|

| CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06 |
| DALLE
BAITE DEL CIAMP DE POZZA VERSO IL GRUPPO DELLA VALLACCIA |
| Punto
di partenza |
Pera di Fassa
(1326 m), raggiungibile da Trento (uscita Egna - Ora della A22)
per le valli di Fiemme e Fassa, oppure da Bolzano per
la Val d'Ega ed il Passo di Costalunga. Al termine del
paese, prima che la strada attraversi su un ponte il Rio di
Soiàl, si prende una diramazione (Via Jumela) che scende a
destra ad un ponte sull'Avisio, presso un'area attrezzata
(parcheggio prima del ponte). |
| Descrizione |
Si supera il
ponte e si prosegue a destra, per breve tratto costeggiando l'Avisio.
Si prende però quasi subito una carrareccia sterrata che, a sinistra,
prende a risalire lo splendido fitto bosco (indicazioni per Val Giumela,
segnavia 643).
La carrareccia si inerpica lungo il boscoso versante occidentale del Sass
de Peredafèc, alternando brevi tratti in moderata pendenza a
ripidissimi strappi. Presso un tornante si lascia una costruzione
dell'acquedotto, inoltrandosi ancora nell'abetaia, qui molto fitta. A
sprazzi si può godere di scorci
suggestivi sulla bassa Val di Fassa, sul Catinaccio e
sul Latemar. Incrociato un sentiero sulla destra, proveniente da Meida,
si prosegue lungo la carrareccia, il cui tracciato ha subito recentemente
alcune modifiche, probabilmente per adattarlo alle nuove esigenze
sciistiche del sito: con una nuova serie di ripidi tornanti si guadagna
velocemente quota, per inserirsi finalmente nel solco vallivo della Val
Giumela, al di sopra del primo impercorribile tratto. Nel lontano
fondovalle, in una stretta forra rocciosa, rumoreggia il torrente.
Finalmente in piano, la carrareccia taglia comodamente le falde boscose
incombenti, supera alcuni dossi e si porta presso la radura dove sorge il
grande stallone della Malga Giumela (1978 m, h
1,15): in asse con lo sbocco della valle, appare il
severo gruppo roccioso della Vallaccia, mentre verso la testata
si individuano i ripidi pendii erbosi del Col Bel. Si abbandona a
questo punto la mulattiera di fondovalle, diretta alla Sella Brunech,
per prendere una diramazione della carrareccia che, a sinistra, prende a
risalire il fitto bosco (indicazione per "CROCE"). Con
alcuni tornanti il tracciato si porta in breve ai
margini degli inclinati prati che salgono all'ampissima insellatura
del Ciamp de Pozza, aperta fra il Sass da Peredafec (a
sinistra) e la quota 2222 della cresta del Col Bel. Si risalgono i
prati, fra splendide baite ristrutturate, per una traccia fra le erbe,
puntando alla base del testone boscoso a sinistra, dove si ritrova un buon
sentiero ed un'altra freccia per la "CROCE" (2070 m
circa). Seguendo la comoda traccia, che si snoda con piacevole percorso
sulla boscosa cresta, si raggiunge dapprima la vera vetta del Sass de
Peredafec (2140 m), in mezzo agli abeti e quindi per nulla panoramica,
per poi calare leggermente fino alla fantastica balconata dell'anticima
sud-ovest (2125 m, h 0,40 da Malga
Giumela), dove sorge la monumentale croce di ferro ben visibile da Pozza
e Vigo di Fassa. Panorama
spettacoloso su Latemar, Catinaccio e Sassolungo,
nonchè su
tutta la Val di Fassa. Ritornati al Ciamp de Pozza, si
prosegue lungo la linea di crinale, per aperti pendii erbosi che si fanno
via via più ripidi, fino a ritrovare una marcata traccia che si inerpica
con ripidi tornanti in
direzione della quota 2222. Il panorama si amplia gradualmente,
spaziando anche verso la catena di Costabella e di Cima
dell'Uomo. Dall'altra parte, oltre il Sassolungo, compare la
bastionata del Sella. Si prosegue lungo la cresta: mentre verso la Val
Giumela questa presenta ripidi pendii erbosi, verso la Val di Fassa
scoscendono selvaggi boschi e repulsivi dirupi. Con tortuoso percorso il
