Forca Rossa 2486 m

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano Gruppo di Brenta

N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DEL SITO METEOPIERMA)

Cartina stradale

Cartina escursionistica

Punto di partenza Passo di San Pellegrino (1919 m), raggiungibile da Moena (Val di Fassa) risalendo la Val San Pellegrino con moderate pendenze, oppure da Cencenighe (Val Cordevole) attraverso Canale d'Agordo, Caviola e Falcade (Valle del Biois, ultimo tratto molto ripido). Dal passo, scendendo per circa 1 km verso Falcade, si prende una stradetta verso sinistra (ind. per la Baita Flora Alpina) che raggiunge in breve un ponte sul Rio Cigolè nei pressi di Malga Boèr (1808 m, parcheggio).
Descrizione Seguendo un'evidente indicazione per il Rifugio Fuchiade, si risale per tracce solitamente ben marcate uno scoperto pendio poco ripido, con belle vedute su Cima Uomo, Punta Cigolè, Sasso di Valfredda e, alle spalle, sull'imponente gruppo del Focobòn. Raggiunta una più larga pista battuta, si attraversa il piccolo agglomerato di baite di Colcodè (1950 m), oltre il quale si incontra l'ampia pista proveniente dal Passo di San Pellegrino; superati altri piccoli gruppi di baite, si raggiunge il Rifugio Fuchiade (1982 m, h 0,25), solitamente aperto anche in inverno. Proseguendo sulle tracce, si effettua un ampio semicerchio alla testata del vallone (bella vista sul Passo delle Cirelle), per prendere a risalire diagonalmente il costone che, da sinistra, scende dalla base del Sasso di Valfredda (2999 m). Giunti alla sommità del costone, presso una presa d'acqua, si trascura la traccia che verso destra scende alla Baita Flora Alpina (bellissima vista sulle Pale di San Martino) e lo si risale per breve tratto, per poi tagliare il poco ripido pendio sul versante della Valfredda, in vista dell'imponente circo terminale di quest'ultimo vallone: Sasso di Valfredda, Torre (2920 m) e Punta (2929 m) del Formentòn, poi Monte La Banca (2860 m) e l'aguzzo Pizzo Le Crene (2756 m), ai cui piedi si apre il largo intaglio della Forca Rossa (2486 m). Attraversato in falsopiano il vasto Pian della Schita, e trascurata un'altra traccia a destra per la Baita Flora Alpina, si prosegue in moderata salita lungo gli aperti Masarè di Valfredda finchè, superato un dosso, si raggiunge la base del pendio terminale che adduce al passo. Con fatica, ma in breve tempo, si raggiunge la larga insellatura della Forca Rossa (h 2.30). Bellissime vedute su Bocche, sottogruppi Uomo e Ombrettòla, Pale di San Martino e, sul versante opposto, sull'arditissima catena delle Cime dell'Auta (2602 - 2634 m). Da qui un lungo, profondo vallone scende fino ai pascoli di Malga Ciapela: non consigliabile, comunque, in inverno causa possibilità di slavine e tracce non battute. Per il ritorno, una volta giunti nuovamente al Pian della Schita (h 0,35), si può prendere la traccia battuta che scende lungo il solco della Valfredda, supera un bel crocifisso con lapide commemorativa e si abbassa fino alla serie di casolari dei Casoni di Valfredda (1908 m, numerose baite ristrutturate). Oltrepassata una chiesetta ed altre baite, mantenendosi sulla destra idrografica del rio, si scende ancora fino nei pressi della Baita Flora Alpina (1818 m, h 1,15). Senza raggiungerla, si prende una marcata traccia a destra che, nel bosco a mezzacosta, riconduce alla strada asfaltata nei pressi del parcheggio (h 0,10).
Tempo totale h 4,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 700 m circa
Ultimo sopralluogo aprile 2004
Commenti Itinerario molto panoramico, non molto faticoso e, tutto sommato, piuttosto frequentato ad un punto di osservazione di prim'ordine sui gruppi della Marmolada e delle Pale di San Martino. Molto interessante la veduta ravvicinata sulle impervie pareti delle Cime dell'Auta.