Sass da CiÓmp 2193 m

Home Gruppo del Catinaccio Gruppo della Marmolada Sassolungo e Sella Gruppo del Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e NuvolÓu Gruppo delle TofÓne AntelÓo - Sorapýss - Marmar˛le Dolomiti di Sesto Fanes - Sennes - Braies Puez - Odle LagorÓi - Cima d'Asta Gruppo del Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Gruppo di Bosconero Gruppo di Brenta Dolomiti BellunŔsi Settentrionali

 

CARTINA CONSIGLIATA

Tabacco scala 1:25.000 ľ Foglio 06

CATEGORIA/ZONA

ESCURSIONISMO - DOLOMITI (GRUPPO DEL LATEMAR)

SCHEDA N.

 

FOTO NOTEVOLI

IL SOTTOGRUPPO MONZĎNI-VALLACCIA (MARMOLADA) DALLA VETTA DEL SASS DA CI└MP

 

PUNTO DI PARTENZA

a) Da Egna-Ora (uscita della A22 del Brennero) si sale a valicare il Passo di San Lugano, da dove si entra in Val di Fiemme. Risalita interamente la valle, oltre Predazzo si entra in Val di Fassa, raggiungendo MoŔna (1119 m, 47 km da Egna-Ora);

b) Da Bolzano Nord (uscita della A22 del Brennero) si risale la pittoresca Val d'Ega fino al Passo di Costalunga, da dove si scende a Vigo di Fassa. Raggiunto il fondovalle, si scende in breve a MoŔna (1119 m, 44 km da Bolzano Nord).

Dal centro del paese si prende una stretta stradina che, con tortuoso percorso, raggiunge la chiesa parrocchiale (parcheggio).

 

ITINERARIO

Presso un piccolo parco giochi si prende un viottolo asfaltato che, fra splendidi prati, raggiunge la frazione S˛rte (1255 m, h 0,10). Presso una grande casa bianca (cartelli) si imbocca una larga mulattiera a sinistra che prende a salire con decisione nel fitto bosco. Superata una radura con panchina, si prosegue fra gli alberi tagliando un ripido pendio per immettersi nella pianeggiante rotabile sterrata proveniente dalla vicina Malga Panna: seguendo la strada verso sinistra si raggiunge presto la splendida radura di Peni˛la (1468 m, h 0,30 da S˛rte), dove sorgono una chiesetta ed alcuni vecchi fienili. PossibilitÓ di ristoro presso l'ospitale Malga Peni˛la

Poco prima di toccare la radura, comunque, si stacca a destra un erto ramo lastricato (indicazioni) che si inoltra con crescente pendenza nel fitto bosco: ad un bivio, si trascura il proseguimento della carrareccia per prendere a destra la traccia n░ 521, che presto si restringe a mulattiera mentre prende a risalire il ripido pendio boscoso. A sprazzi, fra le fronde, appaiono belle vedute sul ViŔzzena ed il LagorÓi. Dopo una serie di tornanti, si supera una zona disboscata di recente, oltre la quale si raggiunge una prima ampia radura erbosa: bivio a destra per l'"Anello di Val da CiÓmp", traccia che permette il collegamento con la media Val Peni˛la. 

Attraversata la radura, si supera un ulteriore gradino boscoso e, aggirato lo sperone discendente dal Sass da CiÓmp,  si entra in una ripida valletta erbosa che si risale interamente. Lasciata a sinistra una traccia pianeggiante che taglia gli erbosi versanti della Cima da CiÓmp (2265 m), si prosegue diritti fino alla larga sella erbosa della Forcella Peni˛la (2130 m circa, h 1,35 da Peni˛la): magnifico panorama dall'altra parte verso Passo di Costalunga e Roda di VaŔl (2806 m), oltre che sulla turrita Cresta delle Pope. Da questo lato, un ripidissimo canale detritico scivola in Val Peni˛la. 

Seguendo ora le facili tracce a destra, per pendii erbosi si tocca in breve la vetta del Sass da CiÓmp (2193 m, h 0,15 dalla forcella), sulla quale sorge un pittoresco palo. Veduta eccezionale su tutta la Val di Fassa, con il paese di MoŔna proprio sotto di noi. 

Tornati alla Forcella Peni˛la, si prosegue lungo la traccia n░ 521 che risale la cresta proprio sul filo, sul ciglio degli scuri dirupi nord-orientali. Superato un breve risaltino, si toccano gli ondulati dossi erbosi che costituiscono la vetta della Cima da CiÓmp (2265 m, h 0,30 da Forcella Peni˛la). 

Scesi brevemente alla successiva forcella, si prendono a risalire i ripidi pendii vulcanici del ToÓc', con suggestive vedute sui tetri canaloni che precipitano in Val Peni˛la. Superata un'anticima, si risalgono gli ultimi ripidi prati fino alla sommitÓ del Monte ToÓc' (2319 m, h 0,30 da Cima da CiÓmp), costituita da una breve crestina orizzontale di roccia nerastra

Per erbe e roccette si cala in poco tempo alla larga Forcella del ToÓc' (2273 m), dove si trova un crocevia di cartelli. Trascurate la prosecuzione per Forcella Piccola del Latemar ed il sentiero che scende in Val Peni˛la ed al Passo di Costalunga, si scende a sinistra, lungo i ripidissimi pendii erbosi della larga Val ToÓc'. Oltre un primo paletto, non si incontrano in questo tratto altri segnavia, ma mantenendosi nella valletta di sinistra non si hanno problemi e si tocca cosý l'amena conca erbosa che precede il salto boscoso della valle in Valsorda. 

Si incontra un altro crocevia di cartelli: trascurate le tracce per Forcella Piccola (Val de la Cagn˛ta) e per Forno (qui le tracce danno spazio alla fantasia), si prende il sentierino che taglia a mezzacosta il costone di sinistra per ripido bosco e raggiunge una panoramica spalla erbosa, con magnifica veduta sul circo terminale di Valsorda e sulla cresta del Latemar. Si scende ora in un'ampia valle boscosa, tagliando alti i ripidi fianchi erbosi meridionali della Cima da CiÓmp: seguendo le sinuositÓ della montagna, con lungo percorso in discesa si entra in uno splendido bosco di abeti e si raggiunge un bivio con cartelli, ormai su carrareccia. Trascurate le direttive per Forno e Medýl, si prosegue a sinistra verso MoŔna fino a raggiungere il bivio del mattino poco sopra Peni˛la (bella vista dall'alto sulla frazioncina, h 1,45 da Forcella del ToÓc'). 

Si pu˛ tornare alla macchina per la strada dell'andata o, in alternativa, proseguire diritti sulla carrareccia fino a Malga Panna, da cui a S˛rte per strada asfaltata (h 0,30 da Peni˛la).

 

TEMPO TOTALE

h 6,15 - 6,30

DISLIVELLO

1400 m circa

DIFFICOLTAĺ

E allenati

ULTIMO SOPRALLUOGO

21 maggio 2005

PERIODO CONSIGLIATO

maggio - ottobre

COMMENTI

Bella traversata in Dolomiti minori, con vedute bellissime su Latemar, Catinaccio, Marmolada e LagorÓi. Un poco faticosa nella prima parte a causa della ripidezza, avventurosa la discesa nella selvaggia Val ToÓc'. Raccomandabile.