crinale si dirige ora verso ovest: con fatica crescente, si superano una
serie di cime secondarie, alternando tratti di cresta ampia ad altri più
affilati e caratteristici. Le caratteristiche del terreno fanno
comunque si che le difficoltà rimangano a livello elementare. Un
ultimo pendio faticoso, dove fra l'erba emerge qualche banale roccetta,
conduce infine sull'ampio dorso sommitale del Col Bel (2436 m, h
1,00 dal Ciamp de Pozza): la vetta è costituita da una
vastissimo altipiano erboso, appena ondulato da alcuni modesti dossi, da
dove la
vista può spaziare a 360° su tutti i gruppi circostanti, uno
spettacolo veramente unico! Colpisce, in particolare, la veduta sul
massiccio della Marmolada, così vicino che pare di poterlo
toccare! Ma anche gli altri gruppi dolomitici fassani sono tutti lì, in
bella mostra. Da qui si vede bene anche il proseguimento della cresta che,
oltre la vasta insellatura erbosa della Sella di Ciamòl (2361 m),
riprende quota con una sottile crestina fino alla vetta del Su l'Aut
(2513 m), la cima più elevata del sottogruppo, per poi scendere sulla Sella
Brunech (2426 m), riconoscibile per le stazioni di arrivo delle
seggiovie provenienti dal Ciampac' e da Buffaure. Per
scendere alla Sella di Ciamòl si prosegue lungo il crinale, che
dopo una breve discesa riprende quota in una elevazione secondaria, per
poi calare all'ampia insellatura erbosa (recinzioni per il bestiame): a
sinistra stacca una labile traccia che si va a congiungere alla mulattiera
della Val di Crepa (vedi anche itinerario Traversata
del Buffaure). A questo punto si scende verso destra nell'ampio
avvallamento erboso che scende in
direzione del vicino fondovalle della Val Giumela: all'inizio
non c'è traccia, ma dopo un centinaio di metri si incontra un sentiero
che scende per un canale erboso e si porta nei pressi del fondovalle. Si
attraversa una pietraia di rocce scure e si raggiunge un gruppo di
antiche baite in via di ristrutturazione. L'idilliaco paesaggio è un po'
deturpato dagli impianti e dagli sbancamenti asserviti alle piste da sci.
Sempre seguendo il sentiero si raggiunge il rio di fondovalle: superatolo
su pietre, si guadagna l'ampia mulattiera di fondovalle, in questo tratto
fiancheggiata dalla nuova pista proveniente dal Col Valvacìn.
Presto però la mulattiera si allontana dalla pista, e discende la valle,
che in questo tratto si fa più stretta e boscosa. Superata una strettoia,
si attraversa nuovamente il rio e, in leggera discesa, si ritorna
attraverso un bellissimo bosco alla Malga Giumela (h
1,15 dalla vetta del Col Bel).
Di qui, lungo la carrareccia percorsa in salita, nuovamente a Pera
(h 0,45 dalla
malga). |
| Tempo totale |
h
5,00 - 5,30 |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1300
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
ottobre
2009 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: maggio - ottobre
Itinerario molto molto panoramico, facile sia
tecnicamente che come orientamento, ma che regala inquadrature veramente
uniche e poco note verso i più famosi gruppi dolomitici circostanti.
Attenzione in caso di nebbia, perchè in questo caso alcuni tratti del
percorso potrebbero suscitare perplessità, così come qualche cautela è
rischiesta qualora i pendii erbosi risultassero bagnati e scivolosi.
Abbastanza frequentato. Unico neo: gli impianti sciistici che, negli
ultimi anni, hanno inquinato questa remota valletta, autentico gioiello di
solitudine alpina, con la loro ingombrante presenza ... Tutto ciò è già
stato oggetto di feroci polemiche, purtroppo senza risultato, nelle sedi
ed ambienti opportuni, per cui non mi sembra necessario soffermarmici
oltre: però ora è tutto lì, chiunque può vedere e giudicare ... |
|