare pietre su chi sta salendo!