La cresta del Col Bel 2436 m

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano Gruppo di Brenta

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06
DALLE BAITE DEL CIAMP DE POZZA VERSO IL GRUPPO DELLA VALLACCIA
Punto di partenza Pera di Fassa (1326 m), raggiungibile da Trento (uscita Egna - Ora della A22) per le valli di Fiemme e Fassa, oppure da Bolzano per la Val d'Ega ed il Passo di Costalunga. Al termine del paese, prima che la strada  attraversi su un ponte il Rio di Soiàl, si prende una diramazione (Via Jumela) che scende a destra ad un ponte sull'Avisio, presso un'area attrezzata (parcheggio prima del ponte). 
Descrizione Si supera il ponte e si prosegue a destra, per breve tratto costeggiando l'Avisio. Si prende però quasi subito una carrareccia sterrata che, a sinistra, prende a risalire lo splendido fitto bosco (indicazioni per Val Giumela, segnavia 643). La carrareccia si inerpica lungo il boscoso versante occidentale del Sass de Peredafèc, alternando brevi tratti in moderata pendenza a ripidissimi strappi. Presso un tornante si lascia una costruzione dell'acquedotto, inoltrandosi ancora nell'abetaia, qui molto fitta. A sprazzi si può godere di scorci suggestivi sulla bassa Val di Fassa, sul Catinaccio e sul Latemar. Incrociato un sentiero sulla destra, proveniente da Meida, si prosegue lungo la carrareccia, il cui tracciato ha subito recentemente alcune modifiche, probabilmente per adattarlo alle nuove esigenze sciistiche del sito: con una nuova serie di ripidi tornanti si guadagna velocemente quota, per inserirsi finalmente nel solco vallivo della Val Giumela, al di sopra del primo impercorribile tratto. Nel lontano fondovalle, in una stretta forra rocciosa, rumoreggia il torrente. Finalmente in piano, la carrareccia taglia comodamente le falde boscose incombenti, supera alcuni dossi e si porta presso la radura dove sorge il grande stallone della Malga Giumela (1978 m, h 1,15): in asse con lo sbocco della valle, appare il severo gruppo roccioso della Vallaccia, mentre verso la testata si individuano i ripidi pendii erbosi del Col Bel. Si abbandona a questo punto la mulattiera di fondovalle, diretta alla Sella Brunech, per prendere una diramazione della carrareccia che, a sinistra, prende a risalire il fitto bosco (indicazione per "CROCE"). Con alcuni tornanti il tracciato si porta in breve ai margini degli inclinati prati che salgono all'ampissima insellatura del Ciamp de Pozza, aperta fra il Sass da Peredafec (a sinistra) e la quota 2222 della cresta del Col Bel. Si risalgono i prati, fra splendide baite ristrutturate, per una traccia fra le erbe, puntando alla base del testone boscoso a sinistra, dove si ritrova un buon sentiero ed un'altra freccia per la "CROCE" (2070 m circa). Seguendo la comoda traccia, che si snoda con piacevole percorso sulla boscosa cresta, si raggiunge dapprima la vera vetta del Sass de Peredafec (2140 m), in mezzo agli abeti e quindi per nulla panoramica, per poi calare leggermente fino alla fantastica balconata dell'anticima sud-ovest (2125 m, h 0,40 da Malga Giumela), dove sorge la monumentale croce di ferro ben visibile da Pozza e Vigo di Fassa. Panorama spettacoloso su Latemar, Catinaccio e Sassolungo, nonchè su tutta la Val di Fassa. Ritornati al Ciamp de Pozza, si prosegue lungo la linea di crinale, per aperti pendii erbosi che si fanno via via più ripidi, fino a ritrovare una marcata traccia che si inerpica con ripidi tornanti in direzione della quota 2222. Il panorama si amplia gradualmente, spaziando anche verso la catena di Costabella e di Cima dell'Uomo. Dall'altra parte, oltre il Sassolungo, compare la bastionata del Sella. Si prosegue lungo la cresta: mentre verso la Val Giumela questa presenta ripidi pendii erbosi, verso la Val di Fassa scoscendono selvaggi boschi e repulsivi dirupi. Con tortuoso percorso il crinale si dirige ora verso ovest: con fatica crescente, si superano una serie di cime secondarie, alternando tratti di cresta ampia ad altri più affilati e caratteristici. Le caratteristiche del terreno fanno comunque si che le difficoltà rimangano a livello elementare. Un ultimo pendio faticoso, dove fra l'erba emerge qualche banale roccetta, conduce infine sull'ampio dorso sommitale del Col Bel (2436 m, h 1,00 dal Ciamp de Pozza): la vetta è costituita da una vastissimo altipiano erboso, appena ondulato da alcuni modesti dossi, da dove la vista può spaziare a 360° su tutti i gruppi circostanti, uno spettacolo veramente unico! Colpisce, in particolare, la veduta sul massiccio della Marmolada, così vicino che pare di poterlo toccare! Ma anche gli altri gruppi dolomitici fassani sono tutti lì, in bella mostra. Da qui si vede bene anche il proseguimento della cresta che, oltre la vasta insellatura erbosa della Sella di Ciamòl (2361 m), riprende quota con una sottile crestina fino alla vetta del Su l'Aut (2513 m), la cima più elevata del sottogruppo, per poi scendere sulla Sella Brunech (2426 m), riconoscibile per le stazioni di arrivo delle seggiovie provenienti dal Ciampac' e da Buffaure. Per scendere alla Sella di Ciamòl si prosegue lungo il crinale, che dopo una breve discesa riprende quota in una elevazione secondaria, per poi calare all'ampia insellatura erbosa (recinzioni per il bestiame): a sinistra stacca una labile traccia che si va a congiungere alla mulattiera della Val di Crepa (vedi anche itinerario Traversata del Buffaure). A questo punto si scende verso destra nell'ampio avvallamento erboso che scende in direzione del vicino fondovalle della Val Giumela: all'inizio non c'è traccia, ma dopo un centinaio di metri si incontra un sentiero che scende per un canale erboso e si porta nei pressi del fondovalle. Si attraversa una pietraia di rocce scure e si raggiunge un gruppo di antiche baite in via di ristrutturazione. L'idilliaco paesaggio è un po' deturpato dagli impianti e dagli sbancamenti asserviti alle piste da sci. Sempre seguendo il sentiero si raggiunge il rio di fondovalle: superatolo su pietre, si guadagna l'ampia mulattiera di fondovalle, in questo tratto fiancheggiata dalla nuova pista proveniente dal Col Valvacìn. Presto però la mulattiera si allontana dalla pista, e discende la valle, che in questo tratto si fa più stretta e boscosa. Superata una strettoia, si attraversa nuovamente il rio e, in leggera discesa, si ritorna attraverso un bellissimo bosco alla Malga Giumela (h 1,15 dalla vetta del Col Bel). Di qui, lungo la carrareccia percorsa in salita, nuovamente a Pera (h 0,45 dalla malga).     
Tempo totale h 5,00 - 5,30
Difficoltà E allenati
Dislivello 1300 m circa
Ultimo sopralluogo ottobre 2009
Commenti Periodo consigliato: maggio - ottobre

Itinerario molto molto panoramico, facile sia tecnicamente che come orientamento, ma che regala inquadrature veramente uniche e poco note verso i più famosi gruppi dolomitici circostanti. Attenzione in caso di nebbia, perchè in questo caso alcuni tratti del percorso potrebbero suscitare perplessità, così come qualche cautela è rischiesta qualora i pendii erbosi risultassero bagnati e scivolosi. Abbastanza frequentato. Unico neo: gli impianti sciistici che, negli ultimi anni, hanno inquinato questa remota valletta, autentico gioiello di solitudine alpina, con la loro ingombrante presenza ... Tutto ciò è già stato oggetto di feroci polemiche, purtroppo senza risultato, nelle sedi ed ambienti opportuni, per cui non mi sembra necessario soffermarmici oltre: però ora è tutto lì, chiunque può vedere e giudicare ...